Venezia-Juventus (1-1): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Dopo ben 19 anni, Venezia e Juventus tornano ad affrontarsi in serie A, pareggiando per 1-1 al “Penzo“. La partita vive di emozioni alterne, con i bianconeri che chiudono il primo tempo in vantaggio, grazie alla seconda rete consecutiva in trasferta di Morata. Nella ripresa, invece, i lagunari trovano il gol del pari grazie ad una grande prestazione di squadra e al talento individuale di Aramu. Entriamo a fondo nell’analisi tattica di Venezia-Juventus, cominciando come sempre dalle scelte di formazione dei due allenatori.

Paolo Zanetti si affida al 4-3-3, con Romero in porta, Haps ed Ebuhei sugli esterni e coppia centrale formata da Caldara e dal veterano Modolo, alla prima da titolare. A centrocampo confermati Busio, Ampadu e Crnigoj, mentre il tridente offensivo è formato da Aramu e Johnsen a sostegno del riferimento centrale Henry.

Allegri risponde nuovamente col 4-2-3-1, con alcune variazioni rispetto all’ultima partita col Genoa. Davanti a Szczesny viene confermato Pellegrini a sinistra, col recuperato De Sciglio a destra. Coppia centrale affidata a Bonucci e De Ligt, con l’inamovibile Locatelli e Rabiot in mediana. A sostegno di Morata, unica punta, agiscono Cuadrado, Dybala e Bernardeschi.

Primo tempo: la Juventus spinge di più e chiude in vantaggio

L’analisi tattica di Venezia-Juventus ci presenta una partita dai due volti. I lagunari si dispongono con un sistema asimmetrico, perché Aramu non gioca largo sulla destra così come fa Johnsen dall’altra parte. Il fantasista di origini piemontesi, infatti, accentra molto la sua posizione andando, in fase di non possesso, a marcare il playmaker avversario. Quando la squadra attacca, invece, si abbassa molto per avviare la manovra o taglia profondamente il campo, posizionandosi sulla sinistra per portare superiorità numerica. Per buona parte del primo tempo, la squadra di Zanetti prova a difendersi compatta, con due linee vicine, affidandosi al lancio lungo per Henry e alle ripartenze veloci.

La squadra di Allegri, invece, punta sull’ampiezza, per questo imposta a 3 con i due centrali che si aprono e un centrocampista, generalmente Rabiot, che si abbassa sulla loro linea, mentre i terzini salgono molto. Come sempre, il lato forte dell’attacco juventino è quello destro, dove Cuadrado parte sempre largo e Dybala si posiziona da quelle parti, fiancheggiando Busio. La Juventus cerca poi di ribaltare velocemente l’azione attraverso i cambi di gioco sulla sinistra, dove Bernardeschi viene dentro al campo, liberando spazio a Pellegrini. L’atteggiamento degli ospiti è molto aggressivo, con i due mediani da subito alti a cercare di riconquistare velocemente il pallone.

Venezia-Juventus (1-1): analisi tattica e considerazioni

Dopo appena 10 minuti, però, c’è la prima svolta tattica, perché Dybala s’infortuna e al suo posto entra Kaio Jorge. Senza la stella argentina, la squadra perde un po’ di fraseggio e qualità, guadagnando però maggiore peso offensivo. A questo punto, la Juventus si assesta su un 4-4-2 a trazione anteriore e comincia a sviluppare gioco soprattutto a sinistra, dove Morata si allarga per andare nell’uno contro uno. E proprio da questa parte, gli uomini di Allegri costruiscono l’azione del vantaggio al minuto 32. Pellegrini pennella un bel cross di mancino e l’attaccante spagnolo batte Romero con un gran movimento in anticipo sul primo palo. Forte del vantaggio, i bianconeri continuano a macinare gioco e sfiorano il raddoppio.

Secondo tempo: la Juventus si spegne ed emerge il Venezia

Nella ripresa, l’inerzia della partita s’inverte completamente. La Juventus appare molto spenta, poco reattiva e distratta. Il Venezia allora ne approfitta e comincia subito col piglio giusto, alzando il baricentro e portando Aramu stabilmente largo a destra. Gli uomini di Zanetti approcciano molto bene, attaccano con più uomini, sfruttando la vivacità del loro numero 10 e gli inserimenti dentro l’area da parte di Busio. Anche i terzini cominciano ad accompagnare di più e così la squadra di Allegri è costretta a rimanere sulla difensiva, faticando terribilmente ad innescare le punte e a ripartire.

L’atteggiamento propositivo dei lagunari produce i suoi effetti al minuto 55, quando Aramu trova i gol del pareggio, arrivando per primo su una palla vagante al limite dell’area, e freddando Szczesny con un fantastico sinistro. La Juventus si ritrova per buona parte del secondo tempo in totale balia dell’avversaria, perdendo tanti palloni e non riuscendo a ribaltare l’azione. Per questo Allegri comincia a manipolare tatticamente i suoi. Prima accentra Bernardeschi per ritrovare un po’ di qualità a inizio azione. Morata, invece, continua a trovare spazi sulla sinistra, dove riesce a ricevere fronte alla porta e semina il panico con la sua velocità.

Venezia-Juventus (1-1): analisi tattica e considerazioni

La squadra fatica però a trovare la via del gol e si espone alle pericolose ripartenze del Venezia. Il tecnico livornese, al minuto 66, opera un triplo cambio, inserendo Kean, Alex Sandro e Bentancur, e passa ad una sorta di 3-5-2 asimmetrico. Cuadrado rimane alto a destra, coperto da De Sciglio, mentre il terzino brasiliano gioca a tutta fascia sulla sinistra. Negli ultimi 10 minuti, il colombiano viene spostato a sinistra e Allegri manda dentro anche il giovane Soulé, schierandolo a destra in un 4-4-2 molto offensivo. I cambi però, sia di uomini che di modulo, non sortiscono gli effetti sperati e la partita si chiude definitivamente sull’1-1.

Analisi tattica Venezia-Juventus: le considerazioni finali

Il Venezia risponde alla grande dopo la beffa del derby perso contro il Verona, interrompendo la serie di 3 sconfitte consecutive. La squadra di Zanetti strappa un punto importante per la classifica e il morale, anche perché ottenuto contro una big del nostro campionato. I lagunari dimostrano di avere un’ottima organizzazione tattica e tanto carattere, riuscendo a tirar fuori il giusto coraggio e dominando per lunghi tratti il secondo tempo. La prestazione più convincente è sicuramente quella di Aramu, che deve sfoderare le sue qualità anche nel prossimo turno contro la Samp.

La Juventus fornisce invece una prestazione a due facce. Da un lato, un ottimo primo tempo, dominato dal punto di vista del gioco e con sprazzi di qualità. Dall’altro lato, persiste ancora una certa difficoltà nel trovare la via della rete. Mantenendo il risultato costantemente in bilico, la squadra si espone a notevoli rischi, soprattutto se non fanno da supporto un atteggiamento determinato e la fame di portare a casa i tre punti. Gli uomini di Allegri si vedono così sfuggire la possibilità di riagganciare la Fiorentina, vittoriosa contro la Salernitana, e attendono un’altra difficile trasferta sul campo del Bologna con le condizioni di Dybala da tenere d’occhio.

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