Vinicius, insulti razzisti nei suoi confronti: ancora una nota negativa del calcio

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Sette persone arrestate in Spagna nelle ultime ore: è solo l’ultimo episodio della vicenda nata dagli insulti razzisti a Vinicius, che ha assunto rapidamente le dimensioni della polemica internazionale.

Insulti razzisti a Vinicius, il giocatore

Gli insulti razzisti a Vinicius Junior, da parte di alcuni fan, nella partita Valencia-Real Madrid hanno fatto il giro del web.

La partita di domenica 21 maggio è stata interrotta per quasi 10 minuti dopo che Vinícius ha identificato un tifoso del Valencia che gli rivolgeva epiteti razzisti. Il calciatore ha pubblicato un video diffuso che mostra i fan che insultano Vinicius prima e durante la partita. Nel post su Instagram il duro sfogo dell’attaccante:

“Ogni partita fuori casa è una spiacevole sorpresa. E ce ne sono state molte in questa stagione. Mi hanno augurato la morte, esposto una bambola impiccata, tante urla criminali… Cosa manca per criminalizzare queste persone? E punire i club in modo sportivo?  È disumano.”

Un caso internazionale

Il caso degli insulti razzisti è esploso a livello internazionale. Dal Brasile si annuncia battaglia.

Gli insulti razzisti hanno scosso l’opionione pubblica brasiliana, il caso ha assunto una rilevanza internazionale. Secondo “El Mundo”, l’ambasciatore del Brasile Orlando Leite vorrebbe incontrare le autorità spagnole e il Presidente della Liga Javier Tebas sarebbe intenzionato a riceverlo. Inoltre, la Polizia federale brasiliana starebbe aprendo un fascicolo sugli insulti, invocando la giurisdizione internazionale del Brasile. Seguendo l’impulso proveniente dal Brasile, il Real Madrid ha presentato una denuncia per crimini d’odio all’ufficio del procuratore generale spagnolo e ha dichiarato “il suo più forte rifiuto e condanna per gli eventi che si sono verificati contro il nostro giocatore Vinícius Júnior”. Il governo spagnolo, tramite la portavoce Isabel Rodriguez, precisa che in Spagna “i comportamenti razzisti non restano impuniti” e che la polizia “è sempre al lavoro per contrastarli”. E conclude: “Nel nostro Paese c’è piena sicurezza giuridica”.

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