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Zhegrova lancia il messaggio a Spalletti: vuole titolarità alla Juventus

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Zhegrova lancia il messaggio a Spalletti: vuole titolarità alla Juventus

Il talento kosovaro di Edon Zhegrova sta diventando uno dei casi più interessanti di questo inizio di stagione nella Juventus, e non solo: dopo un’annata d’esordio fortemente condizionata dai problemi fisici, l’esterno d’attacco sembra finalmente aver ritrovato brillantezza, continuità e soprattutto quella capacità di incidere negli ultimi metri che aveva convinto il club bianconero a investire su di lui, fatto dimostrato dai tre gol e l’assist nelle prime sei presenze stagionali, un bel bottino, considerando che Luciano Spalletti non lo ha ancora schierato dal primo minuto in Serie A. Proprio questa efficacia sta però creando al tecnico una difficoltà positiva.

Continuare a utilizzare Zhegrova come arma devastante a gara in corso oppure provare progressivamente a trasformarlo in un vero concorrente di Francisco Conceicao per una maglia da titolare sulla fascia destra. Anche la parentesi con il Kosovo ha confermato il momento favorevole. Zhegrova è andato a segno su calcio di rigore nella sconfitta contro l’Austria e ha mostrato nuovamente le proprie qualità nell’uno contro uno durante gli impegni internazionali. Contro l’Irlanda è rimasto in campo per settantatre minuti. Un dato tutt’altro che secondario considerando quanto la sua condizione fosse stata limitata in passato dagli strascichi della pubalgia.

Juventus, che inizio di campionato per Zhegrova: il dosaggio calcolato di mister Spalletti

Il suo modo di giocare continua a essere immediatamente riconoscibile. Riceve largo, punta l’avversario, cerca costantemente il dribbling e prova a creare superiorità numerica anche quando la situazione sembra complicata. E’ esattamente questa imprevedibilità ad affascinare Spalletti. L’allenatore ha già riconosciuto pubblicamente come Zhegrova possa diventare quasi imprendibile quando la Juventus riesce a stabilirsi nella metà campo avversaria e gli permette di affrontare il diretto marcatore negli ultimi metri. In quella porzione di campo il kosovaro possiede caratteristiche che pochi altri giocatori della rosa possono offrire. E’ rapido sul breve, cambia direzione con grande facilità, usa il sinistro per entrare dentro al campo e non ha paura di assumersi responsabilità individuali.

Zhegrova lancia il messaggio a Spalletti: vuole titolarità alla Juventus

La doppietta realizzata contro il Sassuolo è stata probabilmente la manifestazione più evidente di questo potenziale. Entrato nell’ultima mezz’ora al posto di Conceicao, Edon Zhegrova ha trovato i primi gol ufficiali con la Juventus attraverso due iniziative che hanno fotografato perfettamente la sua natura calcistica. Giocate istintive, personali, difficili da prevedere e capaci di modificare l’inerzia di una partita. Pochi giorni più tardi è arrivato anche l’assist per Bremer nella vittoria contro l’Atalanta. Ulteriore dimostrazione di come il suo contributo non si limiti necessariamente alla conclusione. Per il giocatore si tratta di una vera inversione di tendenza rispetto alla stagione precedente.

Un’inizio sotto le aspettative (e sfortunato)

La Juventus lo aveva acquistato nell’estate del 2025 dal Lille per circa 15 milioni di euro, dopo che in Francia aveva raccolto centosette presenze e realizzato 26 reti. Il contratto fino al 2030 certificava una fiducia importante, ma il primo anno italiano aveva offerto pochissimo. I continui problemi fisici gli avevano impedito di trovare ritmo e continuità. Una sola presenza dal primo minuto tra campionato e Champions League, nessuna rete e nessun assist. Troppo poco per mostrare davvero il giocatore ammirato con la maglia del Lille. Oggi la situazione appare diversa. Zhegrova non è stato inserito nella lista per la League Phase di Europa League e avrà quindi a disposizione principalmente Serie A e Coppa Italia.

Zhegrova lancia il messaggio a Spalletti: vuole titolarità alla Juventus

Una scelta che potrebbe paradossalmente permettergli di lavorare meglio durante la settimana e arrivare più fresco alle occasioni che Spalletti deciderà di concedergli. Il kosovaro vuole sfruttare questa condizione per scalare le gerarchie e diventare qualcosa di più della semplice alternativa a Conceicao. Il rendimento recente, tuttavia, non cancella i motivi che stanno spingendo Spalletti a procedere con cautela. Le statistiche della partita contro l’Irlanda rappresentano bene le due facce del giocatore. Zhegrova ha prodotto dribbling spettacolari, quattro conclusioni e diverse iniziative offensive, ma dei 51 palloni giocati ne ha persi ben 22.

Un numero elevatissimo, vicino alla metà dei possessi avuti a disposizione. Anche considerando gli spezzoni disputati con la Juventus, la tendenza rimane simile. Mediamente perde almeno un pallone ogni tre toccati. In parte è inevitabile. Un calciatore che cerca continuamente l’uno contro uno e la giocata decisiva avrà sempre una percentuale di errore superiore rispetto a chi privilegia il possesso conservativo. Negli ultimi venti metri questa caratteristica può essere persino desiderabile. Perdere qualche pallone diventa accettabile se, dopo tre tentativi falliti, il quarto produce un gol o un assist.

Juventus, poniti questa domanda: Spalletti crede davvero in Zhegrova?

La valutazione cambia però quando Zhegrova riceve più lontano dalla porta e una palla persa espone la Juventus a una transizione avversaria: ed è qui che entra in gioco il calcio di Spalletti. Il tecnico pretende che quasi tutti i propri calciatori partecipino alle due fasi e considera ormai superata la divisione netta tra giocatori offensivi e difensivi. Persino a Yildiz viene richiesto di abbassarsi, aiutare la squadra nel recupero del pallone e offrire una soluzione durante l’uscita dalla pressione. Per Zhegrova questo rappresenta probabilmente il principale gradino ancora da superare. Lo stesso Spalletti ha spiegato chiaramente il concetto. Il kosovaro è straordinario quando può attaccare e creare uno contro uno nella metà campo avversaria, ma possiede meno attitudine quando deve rincorrere sulla fascia.

Zhegrova lancia il messaggio a Spalletti: vuole titolarità alla Juventus

Questa lacuna spiega perché, almeno fino adesso, il tecnico abbia preferito utilizzarlo soprattutto nei finali. Se la Juventus deve recuperare una partita, Zhegrova può diventare la scossa ideale. Se invece il risultato è acquisito e gli avversari lasciano maggiori spazi, può sfruttare la propria freschezza per trasformarsi in un problema enorme per difensori già stanchi. Da questo punto di vista, Conceicao conserva un vantaggio nelle gerarchie. La questione non riguarda soltanto gol, assist o dribbling, ma il modo in cui un esterno interpreta globalmente il sistema.

Per convincere Spalletti a considerarlo un titolare vero, Zhegrova dovrà dimostrare di poter aumentare il proprio coinvolgimento senza far perdere equilibrio alla Juventus. Servirà maggiore disciplina nella gestione del pallone, una migliore selezione delle giocate e soprattutto disponibilità al lavoro difensivo. Il bello per Spalletti è che il problema nasce da un rendimento in crescita. Un anno fa Zhegrova era quasi impossibile da valutare a causa delle condizioni fisiche. Oggi obbliga invece l’allenatore a interrogarsi su quanto spazio concedergli.

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