
Giovanni Tedesco a Perugia è uno di quei personaggi calcistici difficili da dimenticare. Centrocampista grintoso con il vizio del gol, ha vissuto nel capoluogo umbro dal 1998 al 2004, vincendo la Coppa Intertoto nel 2003 e capitano dei migliori anni del Grifo. Fino appunto all’ultima apparizione degli umbri in Serie A, con conseguente retrocessione in cadetteria dopo lo spareggio con la Fiorentina. Per poi chiudere la carriera al Palermo, squadra del suo luogo di nascita.
Perugia-Tedesco, dal ritorno all’addio prematuro
Antonello Venditti in Amici mai canta: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano“, così per il classe 1972 si applica il verso per il richiamo della città che tanto lo ha amato. Il 22 ottobre 2025, infatti, è chiamato dalla società per rimpiazzare Pietro Braglia, tecnico dimissionario. Il compito che lo attende è complicatissimo, poiché i biancorossi stazionano al penultimo posto del Girone B di Serie C e in piena zona retrocessione. Per un club di prestigio tornare tra i dilettanti sarebbe uno smacco clamoroso. Dopo soli 3 punti in 10 gare, però, la squadra rialza la china e addirittura vede la metà della classifica. Tra qualche passaggio a vuoto e illusioni, il Perugia di Tedesco grazie a un pareggio per 1-1 col brivido al Morgagni contro il Forlì evita il playout all’ultima giornata.
Così, nella speranza di poter vivere una stagione diversa, la società conferma Tedesco e inizia a pianificare con lui. Nell’ennesimo colpo di scena, però, Javier Faroni lascia la guida della società, cedendo le quote ad Arenacuri e con Alessandro Gaucci, figlio del celeberrimo Luciano, a divenire nuovo presidente. Di conseguenza, cambiano anche le strategie in panchina, poiché la vecchia dirigenza aveva profonda stima nei confronti di Tedesco. Diversamente dalla nuova, che non stima particolarmente l’ex Palermo e di fatto nel passaggio di consegne lo esclude. Nell’amichevole di Bastia Umbra contro il Grosseto del 2 agosto, Tedesco senza alcuna ufficialità sa quale sarà il suo destino. Il tutto dopo aver presenziato il ritiro estivo.
Dal post-partita alla curva
Il diretto interessato si presenta ai microfoni dei giornalisti a seguito della sfida col Grosseto in una situazione scomoda. Guida un gruppo sapendo già che la panchina scricchiola. Non ha mezzi termini per spiegare il suo punto di vista, affermando che per lui la società è rappresentata da Faroni e Borras, rispettivamente ex presidente e attuale direttore generale. Nessun incontro invece con Gaucci, poiché secondo lui è “Inutile prendersi per il c…“. Annuncia inoltre, a seguito dell’incontro con il dirigente argentino per esprimere il suo pensiero e perché “tirato in mezzo a un giochino che non aveva logica“. Esprime comunque estrema gratitudine ai tifosi, sempre vicini e memori del suo passato, anche perché quando si Parla di Perugia non parla di soldi e ama la piazza. Torna infine sulla nuova proprietà, parlando di “mancanza di rispetto che mi porterò dietro per un po’ di tempo“. Togliendosi poi in futuro qualche sassolino dalla scarpa.
Anche la Curva Nord, cuore pulsante del tifo perugino e molto legata alla storia, ha espresso il suo verdetto. “Chiunque voi siate, cominciate molto male. Una decisione senza rispetto né morale. Tedesco uno di noi per sempre“. Aimo Diana avrà il durissimo compito di non far rimpiangere l’ex allenatore, idolo di una tifoseria che ha già preso le distanze dai vertici. Un clima non facile nel capoluogo umbro che, dopo aver visto i rivali della Ternana fallire, deve fare i conti con la stagione passata ai limiti del fallimentare e una nuova con più ombre che luci. Nella speranza di poter prima o poi dare il nuovo assalto alla Serie B, che manca oramai da quasi 4 anni. Oltre all’assenza dalla massima serie che dura 22 anni.
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