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Acerbi lascia l’Inter: il Monza neopromosso e il Genoa fanno sul serio

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Acerbi lascia l’Inter: il Monza neopromosso e il Genoa fanno sul serio

Francesco Acerbi lascia l’Inter. Il contratto scaduto il 30 giugno 2026 non verrà rinnovato. Un addio senza strappi, senza polemiche, con il rispetto reciproco di chi ha costruito qualcosa di importante insieme. Ma un addio che pesa comunque, perché Acerbi all’Inter non era solo un difensore: era un riferimento, un leader silenzioso, uno di quelli che in campo non alzano mai la voce ma ogni compagno sa che ci sono.

E adesso, a trentotto anni — ne compirà trentanove a febbraio — la domanda che tutti si fanno è: dove va Francesco Acerbi? La risposta, secondo quanto riportato da Matteo Moretto, potrebbe essere meno scontata di quanto sembri. L’Arabia Saudita — dove Simone Inzaghi aveva cercato di portarlo con sé — sembra tramontata come destinazione. E al suo posto è emersa una possibilità che nessuno si aspettava davvero: restare in Serie A. Perché Monza e Genoa hanno iniziato a muovere i fili della trattativa.

Ultima stagione di Acerbi all’Inter 

La stagione 2025-26, però, è stata più difficile. Acerbi ha subito tre infortuni alla coscia in rapida successione: dal 24 novembre al 13 gennaio, poi dal 20 gennaio al primo febbraio, poi ancora dal 10 dicembre al 3 gennaio. Tre stop muscolari in una sola stagione, una continuità compromessa, un fisico che comincia a subire il peso degli anni.

Nella stagione 2025-26 ha totalizzato solo 13 presenze in Serie A con una media voto di 7.1 — segno che quando era in campo rendeva ancora ad alto livello — ma la discontinuità imposta dagli infortuni ha ridotto inevitabilmente il suo contributo.

Tredici presenze su trentotto giornate. Non è il rendimento di un titolare, ma di un giocatore che il campo non riesce più a frequentare con la costanza che richiederebbe il suo ruolo. E a trentotto anni, con tre infortuni muscolari in una stagione, la domanda sulla longevità agonistica diventa inevitabile. L’Inter ha già trovato la risposta: il futuro è Josep Martinez tra i pali e Solet o un altro profilo giovane in difesa. Acerbi ha dato tutto quello che poteva dare, e lo ha dato con la generosità che lo ha sempre contraddistinto. Adesso è il momento di aprire un capitolo nuovo.

L’ipotesi Arabia Saudita che non è andata in porto 

Per qualche settimana la destinazione più probabile sembrava essere l’Arabia Saudita. Simone Inzaghi — il tecnico che lo aveva portato all’Inter e che ora guida l’Al-Qadsiah dopo la conclusione del suo mandato nerazzurro — aveva cercato di convincerlo a seguirlo nel nuovo progetto saudita. Due uomini che si stimano, che hanno costruito insieme qualcosa di importante, che probabilmente avrebbero lavorato bene anche in quel contesto.

Ma lo scenario è cambiato. L’Arabia non è più in cima alla lista delle opzioni. E il motivo — anche se non viene esplicitato dalle fonti — è probabilmente quello che accomuna molti giocatori di qualità quando si trovano davanti a questa scelta: la Saudi Pro League può offrire stipendi fuori dal comune, ma non può offrire la Serie A. Non può offrire quella competizione tattica, quella intensità, quella pressione costante che un giocatore come Acerbi ha nel sangue dopo vent’anni di calcio italiano ai massimi livelli.

Acerbi non sembra il tipo che va a fare l’ultimo giro della giostra in un campionato esotico per incassare un contratto ricco. Sembra il tipo che vuole continuare a giocare finché il corpo glielo permette, e che per farlo sceglie il contesto in cui ha sempre dato il meglio di sé.

Le due opzioni più forti sul tavolo: Genoa e Monza 

Ed ecco che entrano in scena le due pretendenti. Monza e Genoa hanno iniziato a muovere i fili della trattativa. Piace molto ad entrambi i club.

Il Monza ha appena conquistato la promozione in Serie A attraverso i playoff — una stagione lunga, faticosa, coronata da una finale contro il Catanzaro — e si appresta ad affrontare il suo terzo campionato nella massima serie. Un club in crescita, con ambizioni chiare, che ha imparato a valorizzare giocatori esperti nel proprio sistema. Acerbi al Monza significherebbe portare in una squadra giovane e ambiziosa un difensore con decenni di esperienza ai massimi livelli, capace di guidare la linea, di formare i più giovani, di dare quella solidità che solo chi ha giocato certe partite può garantire.

Il Genoa è invece una realtà consolidata in Serie A, un club con una storia enorme che negli ultimi anni ha trovato stabilità nella massima serie. Anche qui Acerbi troverebbe un contesto competitivo, con aspettative realistiche ma serie, e la possibilità di giocare in una delle piazze calcistiche più calde e passionali d’Italia.

In entrambi i casi, la logica è la stessa: Acerbi a parametro zero, a costo zero di cartellino, è un affare straordinario per qualsiasi club di Serie A con ambizioni di difendere seriamente. La sua esperienza vale più di qualsiasi prezzo di mercato. La sua leadership vale più di qualsiasi numero nelle statistiche.

La scelta di Acerbi sul suo futuro 

Resta però la domanda più importante: cosa vuole Francesco Acerbi? Cosa cerca in questa fase della sua carriera?

La risposta, probabilmente, è una combinazione di fattori. Vuole giocare — su questo non ci sono dubbi, il suo fisico lo permette ancora, quando è in forma i livelli restano altissimi. Farlo in un contesto competitivo, in un campionato che conosce e ama. Vuole una squadra che creda in lui, che lo utilizzi come elemento centrale e non come decoro da portare alla prima conferenza stampa e poi tenere in panchina.

E vuole, probabilmente, concludere la carriera nel modo in cui l’ha sempre vissuta: sul campo, in campo, a fare quello che sa fare meglio. In carriera ha collezionato 452 presenze in Serie A con 27 gol e 9 assist. Numeri enormi, costruiti in quindici anni di massima serie, attraverso promozioni, trofei, un cancro sconfitto, infortuni superati, critiche digerite. La carriera di un guerriero che non ha mai smesso di combattere.

L’ultimo capitolo è ancora da scrivere. Monza o Genoa, Arabia o qualcos’altro che ancora non è emerso. Ma una cosa è certa: Francesco Acerbi dopo l’Inter non ha ancora finito. E chiunque riuscirà a portarlo nella propria squadra avrà fatto un acquisto che va ben oltre il valore del cartellino — che è zero — perché certe esperienze, certi caratteri, certe storie non hanno prezzo.

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