
Il deferimento della Football Association ai danni del Chelsea rappresenta una delle vicende più delicate e clamorose che abbiano recentemente investito il calcio inglese. La società londinese è stata accusata formalmente di ben settantaquattro violazioni dei regolamenti federali. Gran parte delle quali risalenti al periodo in cui Roman Abramovich era proprietario del club, vale a dire tra il 2009 e il 2022. Con un’attenzione particolare alle stagioni comprese fra il 2010 e il 2016. Si tratta di un’inchiesta che riguarda irregolarità nei rapporti con agenti e intermediari, oltre che pratiche collegate agli investimenti di terze parti nei calciatori. Una materia che negli anni ha più volte messo in difficoltà i club europei.
Deferimento Football Association: il Chelsea si autodenuncia
La rilevanza dell’inchiesta non risiede soltanto nel numero altissimo delle contestazioni, ma anche nella loro natura. Poiché si tratta di violazioni potenzialmente idonee a mettere in discussione la correttezza della gestione economica e sportiva dei Blues in un’epoca che li ha visti protagonisti di grandi successi sia in patria che in campo internazionale. L’attuale proprietà del Chelsea, guidata dal consorzio con a capo l’investitore americano Todd Boehly e Clearlake Capital, subentrata nel maggio del 2022, si è ritrovata a gestire l’eredità di scelte compiute sotto la gestione Abramovich.
Proprio durante le verifiche preliminari all’acquisto del club, la nuova dirigenza avrebbe riscontrato discrepanze e rendicontazioni finanziarie incomplete. Decidendo di autodenunciare la situazione alle autorità competenti. Tra cui la stessa FA. E’ in questo contesto che si comprende la portata della vicenda. Il Chelsea non è stato soltanto oggetto di indagine esterna, ma ha scelto di segnalare spontaneamente quanto rilevato. Nel tentativo di garantire trasparenza e di chiudere definitivamente con il passato. Da questo punto di vista, la società londinese ha sottolineato più volte la volontà di collaborare pienamente con la Federazione. Arrivando persino a dichiarare ufficialmente di non voler contestare le accuse ma di contribuire alla risoluzione rapida del caso.
Football Association: il regolamento interno parla chiaro
La Football Association, da parte sua, ha formalizzato le accuse citando specifici regolamenti. Il J1 e C2 relativi agli agenti, l’A2 e A3 sulla collaborazione con intermediari, e l’A1 e B3 riguardanti gli investimenti di terze parti. L’impianto accusatorio appare quindi molto ampio, a testimonianza del fatto che non si tratta di semplici irregolarità isolate ma di un sistema di pratiche che, se confermate, potrebbero aver inciso sul modo in cui il Chelsea ha gestito la costruzione della sua rosa in quegli anni. I possibili scenari punitivi sono altrettanto variegati.
Chelsea: gli scenari di un futuro incerto
Si va da una multa salata fino al blocco delle operazioni di mercato. Passando per ipotesi più drastiche come la penalizzazione in classifica, che avrebbe effetti diretti sul presente sportivo della squadra. Non si tratta dunque di una questione meramente formale o storica. Ma di un procedimento capace di condizionare in modo tangibile il futuro prossimo del club. Il termine ultimo fissato dalla FA per ricevere la risposta ufficiale del Chelsea è il 19 settembre 2025. Fino a quella data il club avrà tempo di predisporre la propria linea difensiva.
Che, tuttavia, stando alle dichiarazioni ufficiali, sarà improntata alla massima collaborazione e al riconoscimento delle irregolarità storiche. E’ interessante notare come la nuova dirigenza abbia sempre posto grande enfasi sulla trasparenza del proprio operato. Anche per marcare una netta discontinuità con la gestione precedente. Da quando il gruppo americano ha preso in mano le redini del club, la politica societaria ha mostrato un approccio manageriale più attento ai vincoli regolamentari e alle pratiche di governance. Seppur con risultati sportivi altalenanti sul campo.
Abramovich lascia un’eredità scottante al Chelsea: deferimento della Football Association
Il caso, però, non è privo di implicazioni simboliche e politiche. L’era Abramovich, pur avendo portato successi straordinari come Champions League, Premier League e coppe nazionali, è sempre stata accompagnata da sospetti e critiche legate al modo in cui il club veniva gestito. Soprattutto per quanto riguardava la disponibilità economica apparentemente illimitata e le modalità di ingaggio di giocatori e allenatori. Il deferimento della FA diventa così anche un monito verso l’intero sistema calcistico, per ribadire che pratiche scorrette, anche se collocate nel passato, non possono rimanere impunite.
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