
Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, ha parlato prima dell’affascinante sfida di Europa Leaguein casa del Celtic. Celtic Park non è uno stadio: è un tempio. E per la Roma di Gasperini, arrivata in Scozia con il peso di due sconfitte consecutive sul groppone, questa trasferta diventa subito un crocevia emotivo, tecnico e persino identitario. Una di quelle partite che ti dicono chi sei e dove puoi andare. La squadra giallorossa ha bisogno di ritrovare ritmo, fiducia, coraggio. Le cadute contro Napoli e Cagliarihanno rallentato una rincorsa che sembrava lanciata verso l’altissima classifica, e Gasp sa benissimo che per restare agganciati alla parte nobile del girone unico serve rialzarsi immediatamente e possibilmente farlo in grande stile. E quale palcoscenico migliore di Glasgow? Atmosfera infuocata, storia che trabocca da ogni gradone, una squadra come il Celtic che, soprattutto in casa, trasforma ogni contesa in una battaglia romantica. È la partita perfetta per rimettersi in moto.
Gasperini deve però sciogliere alcuni nodi di formazione che pesano eccome: Dybala partirà dall’inizio? E Ferguson, reduce da prestazioni opache, ritroverà una maglia da titolare? Le scelte del tecnico non saranno solo tattiche ma psicologiche, perché chi scende in campo dovrà reggere un’intensità feroce e restituire alla Roma quella identità aggressiva, verticale e affamata che si è un po’ smarrita nelle ultime settimane. In tutto questo, resta la sensazione che una noite europea del genere possa completamente rinnovare l’aria attorno ai giallorossi. Una vittoria a Celtic Park non è una vittoria come le altre: è un segnale, un manifesto, una dichiarazione di forza da mandare al resto del continente. La Roma ci arriva ferita, sì, ma anche con il bisogno quasi fisico di ripartire. E a volte, proprio nelle serate più complicate, nascono le svolte.
Celtic-Roma, Gasperini: “Celtic ottima squadra”
Il tecnico dei giallorossi ha parlato cosi della partita contro il Celtic: “Il Celtic è un’ottima squadra. Ho visto anche l’ultima partita che hanno giocato. Ed è stata una grande gara nonostante il risultato negativo. Non è mai facile giocare in trasferta soprattutto in uno stadio meraviglioso come il loro che trasuda tradizione e storia. Penso che domani sarà una bella partita. Me lo auguro, fra due squadre che vorranno ottenere punti che, a poche giornate dalla conclusione, cominciano davvero a pesare. Però sicuramente l’espressione delle partite è stata meno efficace rispetto ad altre volte. Faccio fatica a capire quale tipo di stanchezza si possa avere giocando dopo quattro giorni, perché il recupero è possibile. Poi può esserci una stanchezza diversa, anche nervosa, dovuta ad altre situazioni. Sotto l’aspetto fisico-atletico, però, è una squadra che corre fino alla fine“.
Su Dybala ha commentato cosi: “Paulo è recuperato completamente. Non c’è tutta questa cosa. Un giocatore, quando è guarito, ricomincia a giocare. Dybala ha avuto un contrattempo, un’influenza, poi quando si supera rientra. Adesso sono tanti mesi che si allena, quindi che sia un problema può essere un problema momentaneo, ma dopo tutti i giocatori sono in grado di giocare 90 minuti“.
“Non ci sono antipatie o simpatie con i giocatori”
Il tecnico della Roma ha parlato cosi di Ferfguson: “Non ci sono antipatie o simpatie con i giocatori, ci sono le prestazioni. Ferguson ha avuto tante possibilità, se andiamo a vedere, a parte quando è stato chiaramente infortunato. Ha praticamente sempre avuto l’opportunità di entrare in campo. Certo che lo vogliamo aspettare. È un ragazzo giovane e ci si può attendere che abbia prestazioni migliori di quelle fornite finora, non tanto sul piano tecnico. L’esempio è Hermoso. Un giocatore conosciuto, ma con il quale non avevo mai avuto un rapporto diretto, né con lui né con Ferguson. Però le caratteristiche di Hermoso gli hanno permesso di diventare una colonna portante della squadra. Non solo sul piano tecnico o delle prestazioni, ma anche nello spogliatoio, nel modo di stare in campo contro gli avversari, in ciò che esprime durante la partita. Mi auguro fortemente che possa accadere lo stesso anche per Ferguson, è giovanissimo, è stato fermo un anno e quello che magari finora non è riuscito a tirare fuori, forse potrà farlo da qui in avanti“.
Sul ritorno di Angelino in squadra: “Angelino è alla prima convocazione, lo facciamo ripartire. Respira dopo due mesi il clima della squadra e della partita, è già un bel segnale è sulla strada giusta, è recuperato ma è presto per giocare“.
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