Home estero FA Cup, Chelsea-Manchester City (0-1): analisi tattica e considerazioni

FA Cup, Chelsea-Manchester City (0-1): analisi tattica e considerazioni

0
FA Cup, Chelsea-Manchester City (0-1): analisi tattica e considerazioni

Ci pensa una gemma di Semenyo nella ripresa a sbloccare una finale equilibrata e tiratissima, della quale a breve andremo a svolgere l’analisi tattica, e a consegnare al Manchester City l’ottava FA Cup della sua storia contro un ottimo Chelsea. La squadra di Guardiola fatica tutta la gara, senza riuscire a scardinare l’arcigna roccaforte difensiva dei londinesi, perforata soltanto al minuto 72′, quando l’ex Bournemouth deposita il pallone alle spalle di Sánchez con uno straordinario colpo di tacco su assist di Haaland. Inutili gli sforzi dei Blues nel finale per provare a rimandare il verdetto. I Citizens conquistano così il secondo trofeo della loro stagione, ancora una volta contro un club della capitale, e si preparano allo sprint finale per il campionato.

FA Cup, Chelsea-Manchester City (0-1): analisi tattica e considerazioni

Prima di passare all’analisi tattica di Chelsea-Manchester City, vediamo le scelte di formazione dei due allenatori. 

McFarlane conferma le suggestioni dell’ultimo minuto e piazza una difesa a 3 davanti al portiere Sánchez, composta dal centrale Colwill e dai braccetti Hato e Fofana. A tutta fascia agiscono Malo Gusto a destra e Cucurella a sinistra, mentre in mezzo presidia la coppia Caicedo-James. Davanti, il riferimento centrale è ovviamente João Pedro, supportato alle spalle da Palmer ed Enzo Fernández

Guardiola, invece, risponde col consueto 4-2-3-1. Davanti a Trafford, la linea difensiva è guidata dal tandem Khusanov-Guéhi, con O’Reilly e Matheus Nunes esterni bassi. In mediana, c’è Bernardo Silva ad affiancare Rodri. In attacco, il tridente a supporto di Haaland vede larghi Doku e Semenyo e, a sorpresa, Marmoush e non Cherki in verticale col norvegese.

Analisi tattica Chelsea-Manchester City, il primo tempo: l’applicazione dei Blues argina Guardiola

Come ci si attende da una finale, il match tra Chelsea e Manchester City non somiglia neanche lontanamente a ciò che ci si aspetterebbe guardando al momento delle due squadre, come ci apprestiamo ad evidenziare in questa analisi tattica. Se il dominio territoriale è appannaggio degli uomini di Guardiola, il controllo emotivo è decisamente dalla parte dei londinesi, grazie ad un attento e certosino lavoro di applicazione in fase di non possesso.

Blues, almeno inizialmente, adottano un atteggiamento piuttosto guardingo anche nel momento della pressione. Lasciano che siano i difensori del City a impostare la manovra senza applicare su di loro una qualche particolare forma di pressing, preferendo piuttosto costruire una gabbia a rombo attorno a Rodri, con João Pedro verticale alto a schermare, uno dei centrocampisti che accorcia in avanti e i due trequartisti pronti eventualmente a scivolare più esterni per uscire sull’altro mediano o sull’esterno basso che si abbassa a dar manforte alla costruzione.

Così facendo, il Chelsea riesce a inibire rifornimenti centrali e a indirizzare quasi obbligatoriamente il flusso degli uomini di Guardiola sugli esterni. Non è un caso se Marmoush è praticamente impalpabile e Haaland molto fuori dal gioco, cercato poco e male, quasi sempre con ricezioni statiche e lontano e spalle alla porta, dove è decisamente molto più anticipabile. Gli uomini del catalano accettano quest’opzione e tentano con insistenza di sfondare esternamente, senza però riuscirci. Grazie ai continui raddoppi di Palmer, Doku viene limitato al massimo, mentre dall’altra parte Semenyo deve fare i conti con un Cucurella molto attento. Le due ali dei Citizens non riescono mai a trovare la via del fondo, venendo sistematicamente costretti a convergere verso il traffico centrale dal quale diventa complicato produrre giocate realmente pericolose.

FA Cup, Chelsea-Manchester City (0-1): analisi tattica e considerazioni

L’infrangibile muro Blues e la logorante incapacità di prendere il possesso della gara

Con gli esterni alti egregiamente controllati e nell’impossibilità di sfruttare la qualità degli uomini tra le linee, per il Manchester City si prospetterebbe un’unica soluzione tattica per far breccia tra i reparti del Chelsea, ovvero sia sfruttare gli inserimenti interni dei terzini, provando a sorprendere alle spalle i quinti e una linea difensiva londinese comunque molto statistica. Tuttavia, questa soluzione viene esplorata troppo poco e col progredire della partita, la squadra di Guardiola appare sempre più sfiduciata. Quasi rinunciataria avvicinandosi al tramonto della prima frazione.

Come illustrato finora nel corso della nostra analisi, appare evidente che quella degli uomini di McFarlane è prevalentemente una partita di stampo difensivo, che richiede un altissimo livello di applicazione e di abnegazione da parte di tutti gli interpreti. Come per Haaland, anche da quest’altro versante l’uomo più sacrificato da questo modo di giocare è João Pedro. A differenza del norvegese, però, il brasiliano viene ricercato molto dai compagni, ma quasi esclusivamente con palle lunghe, direttamente dalle retrovie. 

FA Cup, Chelsea-Manchester City (0-1): analisi tattica e considerazioni

I Blues, infatti, nella prima parte di gara, ricercano con grande frequenza la profondità e la verticalità, sfruttando non solo il proprio centravanti, ma anche la posizione sempre molto alta di Cucurella. Per l’ex Brighton, che vince ben pochi duelli, però, è dura lottare su palloni alti contro due colossi come Khusanov e Guéhi. Allo stesso tempo, anche gli uomini sulla trequarti non sempre hanno le energie per accompagnarne l’azione, stante il grande dispendio in fase di non possesso.

Quando il City, tuttavia, allenta la pressione e rifiata in attesa di preparare un piano più efficace, i londinesi vengono fuori, facendo valere la qualità nel palleggio e provando a stanare gli avversari con più coraggio. Nulla però scalfisce uno 0-0 che fotografa perfettamente pregi e difetti delle due squadre nell’interpretazione di questa finale.

Analisi tattica Chelsea-Manchester City, il secondo tempo: quando cambi e qualità individuali fanno la differenza

Guardiola, insoddisfatto del primo tempo dei suoi, inizia la ripresa con un volto nuovo, quello di Rayan Cherki al posto di Marmoush. Tale innesto si rivela decisivo per cambiare il trend negativo evidenziato in questa analisi tattica che accompagna il Manchester City contro il Chelsea. 

FA Cup, Chelsea-Manchester City (0-1): analisi tattica e considerazioni

L’ingresso del talento francese, infatti, restituisce ai Citizens dinamicità e qualità sulla trequarti. Esattamente ciò che era mancato nel corso dei primi 45 minuti. Un giocatore molto mobile, che svaria ovunque, si abbassa per fungere da regista a tutto campo e che, mettendosi sempre in visione, offre finalmente quelle tracce verticali tra le linee da cui poi far decollare lo sviluppo offensivo esternamente. All’ingresso dell’ex Lione si affianca, in tal senso, anche quello di Kovačić al posto di Rodri 20 minuti più tardi. Guardiola, insomma, per sbloccare la gara, punta tutto sulla tecnica e sulla freschezza nella nevralgica dorsale centrale del campo. Anche perché, in mezzo alle due sostituzioni, le due squadre si fronteggiano ad armi pari.

Il Manchester City cerca sì di alzare la pressione per riconquistare immediatamente il possesso, ma il Chelsea non rimane a guardare e cerca di infiltrarsi nelle zone lasciate scoperte (ad esempio sulla destra con Malo Gusto, dove Doku non rientra e O’Reilly è spesso in posizione molto avanzata). Se è però c’è bisogno di qualità per decidere questa finale, eccola allora palesarsi al massimo della sua espressività al minuto 72. Cherki viene a prendere palla basso, conducendo l’azione con i Blues piuttosto lunghi. Haaland e Semenyo si scambiano i ruoli, con il norvegese che si apre per rifinire l’azione e l’inglese che attacca il primo palo per finalizzarla. Il resto è un colpo di tacco straordinario che spedisce il pallone all’angolino dove Sánchez non può arrivare.

I tentativi tattici del Chelsea di rianimarsi

Stappata la partita, la reazione di McFarlane non si fa attendere. Il tecnico dei Blues stravolge progressivamente la squadra, aumentandone di cambio in cambio la dotazione offensiva. Parte al 74′ inserendo Pedro Neto per Cucurella e spostando i suoi in un 4-2-3-1 purissimo, in cui Hato si allarga a fare il terzino sinistro, Fernández fa il trequartista e Palmer si apre a destra. Al minuto 83′ è poi il turno di una punta fisica come Delap, inserito al posto di James. Il Chelsea si risistema in un apparente 4-2-4, con il centrocampista argentino che retrocede in mediana, affiancando Caicedo. Infine, appena 120 secondi dopo, tocca all’infortunato João Pedro lasciare il campo al posto di Garnacho, che va immediatamente a posizionarsi largo a sinistra, mentre Palmer accentra la propria posizione.

Oltre al cambio di modulo e all’innesto di forze offensive fresche, il Chelsea cerca di rimpinguare la propria spinta coinvolgendo tanto anche Malo Gusto, che parte sempre altissimo, quasi da ala aggiunta a destra. Anche Enzo Fernández non agisce quasi mai basso, preferendo alzarsi e lasciando a Caicedo il compito di alzare la linea di pressione appena il City recupera palla. Questo grande lavoro di riorganizzazione tattica, però, non sortisce gli effetti sperati. Anzi, scopre ancor di più la squadra dietro, spesso presa in balia delle ripartenze degli uomini di Guardiola, sebbene questi non siano abbastanza lucidi da sfruttarle.

FA Cup, Chelsea-Manchester City (0-1): analisi tattica e considerazioni

Alla fine il Manchester City non arrotonda, ma riesce comunque a proteggere l’unico gol di vantaggio che regala al club un altro trofeo.

Chelsea-Manchester City: le considerazioni finali

Concludiamo questa analisi tattica di Chelsea-Manchester City con qualche riflessione.

L’FA Cup si conferma essere territorio congeniale per il Chelsea, che, pur avendo perso, ha comunque fornito una prestazione più che dignitosa, imbrigliando i favoriti per più di tre quarti di gara. Sebbene offensivamente non sia riuscito a produrre un granché, nemmeno con gli innesti pesanti nel finale, la squadra di McFarlane ha pochissimo da rimproverarsi sul piano dell’atteggiamento, dimostrando un grande senso di applicazione e di sacrificio. Anche da parte dei giocatori più talentuosi. Ora che anche questa chance di raggiungere l’Europa è svanita, è da questi valori umani e tecnici che i Blues dovranno ripartire per provare a costruire una prossima annata diversa.

Tra continue voci di mercato, addii e valutazioni da fare nel futuro prossimo, il Manchester City riesce a rimanere aggrappato al presente, conquistando l’ennesimo trofeo dell’era Guardiola. Come spesso accaduto, i Citizens vengono a capo di misura di una partita bloccata e complicata dall’ottimo piano tattico degli avversari, ma alla fine, a fare la differenza, è sempre la qualità di questa rosa straordinaria, che nel momento del bisogno, trova il lampo del campione che dissipa ogni incertezza e riporta luce. E, alla fine, riempie la bacheca con un altro titolo. Un’altra bella iniezione di fiducia per affrontare al meglio il rush finale in campionato.

Dove vedere il calcio in streaming e come risparmiare

Su DAZN, al costo di 34,99 euro al mese, è possibile vedere tutte le partite della Serie A, la Serie B e la Liga spagnola.

Sky offre la sua piattaforma streaming NOW con il Pass Sport, che include 3 partite per turno di Serie A, la Serie C, quasi tutta la Champions League (185 partite), l’Europa League, la Conference League, la Supercoppa UEFA, oltre alla Premier League e alla Bundesliga.

Amazon Prime Video costa 4,99 euro al mese e include tutti i servizi Prime oltre alle 18 migliori partite della Champions League del mercoledì.

Bonus: come avere un abbonamento alle piattaforme streaming e risparmiare

Esistono alcuni servizi che consentono di condividere l’account delle migliori piattaforme streaming (DAZN, NOW, Netflix, Prime Video, Disney Plus, ecc.) con altre persone e dunque di risparmiare sugli abbonamenti, parliamo di GamsGo, GoSplit o CooSub. Grazie a GamsGo, GoSplit e CooSub è possibile acquistare, ad un prezzo irrisorio, un abbonamento condiviso con altri utenti in maniera facile, veloce e sicura.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui