
Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina, ha parlato dopo la brutta sconfitta per quattro a due in casa contro lo Jagiellonia. Notte da montagne russe al Franchi. Dove la Fiorentina cade 4-2 contro il Jagiellonia ma riesce comunque, al termine dei tempi supplementari, a conquistare una soffertissima qualificazione agli ottavi di Conference League. Una partita che sembrava già chiusa dopo l’andata e che invece si è trasformata in un incubo a occhi aperti per i tifosi viola, prima del lieto fine.
La squadra di Vanoli partiva da un rassicurante vantaggio accumulato in trasferta, ma si è fatta clamorosamente rimontare tre gol, vedendo svanire nel giro di pochi minuti tutte le certezze costruite nel primo confronto. Il Jagiellonia ha giocato senza timori, spinto dalla consapevolezza di non avere nulla da perdere, mentre la Fiorentina ha accusato un blackout mentale e tecnico che ha riaperto completamente il discorso qualificazione. Con il passare del tempo la tensione è salita alle stelle, trasformando la partita in una battaglia nervosa più che tecnica. Il pubblico del Franchi ha vissuto momenti di incredulità, passando dall’ottimismo alla paura concreta di un’eliminazione clamorosa contro un avversario sulla carta inferiore. Lo spettro di un’umiliazione storica ha iniziato a prendere forma, rendendo l’atmosfera sempre più pesante.
Il risultato finale dei novanta minuti ha trascinato la sfida ai supplementari. Dove la Fiorentina ha trovato le energie mentali per reagire e ribaltare nuovamente la qualificazione. Una dimostrazione di carattere in un momento in cui tutto sembrava perduto. Con i giocatori capaci di ritrovare lucidità e determinazione proprio quando il baratro appariva più vicino. Per Vanoli resta una serata dai due volti. Da una parte la soddisfazione per aver raggiunto l’obiettivo minimo, cioè il passaggio del turno; dall’altra la consapevolezza di una prestazione che dovrà far riflettere. Una squadra con ambizioni europee non può permettersi cali di concentrazione così drastici, soprattutto quando parte da una posizione di netto vantaggio.
Fiorentina-Jagiellonia, Vanoli: “Qualsiasi risultato fai all’andata, al ritorno si azzera tutto”
Il tecnico dei Viola ha commentato cosi la partita da montagne russe dei suoi ragazzi: “Cos’è successo? Quello che più non volevo era arrivare ai supplementari, non gestire la gara. L’approccio in Europa, dobbiamo capirlo: qualsiasi risultato fai all’andata, al ritorno si azzera tutto. Abbiamo perso energie e anche giocatori per infortunio, era proprio ciò che non volevo. Sono stati bravi all’andata e ora è una delusione, ciò che mi rammarica è che il primo tempo ci ha fatto buttar via un risultato importante all’andata. A me la cosa che più dispiace è gli infortuni: Solomon e Lezzerini hanno avuto un risentimento al retto femorale, Robin uno allo zigomo. Quando sottovaluti l’approccio a queste partite in campo internazionale lo paghi. Sono contento del passaggio del turno e ai ragazzi non ho niente da dire“.
Sul primo tempo pessimo ma la reazione specialmente nei supplementari: “Se abbiamo fatto un primo tempo così mi prendo io la responsabilità, significa che non sono riuscito ad entrare nella loro testa. era già successo in estate col Polyssia. Ma stiamo crescendo e non vedo solo cose negative. Anche oggi siamo riusciti a stare in partita e a reagire. Non siamo una squadra brava a gestire e nel primo tempo siamo stati lenti e lunghi, ma siamo stati bravi a rimanere sul pezzo. Stasera abbiamo sbagliato quasi tutto ma questi due passi indietro ci possono solo che far bene. Non va gettato tutto al vento perché è da queste partite che si può crescere. Mi dispiace solo aver buttato via energie preziose in vista di una trasferta importante come quella di Udine lunedì sera”.
Su alcune dichiarazioni di Dzeko: “Ho talmente tante cose da pensare in un periodo che faccio fatica a sentire anche i miei figli. Le sue parole? Lui diventerà un bravo allenatore”.
“Perché devo chiedere scusa?”
Su delle eventuali scuse ai tifosi per questa prestazione: “Perché devo chiedere scusa? Io penso che si possa sbagliare ma se vuoi che chieda scusa lo farò. Noi stiamo dando tutto. Poi quel tutto a volte non è sufficiente. In passato gli abbiamo mancato di rispetto, ma non oggi, dove abbiamo passato il turno. Se siamo in questa situazione vuol dire che quest’anno non ce ne fa bene una. Si pensa sempre che con una vittoria la Fiorentina sia sempre in ripresa, ma non è così, lo dico dall’inizio. Io lo so cosa vogliono i tifosi ma anche voi giornalisti dovete essere più positivi“.
Sulla scelta della formazione iniziale: “Fazzini all’andata ha fatto una grandissima gara, sto usando lì lui e Gudmundsson. Dodo alto è stata una situazione d’emergenza, tenti di far risparmiare energie a Harrison per esempio. Volevo anche portare avanti Fortini che è uno dei candidati per Udine, dove manca Dodo squalificato. Abbiamo perso anche Solomon ora“.
“Fagioli sta crescendo tantissimo, sul gol ci stiamo lavorando”
Il tecnico ha parlato cosi di Fagioli e degli infortuni rimediati questa sera: “Abbiamo bisogno di tutti noi, quando giochi da squadra vinci gare importanti, l’avevo detto dopo l’andata. Fagioli sta crescendo tantissimo, sul gol ci stiamo lavorando per arrivare su quella seconda palla. Siamo entrati col risultato dell’andata in testa. La vedo difficile per lunedì, sia Solomon che Lezzerini hanno avuto fastidi al retto femorale. Domani faremo gli esami per entrambi”.
Il Jagiellonia esce a testa altissima, protagonista di una rimonta che per lunghi tratti ha sfiorato l’impresa storica. I polacchi hanno messo in difficoltà i viola con coraggio e organizzazione, dimostrando che nelle competizioni europee nessuna partita è davvero scontata.
La Fiorentina, invece, tira un sospiro di sollievo. Il rischio di una figuraccia memorabile è stato evitato per un soffio, ma la qualificazione permette di guardare avanti e di continuare un percorso che potrebbe ancora regalare soddisfazioni in una stagione complicata. Alla fine resta una certezza: il calcio europeo sa essere spietato ma anche incredibilmente imprevedibile. E per i viola, questa notte resterà come un monito oltre che come una liberazione perché passare il turno conta, ma certe paure non si dimenticano facilmente.
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