
Una stagione difficile all’insegna di un progetto mai esistito e tante occasioni fallite. La società allo sbaraglio non ha saputo gettare le basi per qualcosa di solido, mostrando gli enormi difetti che hanno condannato il club a giocarsi il tutto per tutto fino alla fine. La Sampdoria, adesso, vuole però rinascere e per farlo ha scelto Massimo Donati come nuovo allenatore. Che possa essere davvero l’inizio di un nuovo ciclo?
Donati sarà l’allenatore della Sampdoria: l’arduo compito di ripartire
Il club blucerchiato conserva una storia preziosissima, proprio per questo i tifosi hanno vissuto l’amarezza di una stagione deludente, conclusasi con un salvataggio in extremis grazie ai playout vinti contro la Salernitana. Anche su questo punto c’è stato però da discutere, perché la compagine ligure era retrocessa in Lega Pro, salvo essere ripescata per via del caso Brescia, condannando appunto le Rondinelle e salvando così i genovesi.
Questo però non può bastare, specialmente per non accontentarsi della Serie B e puntare di nuovo in alto. La società ha così deciso di affidare la panchina a Massimo Donati, una scelta particolare se si ragiona in termini di numeri. Il tecnico classe ’81 conta due esperienze in Serie D, rispettivamente con Sambenedettese (appena due mesi con 5 sconfitte, una vittoria e un pareggio) e Legnago. Con quest’ultima anche in Lega Pro, contando un totale di 80 partite, di cui 32 vinte e 20 perse, a chiudere 28 pareggi.
L’ultima esperienza, in Grecia, con l’Athens Kallithea lo ha visto fallire quasi totalmente, con 14 presenze e zero vittorie, soltanto 8 pareggi e 6 sconfitte, risultato che gli è valso l’esonero. Adesso però una nuova sfida, sia per se stesso che per il club.
La Sampdoria ha bisogno di una guida. Donati sarà in grado di riportare in alto il nome del club?
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