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Vecchie Glorie: parliamo di Amauri

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Vecchie Glorie: parliamo di Amauri

Un’altra puntata è giunta a destinazione. Per la rubrica Vecchie Glorie ci soffermiamo su Amauri, attaccante brasiliano (naturalizzato italiano) che in Serie A si è messo in mostra con moltissime realtà. Tra le esperienze più rilevanti, si possono citare senza dubbio Juventus, Palermo e Parma. Da non dimenticare la sua avventura al Chievo Verona, prima di esplodere completamente. Un calciatore che non ha potuto contare trofei, ma che ha lasciato un segno forte (e positivo) in ogni squadra e ricordato con affetto dai tifosi.

Amauri, i suoi primi anni tra estero e territorio italiano

Dopo aver raccontato la storia di Christian Abbiati, si giunge ad un altro appuntamento, questa volta cambiando completamente zona di campo: dalla porta all’attacco.

Nato a Carapicuiba il 3 giugno 1980, Amauri si è fatto da subito largo nel mondo del calcio. Calciatore brasiliano che ha vissuto un’adolescenza complicata, lavorando anche in un supermercato, provando poi altre professioni, come quello delle fabbriche e del settore della metallurgia. Ciononostante, non ha mai smesso di allenarsi e tentare di realizzare il suo sogno, che ha inizio nel 1999, con l’esordio nella seconda divisione brasiliana, sponda Santa Catarina: 8 gol e 14 presenze.

Dal 2000 al gennaio 2001 gioca invece al Bellinzona, totalizzando appena una rete in cinque apparizioni. Da lì comincia il suo percorso italiano. Proprio l’Italia lo accoglie e gli permette di ricevere la cittadinanza, grazie alla moglie di origini appunto italiane. Da gennaio 2001 fino a fine stagione disputa sei gare con il Napoli, trovando anche qui un sigillo. Nella stagione successiva veste la maglia del Piacenza, chiudendo in doppia cifra con presenze ma senza mai gonfiare la rete. Poi un mese di passaggio all’Empoli e il trasferimento, in Serie B, al Messina. Annata di “gavetta”, con 4 gol fatti in 22 partite giocate.

Le stagioni al Chievo Verona e al Palermo

Nel 2003 arriva una chiamata che si rivelerà fondamentale per la sua carriera: quella del Chievo Verona. La compagine veneta vuole puntare sulla sua forza fisica e il suo istinto del gol, soprattutto nel gioco aereo. L’attaccante classe ’80 comincia così a farsi conoscere, segnando diverse reti nelle annate successive. Nel 2005/2006 ben 14 gol in 40 presenze stagionali, frutto di maturità e propensione in fase offensiva. Proprio nell’agosto del 2006 si evidenzia il suo passaggio – nell’ultimo giorno di mercato – al Palermo, dopo aver chiuso l’avventura con i gialloblù, contando 22 gol in 96 gettoni.

Soltanto due annate in rosanero, prima della grande chiamata. Ben 23 gol in 57 partite, lasciando un ricordo indelebile. Le sue convincenti prestazioni lo portano a trasferirsi alla Juventus, per un accordo di 4 anni.

Amauri, dalla Juventus al Parma

Dal 19 maggio alla Juventus, Amauri si appresta a giocare in un grande club, dal trascorso vincente ma che vive annate difficili. Non si fa comunque trovare impreparato, segnando 14 gol nella prima stagione, esordendo e segnando anche in Champions League. In totale 44 partite. Poco alla volta, complice anche il calo della Vecchia Signora, il calciatore brasiliano viene mandato in prestito al Parma per qualche mese (da gennaio a giugno 2011), segnando ben 7 gol in 11 occasioni. Ritorno alla Juventus e passaggio (temporaneo) alla Fiorentina. Con la Viola un solo sigillo in 13 gettoni.

Vecchie Glorie: parliamo di Amauri
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Nel 2012 passa a titolo definitivo al Parma, club crociato che punta su di lui e crede molto nelle sue caratteristiche e qualità. In circa due stagioni riesce a racimolare ben 79 presenze, con 27 gol messi a segno.

Con la Juventus chiude invece i rapporti dopo 24 gol in 100 partite.

Il Torino e l’epilogo statunitense

Nel 2014 il Torino acquisisce le prestazioni del giocatore, che vi rimane però per appena una stagione e mezzo, concludendo con soli 3 gol in 30 partite.

Nel 2016, all’età di 36 anni, comincia a valutare di “rallentare il passo” e accetta la sfida statunitense, giocando prima con i Fort Lauderdale Strikers e poi con i N. Y. Cosmos. Nel primo caso 5 gol in 13 gare, nel secondo solo 3 apparizioni.

Termina la carriera il 18 maggio 2017, dopo aver girato il mondo ed essersi stabilito, per molti anni, in Italia.

Il presente di Amauri: cosa fa oggi?

Appesi gli scarpini al chiodo, Amauri Carvalho de Oliveira è molto attivo, vive a Miami e, dopo aver mosso qualche altro passo nel mondo del calcio (fuori dal rettangolo verde), ha decisamente cambiato vita.

Il 45enne, infatti, è proprietario di un ristorante e si occupa della produzioni di birra e di vino. Sempre con il sorriso stampato in volto, segno di un uomo grato alla vita.

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