
Nuovo appuntamento con il calcio femminile, in quest’occasione con un’intervista esclusiva realizzata con Elisa Carravetta. La 24enne lombarda ci ha raccontato di come è nato il suo amore per il calcio, delle esperienze passate e dei suoi obiettivi futuri. Ecco qui di seguito l’intervista integrale.
Alla scoperta di Elisa Carravetta
Ciao Elisa, grazie mille per averci concesso quest’intervista. La prima curiosità che mi viene da chiederti è: come è nata la tua passione per il calcio?
Nella mia famiglia sono tutti milanisti e il calcio è sempre stato parte del nostro DNA. Ho iniziato vedendo mio fratello giocare: volevo imitarlo e, quindi, ho cominciato grazie a lui. L’altra persona fondamentale è stata mio papà, con cui spesso giocavo e che mi ha seguito agli inizi, facendo insieme a me i primi allenamenti.
Quali sono state le esperienze che hai avuto fin qui?
Ho iniziato a giocare nella squadra del mio paese, la Rovellasca. Dopodiché ho giocato per sette anni nell’Inter, allenata dal mister De La Fuente, con cui abbiamo anche ottenuto la promozione dalla Serie B alla Serie A. Nella stagione 2020/21 sono poi stata al Bari, dove ho segnato il mio primo gol in Serie A. Successivamente ho militato per due anni nel Como, sempre con mister De La Fuente, e dopo l’esperienza nel Como sono andata a giocare per una stagione all’estero, in Belgio. Ho vestito la maglia dell’OH Leuven e sono poi rientrata in Italia nella stagione 2024/25, giocando per il Lumezzane. Nell’ultima stagione, invece, ho disputato i primi sei mesi con il Cittadella e gli ultimi sei con la Pro Sesto.
A livello di esperienze mi sono trovata bene in molte delle realtà in cui ho giocato. All’Inter sono stata benissimo: c’era un ottimo ambiente, fondamentale per la mia crescita, visto che ero giovanissima. Anche a Como eravamo davvero un gruppo fantastico, mentre l’esperienza in Belgio – una realtà molto più avanti dell’Italia nel calcio femminile sotto tantissimi aspetti – è stata davvero molto importante e formativa.

Che bilancio fai dell’ultima stagione?
La prima metà della stagione è andata molto bene: sono arrivata a dicembre con ben 24 reti realizzate. È stata una parte di stagione molto importante per ritrovare fiducia dopo alcune annate complicate. C’è stato poi il passaggio alla Pro Sesto, dove in alcune occasioni ho giocato fuori ruolo, ma ho accumulato tanti minuti e ho anche segnato il rigore decisivo per la vittoria della Coppa Italia di Serie C. Alla fine, quindi, sono soddisfatta della mia stagione.
Cambierai di nuovo squadra, anche se non possiamo ancora rivelare il nome del tuo nuovo club. La curiosità, però, è: quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo anno?
A livello di squadra l’obiettivo è quello di salire di categoria. Per quanto riguarda la mia ambizione personale, voglio fare bene, dare una mano alle mie compagne, segnare gol e fornire assist. Mi impegnerò al 100% ogni giorno per riuscirci.
Quali sono le tue caratteristiche migliori? E su cosa, invece, vorresti migliorare?
Una delle mie caratteristiche principali è saper usare bene sia il piede destro sia il sinistro. Questo mi permette di svariare senza problemi tecnici, essere più imprevedibile e vedere tanti spazi. Un altro aspetto importante che ho acquisito durante la stagione in Belgio è la capacità di ragionare sulla giocata ancora prima di ricevere il pallone: è una qualità che mi porto dietro e che mi è molto utile.
Per quanto riguarda gli aspetti su cui vorrei migliorare nella prossima stagione, sicuramente mi piacerebbe provare più conclusioni dalla distanza. È una dote che avevo, ma che con il tempo ho un po’ accantonato. Un altro fondamentale in cui vorrei crescere è il colpo di testa. È l’aspetto in cui ho più difficoltà, non in generale, perché in fase difensiva riesco ad allontanare bene il pallone nel gioco aereo, ma soprattutto nella fase di conclusione verso la porta avversaria.

Hai un idolo nel mondo del calcio?
Da piccola mi piaceva moltissimo Griezmann. Crescendo ho iniziato ad apprezzare molto anche Foden. In generale mi piacciono quei giocatori bravi a muoversi tra le linee, che vedono traiettorie di passaggio che pochi riescono a notare. Non mi ci rivedo a livello tecnico perché, ovviamente, sono dei veri fenomeni, però sono i giocatori che mi ispirano e che provo, nel mio piccolo, a emulare.
Qual è, invece, un sogno che vorresti realizzare nell’ambito sportivo?
Sicuramente, uno dei miei obiettivi è riuscire a salire di categoria. In futuro mi piacerebbe anche vivere una nuova esperienza all’estero, magari in Inghilterra, una nazione che adoro, perché lì lo sport, in generale, viene valorizzato molto più di quanto accada in Italia.
Studi Design e giochi ad alti livelli: quanto è difficile riuscire a fare entrambe le cose?
Direi che non è difficile, ma che allo stesso tempo bisogna sacrificare altre cose per riuscire a fare bene sia nello sport sia nello studio. Ci sono tante rinunce da affrontare, ma se ci si abitua fin da piccole a conciliare la scuola con gli allenamenti quotidiani, si impara a organizzarsi. Successivamente diventa più semplice portare avanti anche l’università insieme allo sport agonistico. Allo stesso tempo posso dire che questi sacrifici non mi pesano affatto, perché sono fatti per dedicarmi a due cose che amo.
Grazie mille davvero a Elisa Carravetta per averci raccontato di sé e del suo amore per il calcio, parlandoci anche dei suoi obiettivi futuri. Noi di 11contro11 continueremo a seguirla e a fare il tifo per lei!
Fonte immagini: foto fornite dall’intervistata
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