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Conferenza stampa Crystal Palace- Fiorentina, Vanoli: “Moise non ci sarà”

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Conferenza stampa Crystal Palace- Fiorentina, Vanoli: “Moise non ci sarà”

Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina, ha parlato in conferenza stampa prima della partita di Conference League contro il Crystal Palace. La stagione entra nel suo momento più delicato e affascinante per la Fiorentina, chiamata a giocarsi una fetta importante del proprio futuro nei quarti di finale di Conference League contro il Crystal Palace. Una sfida che profuma d’Europa vera, su uno dei palcoscenici più intensi e difficili del calcio inglese, e che arriva in un momento chiave per entrambe le squadre.

Per la Fiorentina di Paolo Vanoli questa doppia sfida rappresenta molto più di un semplice quarto di finale. È, a tutti gli effetti, uno snodo decisivo della stagione. Dopo mesi complicati, vissuti tra difficoltà in campionato e una classifica che ha a lungo fatto paura, la squadra viola ha trovato segnali di ripresa proprio nelle ultime settimane. Il pareggio contro l’Inter e la vittoria, meritata, sul campo del Verona hanno ridato fiducia e soprattutto hanno allontanato almeno in parte  lo spettro della zona retrocessione.

La classifica resta corta e il pericolo non è del tutto scongiurato, ma la direzione intrapresa sembra finalmente quella giusta. Vanoli, arrivato in un momento delicatissimo, ha saputo ricompattare un gruppo che appariva smarrito, restituendo identità e solidità a una squadra che, fino a poco tempo fa, sembrava destinata a una stagione anonima o addirittura drammatica. Ed è proprio in questo contesto che la Conference League assume un valore enorme. Non solo sportivo, ma anche economico e progettuale.

Crystal Palace-Fiorentina, Vanoli può entrare nella storia grazie alla Conference 

Vincere la competizione significherebbe garantirsi un posto nella prossima  Europa League, un traguardo che cambierebbe radicalmente il volto dell’annata viola. Da stagione complicata, quasi da incubo, a stagione potenzialmente memorabile. La Fiorentina, dunque, arriva a questa sfida con una doppia motivazione: da un lato la voglia di continuare il percorso europeo, dall’altro la necessità di dare senso a una stagione che ha vissuto troppi alti e bassi. E quando queste due componenti si uniscono, spesso nascono prestazioni importanti.

Dall’altra parte, però, c’è un avversario di altissimo livello. Il Crystal Palace è probabilmente una delle squadre più attrezzate della competizione, indicata da molti come una delle principali favorite per la vittoria finale, proprio insieme alla Fiorentina. Un paradosso, se si guarda al rendimento stagionale: anche gli inglesi, infatti, non sono riusciti a replicare quanto di buono fatto l’anno precedente.

Ma è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della sfida. Due squadre che hanno vissuto una stagione sotto le aspettative e che vedono nella Conference League una sorta di riscatto, un’occasione per rilanciarsi e dare un significato diverso alla propria annata. Il fattore campo, in questo caso, rappresenta una variabile fondamentale. Giocare in Inghilterra, su un campo caldo e contro una squadra abituata a ritmi alti, non è mai semplice. Il Crystal Palace farà leva sull’intensità, sulla fisicità e sull’entusiasmo del proprio pubblico per cercare di indirizzare subito la sfida.

La Fiorentina, dal canto suo, dovrà essere brava a non farsi travolgere. Servirà personalità, capacità di gestire i momenti della partita e soprattutto grande attenzione difensiva. In gare a eliminazione diretta, ogni errore può essere fatale, e spesso sono i dettagli a fare la differenza. Vanoli lo sa bene. Il suo lavoro, fin dal suo arrivo, è stato proprio quello di dare equilibrio alla squadra. Una Fiorentina più compatta, più organizzata, meno vulnerabile. E questo potrebbe essere un fattore determinante contro un avversario come il Crystal Palace.

Una partita da giocare a testa alta

Allo stesso tempo, però, i viola dovranno trovare il coraggio di giocare. Non si può pensare di affrontare una squadra così limitandosi a difendere. Servirà qualità, soprattutto nelle ripartenze e nella gestione del possesso. La Fiorentina dovrà essere brava a sfruttare gli spazi che inevitabilmente si creeranno, soprattutto se il Palace alzerà il baricentro. Un altro aspetto chiave sarà la gestione emotiva. Partite come queste si giocano anche nella testa. La pressione, l’importanza della posta in palio, l’atmosfera: tutto può influenzare le prestazioni. In questo senso, l’esperienza europea accumulata negli ultimi anni potrebbe rappresentare un vantaggio per la Fiorentina.

Perché se è vero che il Crystal Palace ha qualità e fisicità, è altrettanto vero che la Fiorentina ha già vissuto notti europee importanti. Sa cosa significa giocare queste partite, sa come gestire certi momenti. E questo, in una doppia sfida così equilibrata, può fare la differenza. L’obiettivo, ovviamente, è arrivare alla gara di ritorno con un risultato positivo. Non necessariamente una vittoria, ma una prestazione che lasci aperto il discorso qualificazione. Perché poi, davanti al proprio pubblico, la Fiorentina potrà giocarsi tutte le sue carte.

La sensazione è che questa sfida possa rappresentare un punto di svolta. Non solo per il percorso europeo, ma per l’intera stagione. Passare il turno significherebbe acquisire fiducia, entusiasmo, consapevolezza. Uscire, invece, lascerebbe inevitabilmente un senso di incompiuto. Ma il calcio, soprattutto nelle competizioni europee, è imprevedibile. E proprio per questo affascinante. La Fiorentina parte sfavorita, almeno sulla carta, ma non battuta. Anzi, tutt’altro.

Ecco le parole di Vanoli prima di Crystal Palace-Fiorentina.

Le parole di Vanoli in conferenza stampa 

Il tecnico dei toscani ha parlato cosi delle tante assenze (una su tutte quella di Kean) prima di una sfida cosi importante: “Mi sarebbe piaciuto arrivare qua con la rosa al completo perché contro certi avversari ho bisogno di tutti. Però ho spiegato ai ragazzi che la parola emergenza non mi piace, non è nel mio DNA. Dev’essere un’occasione per chi ha giocato poco e per i giovani. Se giochiamo da squadra otterremo grandi risultati. ora ci aspettano due mesi che sono i più faticosi e i più difficili. Moise dopo l’allenamento di ieri ha manifestato dolore alla tibia che si porta avanti da tantissimo tempo. Stiamo cercando di gestirlo e oggi non poteva farcela”. 

Sulla possibilità di portare un trofeo a Firenze come allenatore: “Io vivo di presente e futuro. Ho bei ricordi con questa maglia da giocatore dove vinsi la Coppa Italia nel 2001 e oggi sono orgoglioso di cercare di raggiungere un altro obiettivo come allenatore. Ma pensiamo di partita in partita. Domani ci aspetterà una gara difficile, servirà una grande prestazione”.

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