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Italia: considerazioni sulla Nazionale in vista dei play-off

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Italia: considerazioni sulla Nazionale in vista dei play-off

La scorsa domenica è stata un’epitome dello stato attuale dello sport italiano con il successo di Jannik Sinner alle ATP Finals di Torino e un’Italia travolta a San Siro dalla Norvegia a qualche ora e chilometro di distanza. Dopo gli psicodrammi contro Svezia e Macedonia del Nord, adesso c’è la paura di ripiombare nello stesso incubo.

L’Italia si prepara ad affrontare gli ennesimi play-off della sua storia recente, ma le ultime partite della Nazionale non fanno sperare per il meglio. Come scrisse Mameli: siam pronti alla morte.

Play-off: le aspettative dopo Italia-Norvegia

Sapevamo che il risultato di 9-0 era un’ipotesi messa sul tavolo delle discussioni tanto per parlarne, ma che l’Italia perdesse (di nuovo) con tre gol di scarto era proprio un’eventualità che avremmo voluto scongiurare.

La stessa Norvegia ci aveva concesso il beneficio della speranza, grazie ad un primo tempo passivo e disattento degli uomini di Solbakken, che avevano facilitato il gioco degli Azzurri e portato indirettamente al primo gol in Nazionale di Pio Esposito, croce e delizia del nuovo corso azzurro.

La Norvegia è poi uscita fuori nel secondo tempo, riuscendo a ribaltare la partita grazie ai dribbling di Nusa, la cattiveria agonistica di Haaland e gli errori della nostra difesa. Il 4-1 finale ha fatto scuotere la testa a milioni di italiani e spinto il nostro CT a scusarsi con i tifosi per lo spettacolo visto a Milano. Avevamo delle certezze, poche ma reali. La Norvegia le ha fatte traballare prima e collassare poi, come l’attenzione della nostra retroguardia e l’organizzazione tattica dell’intera squadra.

Da dove ripartire

Difficile ricavare aspetti positivi guardando ad una partita in cui gli avversari si sono resi superiori da qualsiasi punto di vista. Il gioco della Norvegia ha puntato molto sulla fisicità dei propri giocatori e ad un’intensità di fronte alla quale il nostro calcio sembra spesso impreparato. Non solo a livello di nazionale, ma anche di club.

Con Gattuso l’Italia è sembrata tornare squadra, ma solo dal punto di vista dello spirito. I gol subiti sono stati tantissimi, non solo nelle due sconfitte contro la Norvegia, ma anche quando si è vinto a Debrecen contro Israele, in una partita in cui per poco non abbiamo rischiato l’auto sabotaggio, mettendo a repentaglio persino il nostro accesso al meccanismo dei play-off.

Ma da qualcosa di buono si può ripartire. Oltre alle motivazioni che Gattuso è sembrato in grado di rianimare (e che sarà costretto a riaccendere dopo la notte di San Siro), possiamo contare su alcuni giocatori all’altezza di poter disputare un campionato del mondo. In primis, il grande assente con la Norvegia, Sandro Tonali, giocatore chiave nelle ultime uscite della Nazionale. E poi Barella, Donnarumma e Dimarco (il migliore contro la nazionale di Haaland).

Italia: considerazioni sulla Nazionale in vista dei play-off
Sandro Tonali (25 anni), Gattuso gli ha consegnato le chiavi del centrocampo della Nazionale che deve fare affidamento su giocatori come lui

Il più grande divario con le altre nazionali sembra riguardare soprattutto il reparto offensivo. Il nostro attacco è composto da giocatori che non hanno (ancora) lo status di gente come l’attaccante del City e altri colleghi, ma una base tecnica solida da cui ripartire esiste. Gattuso dovrà lavorare di nuovo sullo stato mentale e sulle consapevolezze del gruppo, in vista delle partite che si disputeranno a partire dal 26 marzo.

Aspettando il sorteggio

La Svezia è la nazionale più temibile tra quelle che potremmo incontrare in semifinale. Al contrario della sua vicina scandinava, la nazionale gialloblù (ripescata dalle migliori di Nations League), per usare un eufemismo, non ha fatto un grande cammino di qualificazione. Ma la coppia d’attacco incute timore: Gyökeres (Arsenal) e Isak (Liverpool) rispetto ai nostri bomber sembrano appartenere ad un’altra dimensione.

Italia: considerazioni sulla Nazionale in vista dei play-off
Graham Potter (50 anni) dal 20 ottobre CT della Svezia, nostra potenziale avversaria ai play-off. A lui il compito di risvegliare gli scandinavi e portarli al Mondiale

Giovedì scopriremo le nostre avversarie, ma a prescindere dal livello delle squadre, l’Italia dovrà guardarsi allo specchio riconoscendo se stessa, osservandosi in maniera realistica senza cadere nel catastrofismo cui spesso tendiamo come tifosi. In ogni caso, potrà consolarci Sinner. Peccato non giochi a calcio.

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