
Siamo sicuri che molti lo credevano già ritirato. Invece, tornando proprio nella sua prima squadra, Xherdan Shaqiri sta vivendo una seconda giovinezza. Delle stagioni dimenticabili, tra Francia e Stati Uniti, prima di prendere di riabbracciare la Svizzera e il Basilea. Decisione che si è rivelata fondamentale: rinascita totale del calciatore e uno Shaqiri che ha ritrovato forza, forma e costanza. Una costanza spesso stata criticata in quella che è comunque una carriera lunga e piena di tanti titoli e successi. Ripercorriamola insieme, guardando alle sue cadute ma anche alle conquiste.
L’inizio di carriera
Tra il SV August e proprio il Basilea, Xherdan muove i suoi primi passi nel calcio professionistico. Dopo essersi fatto notare tra i ragazzi, fa il salto in prima squadra a 18 anni. Qui inizia subito a mostrare le sue qualità: facilità nel dribbling, eleganza nei movimenti e una forza fisica fuori dal comune per le sue dimensioni. Nei suoi anni in Svizzera vince 3 campionati e 3 coppe di lega, attirando così le attenzioni da tutta Europa. Alla fine sceglie il Bayern Monaco. In Germania le cose iniziano bene, giocando molto spesso a causa anche di un infortunio di Ribery. Nel suo primo anno conquista Bundesliga, Champions e Coppa Nazionale, chiudendo un triplete da sogno.
Dal successivo però iniziano i problemi: Ribery torna a pieno regime e Shaqiri non vede tanto spesso il campo. La seconda stagione la chiude con appena 17 presenze in campionato. Anche la successiva va anche peggio e allora a gennaio decide di trasferirsi all’Inter.

L’Inter e il Bayern Monaco
In nerazzurro, Shaqiri ha una piccola rinascita a livello di prestazioni. Inizia molto bene, scendendo sempre in campo. In maglia nerazzurra segna anche la sua ultima rete in competizioni europee, prima di quelle in questa stagione dopo più di 10 anni. Questa buona impressione però dura poco. La qualità e l’intensità delle sue giocate cala notevolmente e Mancini decide sempre più spesso di lasciarlo in panchina.
A fine stagione 14/15, l’Inter deve riscattare lo svizzero. Non convinta del tutto dalle sue qualità, la squadra milanese lo mette subito sul mercato. Arriva lo Stoke City, acquistandolo e facendone anche l’arrivo più costoso della storia del club per il periodo. Record battuto dopo qualche anno da Giannelli Imbula, soffiato proprio all’Inter. Allo Stoke Shaqiri mantiene le promesse di una rinascita, giocando sempre al massimo delle sue possibilità, aiutando a salvare il club con le sue giocate. Ironicamente, proprio nella sua miglior stagione con i Potters, 8 reti e 7 assist in 38 partite di Premier, non riesce a evitare la retrocessione con la squadra e a fine stagione passa al Liverpool.
Reds, Francia e Usa: la caduta prima della rinascita di Shaqiri
Anche qui, l’inizio della sua avventura sembra promettente. Giocate, classe e potenza pura. Klopp sembra innamorato e gli trova anche spesso spazio da titolare. Verso il finale di stagione però, inizia a perdere più spesso il posto e non entrare mai. Chiuderà comunque con la Premier e una Champions, sentendo la musica europea appena 4 volte in tutta l’annata. La stagione successiva invece è sfortunatissimo, una costellazione di infortuni lo costringono ad appena 15 presenze totali.
Dopo un ulteriore anno dopo colleziona poche apparizioni, ad agosto 2021 va in Francia, al Lione. In Francia però non va bene: la maggior parte del tempo lo passa in panchina, senza neanche scaldarsi per entrare. A metà abbandona e parte per gli Stati Uniti, direzione Chicago. In molti qui avranno pensato al viale del tramonto della sua carriera. Pensiero che non va tanto lontano dalla realtà. Nonostante giochi praticamente sempre, Shaqiri non riesce mai davvero a incidere in MLS. 3 stagioni che sembrano tristi per un calciatore che è stato considerato sempre un grande prospetto pronto a esplodere. Sempre fermato, però, da qualche limite più caratteriale che fisico.
Alla fine però, a metà agosto 2024 decide di tornare a casa. Torna al Basilea. In Svizzera, Shaqiri ha una vera e propria rinascita. Al centro del progetto e con la fiducia di compagni e staff. La sua prima stagione di ritorno è un trionfo: 18 gol, 21 assist, capocannoniere e scudetto riportato in città dopo anni. Adesso, nel pieno della sua seconda annata è ancora decisivo e importante per il club, sia in campionato ma soprattutto in Europa League, dove sta trascinando la squadra verso il prossimo turno.
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