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Lia Wälti e quell’aura mai espressa a Torino: già finita la sua esperienza alla Juventus Women

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Lia Wälti e quell’aura mai espressa a Torino: già finita la sua esperienza alla Juventus Women

Quasi un anno fa, vi scrivevamo dell’importanza di un colpo clamoroso di calciomercato come quello messo a segno dalla Juventus Women con l’arrivo di Lia Wälti. Un innesto notevole, soprattutto dal punto di vista del carisma e della competitività, che tanto poteva portare non soltanto alla causa bianconera, ma, più in generale, a tutto il nostro movimento femminile, regalando alla Serie A una nuova ventata di qualità, personalità e sagacia tattica. D’altronde parliamo di una giocatrice che si era da poco laureata, da protagonista, campionessa d’Europa con l’Arsenal nonché una colonna imprescindibile della Nazionale svizzera. Insomma, un acquisto che prometteva tanto ma che, alla fin fine, ha forse reso meno o comunque troppo poco rispetto alle altissime aspettative.

Difficoltà di ambientamento o vittima degli eventi altalenanti della Vecchia Signora? Proveremo a dare una risposta a questo quesito analizzando la prima e unica stagione dell’elvetica nel capoluogo piemontese per capire cosa non ha funzionato sotto il profilo individuale e dell’integrazione col gruppo-squadra.

Il background dell’arrivo di Lia Wälti alla Juventus Women

Arrivata a Torino dopo 7 incredibili e indimenticabili stagioni a Londra, in cui è stata signora indiscussa della mediana e fautrice di diversi successi con le Gunners – tanto in Inghilterra quanto in Europa – Lia Wälti non aveva sicuramente considerato l’approdo alla Juventus Women come il più classico dei parcheggi di fine carriera né guardato all’Italia come un cimitero degli elefanti. Almeno per la compagine femminile, il nostro calcio non ha ancora assunto queste fattezze, a differenza di quanto accade al maschile.

Lia Wälti e quell'aura mai espressa a Torino: già finita la sua esperienza alla Juventus Women
Lia Wälti (a destra) festeggia la vittoria della Champions League 2024/2025 con la maglia dell’Arsenal

Dunque, per la giocatrice svizzera, cambiare aria, Paese e campionato era un importante incentivo per crescere, una nuova avventura da vivere al massimo, con la grande professionalità che sempre la contraddistingue e per ritrovare nuovi stimoli in una realtà ambiziosa e da sempre desiderosa di imporre il proprio marchio anche in campo internazionale.

Iniziata la stagione con un impiego centellinato a causa di qualche noia fisica e per consentirle di ritrovare la miglior forma dopo le fatiche dell’Europeo, l’avventura juventina di Wälti è partita a piccoli passi, ritagliandosi gradualmente il proprio spazio da titolare (quasi) inamovibile col progredire dell’annata.

I numeri della calciatrice svizzera a Torino

Complessivamente, il suo bilancio nella Torino bianconera recita 29 presenze (considerando tutte le competizioni) con 0 reti e 3 assist a referto (tutti in campionato). Ad una superficiale e pressapochistica lettura, questi numeri potrebbero apparire scandalosamente scarni. Invece, non è affatto così. O, comunque, non sono le statistiche a restituire la fotografia più sincera del peso di Lia Wälti. Mediana metodista pura, la svizzera è la classica giocatrice che lavora nell’ombra della partita, lontano dai riflettori delle grandi giocate, apportando il suo miglior contributo nella fase di non possesso e brillando per personalità, controllo della gara e sagacia tattica. 

Per questo motivo, non devono sorprendere questi numeri inusitatamente magri per una centrocampista. D’altronde, anche all’Arsenal i suoi dipartimenti statistici non sono stati dissimili da quelli registrati in Italia.

Cosa non ha funzionato per Wälti nell’esperienza alla Juventus Women

Se non sono i dati a poter restituire una risposta confortante alla domanda di cui sopra, allora qual è la fonte del rammarico per aver avuto la possibilità di ammirare una vera top player nel nostro campionato senza però godersi appieno il tutto suo valore? Sicuramente ci sono ragioni sistemiche e, forse, anche di un eccesso di aspettative camuffate da responsabilità. L’unica stagione di Wälti nel nostro Paese è coincisa con uno dei periodi più incerti della storia della Juventus Women. Fresca campione d’Italia, la squadra di Canzi arrivava all’annata 2025/2026 con grandi ambizioni, rinsaldate dalla conquista della prima edizione della Serie A Women’s Cup.

Poi, però, sono arrivate gradualmente le prime incoerenze. Una squadra che in Europa era in grado di tener testa ai grandi colossi continentali (Bayern Monaco e Lione su tutti), mentre in campionato ha incontrato un’ingiustificata e inusuale fatica a imporsi e a fare risultato. La stagione juventina è proseguita su questa lunghezza d’onda, rialzandosi col successo in Supercoppa, ma chiudendo terza in classifica in Serie A e uscendo sconfitta dalla finale di Coppa Italia. In questo contesto altalenante, nemmeno lo spessore e la caratura di una giocatrice esperta come Wälti sono bastati per raddrizzare e mitigare una gestione poco equilibrata.

Lia Wälti e quell'aura mai espressa a Torino: già finita la sua esperienza alla Juventus Women

Una leadership mai assunta per un gruppo che confidava in lei

Ciò che più colpisce (e di cui dispiacersi) è stata sicuramente l’incapacità di Wälti di prendere per mano la Juventus Women, così come aveva fatto nella lunga esperienza all’Arsenal. Lungi dal far ricadere tutte le colpe di una stagione agrodolce della squadra su un’unica calciatrice (tra l’altro nuova rispetto al progetto), ciò che a Torino non si è mai visto è stata l’aura da campionessa dell’elvetica. Non è una mera questione di prestazioni o impegno in campo, sempre profuso e mai assente. Bensì, era lecito attendersi qualche guizzo in più sul piano della personalità, del carisma, della capacità – con l’esempio – di trascinare le compagne fuori dalle proprie difficoltà, tirando fuori da loro stesse il meglio.

Invece, anche la campionessa d’Europa ha finito per impantanarsi nel piattume generale della squadra, forse troppo insicura, timida e desiderosa di una mano forte a cui aggrapparsi. Quasi che Wälti dovesse fungere da madre o supereroina sempre forte e pronta a risolvere ogni problema. Ma così non può essere, a maggior ragione in uno sport di squadra. Le campionesse sanno fare la differenza ed emergere sulle altre nel momento del bisogno, certo, ma in un ambiente privo di equilibrio diventa dura anche per le migliori rifulgere e togliere le castagne dal fuoco.

Una nuova avventura oltremanica

Un anno di incomprensioni, di grandi sforzi, di professionalità, ma senza lasciare tracce troppo tangibili del passaggio di una delle migliori interpreti nel suo ruolo di tutto il Vecchio Continente. Nemmeno un’orma, contrariamente alle altissime aspettative generatesi nella Torino bianconera che avevano fatto sperare di poter finalmente puntare a qualche soddisfazione in più in campo internazionale. Così non è stato (purtroppo) e alla fine, dopo solo un’annata, il richiamo del calcio inglese ha avuto la meglio. Lasciata la Juventus Women, infatti, Lia Wälti si è trasferita al Brighton per un ritorno in quell’Inghilterra che l’ha vista fiorire ed elevarsi professionalmente. Una nuova ennesima avventura per ritornare al massimo livello e per cancellare una stagione grigia in Piemonte.

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