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Paratici porta Dragusin a Firenze: il colpo che cambia la difesa della Fiorentina

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Paratici porta Dragusin a Firenze: il colpo che cambia la difesa della Fiorentina

Radu Dragusin torna in Italia e lo fa alla Fiorentina. Prestito con obbligo di riscatto per una cifra complessiva vicina ai 20 milioni dal Tottenham. Il difensore di Bucarest, reduce da un grave infortunio al crociato, ritrova la Serie A dove si era consacrato. Obbligo di riscatto scatterà alla 22esima presenza

Radu Dragusin torna in Italia. E lo fa attraverso una delle trattative a sorpresa di questa prima fase del mercato estivo — un colpo che la Fiorentina ha costruito in silenzio, senza i rumor delle settimane precedenti, facendo arrivare il nome del difensore romeno direttamente dall’accordo verbale raggiunto. Come riporta Fabrizio Romano, c’è il “here we go” per l’affare: il centrale arriva in prestito con obbligo di riscatto dal Tottenham per una cifra complessiva di poco inferiore a 20 milioni di euro, che include anche la copertura dell’ingaggio del giocatore fino al prossimo giugno. Dragusin guadagnerà 2,8 milioni di euro, e l’obbligo di riscatto si attiverà alla 22esima presenza con la maglia viola.

Fiorentina-Dragusin: Da Bucarest alla Juventus: gli anni della formazione

Radu Matei Dragusin, nuovo colpo della Fiorentina, nasce il 3 febbraio 2002 a Bucarest, figlio d’arte in senso lato — suo padre Dan Dragusin è stato pallavolista professionista, sua madre Svetlana cestista di livello nazionale, sport diversi ma la stessa mentalità agonistica che il ragazzo ha portato con sé quando ha scelto il calcio.

Il percorso verso il grande calcio comincia alla Juventus, dove arriva giovanissimo attraverso le selezioni romene. Attraversa le giovanili bianconere con quella continuità silenziosa che contraddistingue i difensori di qualità — non fa notizia come i trequartisti fantasiosi o i bomber prolici, ma quando gioca ci si accorge della sua presenza. Il debutto in prima squadra arriva il 2 dicembre 2020, a 18 anni, in Champions League contro la Dinamo Kiev — entra al 69′ al posto di Demiral nella vittoria per 3-0. Pochi giorni dopo, il 13 dicembre, debutta anche in Serie A — stranamente, contro proprio il Genoa, il club che sarebbe diventato il suo trampolino verso l’Europa.

Il Genoa: dove Dragusin è diventato grande

L’esperienza al Genoa è quella che ha trasformato Dragusin da prospetto di qualità a difensore riconosciuto a livello internazionale. Con il Grifone colleziona 57 presenze in campionato, segnando 6 gol e distribuendo 1 assist — numeri che per un difensore centrale raccontano un giocatore che non si limita a difendere ma che partecipa attivamente alla costruzione del gioco.

Al Genoa impara la Serie A nel senso più profondo: gli attaccanti che fanno fatica altrove, le pressioni di una piazza di calcio autentica, i ritmi di un campionato che non concede pause. Nel gennaio del 2023, dopo sei mesi in prestito, il club rossoblu lo riscatta a titolo definitivo dalla Juventus per 6 milioni di euro — un investimento che nel giro di pochi mesi si sarebbe rivelato straordinariamente redditizio.

Il Tottenham e l’inizio dell’avventura inglese per Dragusin prima della cessione alla Fiorentina

Il gennaio 2024 porta la svolta definitiva. Il Tottenham lo preleva dal Genoa per una cifra garantita di 25 milioni di euro più 5 di bonus — una cifra che lo consacra come il difensore romeno più costoso nella storia del calcio, superando il record che apparteneva ad Adrian Mutu, venduto dalla Parma al Chelsea per 22,5 milioni nel 2003.

Gli inizi a Londra sono promettenti. Debutto in Premier League il 14 gennaio 2024 contro il Manchester United, prima da titolare il 16 marzo nel 3-0 contro il Fulham. Dragusin si inserisce nel sistema di Postecoglou con quella velocità di adattamento che i difensori tecnici hanno quando passano da una squadra costruita di reparto a un’altra. Il calcio del Tottenham era fatto per lui — pressing alto, linea difensiva alta, costruzione dal basso. Tutti elementi che Dragusin aveva già imparato al Genoa.

Poi, il 26 settembre 2024, il momento che avrebbe complicato tutto. Al 7′ della sua prima partita di Europa League — un 3-0 contro il Qarabağ — viene espulso. Un esordio europeo da dimenticare. E qualche mese dopo arriva il colpo definitivo: il 30 gennaio 2025, durante una partita di Europa League contro l’Elfsborg, si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Stagione finita.

Il ritorno e la stagione 2025-26: pochi minuti, tanto lavoro

Il recupero dall’infortunio al crociato è stato lungo e delicato. Dragusin è tornato ad allenarsi con la prima squadra in ottobre 2025 — nove mesi dopo l’infortunio — con quello spirito positivo che aveva comunicato attraverso i social: “Honestly, it felt really good.” Un aggiornamento sobrio, da professionista che non vuole promesse premature ma che sente il corpo rispondere.

Le prime amichevoli dietro porte chiuse a novembre e dicembre 2025, poi finalmente il rientro ufficiale il 28 dicembre in Premier League — subentrato all’85’ nella vittoria per 1-0 contro il Crystal Palace, sfiorando addirittura il gol nei pochi minuti a disposizione. Un rientro simbolico, quasi commovente per chi lo seguiva da mesi.

Il Tottenham aveva capito che per il difensore la soluzione migliore era quella di andare a giocare con continuità — trovare un club che gli garantisse minuti, che lo aiutasse a ritrovare quella forma fisica e quella sicurezza che un anno fuori dal campo inevitabilmente erode. E la Fiorentina si è presentata nel momento giusto, con la proposta giusta.

La clausola delle 22 presenze: una struttura che tutela tutti

Il dettaglio più interessante dell’operazione — quello che Fabrizio Romano ha specificato — è la formula dell’obbligo di riscatto: si attiverà alla 22esima presenza con la Fiorentina. Non alla firma, non automaticamente dopo un anno — alla presenza numero 22.

È una struttura intelligente, pensata esattamente per gestire il rischio di un giocatore che viene da un lungo stop. La Fiorentina non vuole pagare 20 milioni per un difensore che potrebbe avere ricadute o problemi fisici — vuole pagare quella cifra per un giocatore che ha dimostrato di poter tornare ai propri livelli con continuità. Ventiduesima presenza significa circa metà stagione da titolare, o una stagione intera da comprimario utilizzato con regolarità. È il numero che dice: “Questo giocatore è integro, è parte del progetto, vale i soldi che stiamo sborsando.”

Per il Tottenham, dal lato opposto, ventiduesima presenza significa quasi la certezza che i soldi arriveranno — perché un club come la Fiorentina, che ha scelto di puntare su Dragusin come parte del proprio progetto difensivo, non lo lascerà a secco di minuti senza motivo. La formula protegge entrambi dall’evento più rischioso: quello di un difensore che torna dall’infortunio, gioca dieci partite, e poi si ferma di nuovo. Un patrimonio che non ha rispettato le aspettative della società e tifosi.

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