Home estero Pau Cubarsí: il miglior giovane del Mondiale (e del Mondo)

Pau Cubarsí: il miglior giovane del Mondiale (e del Mondo)

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Pau Cubarsí: il miglior giovane del Mondiale (e del Mondo)

Pau Cubarsí ha vinto il Mondiale ad appena 19 anni con la “sua” Spagna e lo ha fatto da assoluto protagonista, conquistando anche il titolo di miglior giovane della Coppa del Mondo. Questo riconoscimento dice davvero molto sul mese abbondante di altissimo livello disputato dal centrale del Barcellona negli Stati Uniti.

A colpire è stata soprattutto l’assoluta padronanza mostrata alla sua prima competizione internazionale giocata da titolare con la maglia delle Furie Rosse. Prestazioni complete, da autentico leader, che insieme a quelle di Unai Simón e Laporte hanno formato un muro praticamente inscalfibile. Una sola rete subita nelle otto partite disputate dalla Spagna, quella di De Ketelaere contro il Belgio, è un dato che racconta perfettamente le sue qualità.

Pau Cubarsí: il miglior giovane del Mondiale (e del Mondo)
Uno dei tanti attaccanti fortissimi annullati da Pau Cubarsi al Mondiale.

Mai, infatti, il canterano spagnolo ha dato l’impressione di avvertire il peso della pressione. Anzi, è cresciuto ulteriormente con il passare del torneo, trovandosi ad affrontare avversari sempre più forti e qualitativi. La Spagna ha infatti eliminato, nella fase a eliminazione diretta, Belgio, Portogallo, Marocco, Francia e Argentina. I bomber principali di queste nazionali erano Lukaku, Cristiano Ronaldo, Saibari, Mbappé e Messi. Caratteristiche diverse e qualità differenti, ma soprattutto attaccanti da tantissimi gol: tutti costantemente annullati.

Il segreto del premio di miglior giovane del mondo nel Mondiale con la Spagna

Il motivo per cui Cubarsí ha vinto questo premio è da ricercare soprattutto nell’idea di calcio del Barcellona. I blaugrana, infatti, continuano ciclicamente a sfornare talenti generazionali. Basti pensare che nella finale di ieri almeno quattro giocatori chiave, Messi, Pedri, Yamal e lo stesso Cubarsí, provengono dalla Masia. Un dato che rende perfettamente l’idea della qualità del settore giovanile del club spagnolo.

Questi riconoscimenti arrivano perché il giovane è stato fatto crescere con pazienza e continuità. Ha giocato senza che gli venisse messa fretta e senza essere messo in discussione quando alcuni errori pesanti sono costati cari al club. Sono aspetti ideologici che fanno la differenza tra un calcio che valorizza i propri giovani, quello spagnolo, e uno che invece continua a farlo con maggiore difficoltà, come quello italiano.

Pau Cubarsí: il miglior giovane del Mondiale (e del Mondo)
Dietro alla crescita di Cubarsi c’è tantissimo di Hansi Flick, nonostante uno stile di gioco non perfetto per le caratteristiche del giovane spagnolo. Il tecnico tedesco gli ha sempre dato grandissima fiducia. Cosa non scontata in altri paesi, come l’Italia.

In questa Coppa del Mondo si è visto quanto Cubarsí sia perfetto nel sistema di gioco della Spagna. Forse lo è persino più rispetto a quello proposto da Flick al Barcellona. Questo perché la Spagna sa anche aspettare e non difende sempre con la linea altissima, come invece accade nei blaugrana, soprattutto in Champions League. È anche la dimostrazione delle capacità tattiche e umane di un commissario tecnico straordinario come De la Fuente, ancora troppo sottovalutato.

Colpisce inoltre vedere come un giocatore così giovane venga impiegato con continuità dal Barcellona già da tre anni. In Serie A, invece, difficilmente si punta con decisione su calciatori sotto i 21 anni. È un aspetto che spiega ulteriormente il divario esistente tra le due realtà calcistiche in questo momento storico.

Le caratteristiche di Pau Cubarsí, leader difensivo della Spagna e del Barcellona

È vero, se Yamal fosse stato al massimo della condizione fisica probabilmente avrebbe vinto lui il premio di miglior giovane. Tra l’altro è compagno di Cubarsí nel Barcellona, una coppia che garantisce ai blaugrana anni di calcio ad altissimo livello.

Il successo di Pau Cubarsí, però, è pienamente meritato. È il frutto delle sue qualità tecniche e caratteriali. Il centrale è abilissimo nella costruzione del gioco, efficace nel gioco aereo e solido in marcatura. Bravissimo anche nelle letture in anticipo e nei contrasti. Testa alta, qualità nell’impostazione e straordinario tempismo nelle scelte lo fanno sembrare un veterano, nonostante abbia appena 19 anni.

Pau Cubarsí: il miglior giovane del Mondiale (e del Mondo)
Lionel Messi, Lamine Yamal, Pedri, Gavi, Pau Cubarsi. La finale del Mondiale è stato uno splendido confronto tra giocatori del settore giovanile del Barcellona. Una squadra che da sempre punta molto sui giovani talenti.

Va sottolineato anche come, oltre alle qualità nella propria metà campo, comprese la capacità di leggere in anticipo i movimenti degli attaccanti e quella di concedere pochissimi dribbling, spicchino anche le sue doti offensive. Ad esempio, è stato tra i migliori sia in Liga sia nella Coppa del Mondo per verticalizzazioni verso i terzini, fondamentali per velocizzare la manovra.

Nell’azione del gol di Merino contro il Belgio c’è poi tutta la sua personalità. Prende palla, avanza e prova un tiro potente. Non è una conclusione irresistibile, ma basta per indurre Lammers, subentrato a Courtois, a sbagliare la presa e permettere a Merino di segnare sulla ribattuta. Molti altri difensori centrali, con meno personalità, non avrebbero nemmeno tentato una giocata del genere.

Il paragone con molti difensori spagnoli del recente passato regge già ora

Oltre a questo possiede spiccate doti da leader. Sa comandare la difesa e marcare senza affanni attaccanti di livello assoluto. Per questo il paragone con alcuni dei più grandi difensori spagnoli degli ultimi vent’anni, come Puyol, Sergio Ramos e Piqué, non appare affatto fuori luogo. Pur avendo caratteristiche differenti, il fatto che a soli 19 anni possa già essere accostato a questi campioni dice tantissimo sul suo potenziale. E attenzione anche alla sua candidatura in ottica Pallone d’Oro. Infatti, la Spagna ha vinto moltissime gare di misura senza concretizzare troppo. E l’ultima volta che è successa una cosa del genere il Pallone d’Oro è andato a Fabio Cannavaro. 

Pau Cubarsí: il miglior giovane del Mondiale (e del Mondo)
Per caratteristiche fisiche e tecniche è quello dei centrali spagnoli che più si avvicina a Pau Cubarsi. Anche se il giovanissimo centrale del Barcellona può far di più del suo illustre predecessore visto l’inizio di carriera. Ai posteri l’ardua sentenza, ma l’inizio è di sicuro quello giusto.

Ed a spiccare è stata proprio la grandissima solidità difensiva. Il centrale del Barcellona ha dalla sua due successi importantissimi: Liga e Coppa del Mondo. A cui appunto aggiungere questo premio davvero importante di miglior giovane del Mondiale. In un anno dove la certezza sul pallone d’oro non c’è, ecco dunque che a spuntarla potrebbe essere proprio il giovanissimo difensore blaugrana. E non sarebbe di certo uno scandalo, anzi. 

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