
La sfida tra Rangers e Celtic rappresenta da oltre un secolo uno degli scontri più intensi e simbolici del calcio mondiale. Il cosiddetto Old Firm non è soltanto una partita. Ma un evento carico di significati storici, sociali e identitari che spesso trascendono il semplice risultato sportivo. Quanto accaduto al termine del quarto di finale di Scottish Cup disputato allo Ibrox Stadium ne è stata l’ennesima dimostrazione, trasformando una serata di calcio in un episodio di forte tensione sugli spalti e persino sul terreno di gioco.
La partita, già molto attesa per l’importanza della competizione e per la storica rivalità tra le due squadre di Glasgow, si è rivelata estremamente equilibrata. Nei novanta minuti regolamentari e nei successivi tempi supplementari nessuna delle due formazioni è riuscita a trovare la via del gol. Lasciando lo stadio sospeso in una tensione crescente. In un Derby così sentito ogni occasione può cambiare la storia della partita, ma in questo caso le difese hanno avuto la meglio sugli attacchi e il risultato è rimasto bloccato sullo 0-0 fino al termine dei 120 minuti di gioco.
Celtic e Rangers tra gli scontri: delirio dopo il rigore di Cvancara
La qualificazione alle semifinali si è quindi decisa ai calci di rigore. Momento sempre carico di pressione e nervosismo, soprattutto in una partita che vale molto più di un semplice passaggio del turno. La lotteria dal dischetto ha premiato il Celtic, che è riuscito a trasformare il tiro decisivo grazie a Vaclav Cvancara. Regalando ai tifosi biancoverdi una vittoria pesantissima contro i rivali cittadini. Proprio quel rigore, però, ha rappresentato il punto di rottura che ha fatto esplodere la tensione accumulata durante tutta la gara.
Subito dopo il tiro decisivo, parte dei sostenitori del Celtic ha invaso il terreno di gioco per celebrare il successo e il passaggio alle semifinali della coppa. Scene di questo tipo, seppur non sempre autorizzate, sono talvolta comuni nelle vittorie particolarmente sentite. Tuttavia, nel contesto dell’Old Firm, un gesto simile ha inevitabilmente innescato una reazione immediata da parte della tifoseria avversaria. I tifosi dei Rangers, vedendo gli avversari festeggiare sul campo di casa, hanno a loro volta scavalcato le barriere entrando sul terreno di gioco. Da quel momento la situazione è rapidamente degenerata.
Tra fumogeni e forze dell’ordine in campo
In pochi minuti il campo di Ibrox si è trasformato nel teatro di una vera e propria guerriglia tra gruppi di sostenitori delle due squadre. Mentre i giocatori stavano ancora cercando di rientrare negli spogliatoi dopo la conclusione della partita, sul terreno di gioco si sono verificati tafferugli e momenti di forte tensione. Le immagini provenienti dallo stadio hanno mostrato diversi tifosi affrontarsi direttamente. Mentre altri lanciavano fumogeni creando ulteriore caos e confusione. L’intervento degli steward e delle forze dell’ordine si è reso necessario per tentare di riportare la situazione sotto controllo.
Gli agenti hanno impiegato diversi minuti prima di riuscire a disperdere i gruppi più agitati e a svuotare progressivamente il terreno di gioco. Solo dopo un certo tempo è stato possibile ristabilire una parvenza di calma all’interno dello stadio. Anche se l’episodio ha lasciato un segno evidente sull’atmosfera della serata. Quanto accaduto rappresenta purtroppo un ulteriore capitolo nella lunga e complessa storia della rivalità tra Rangers e Celtic. Le due squadre non dividono soltanto una città, ma incarnano anche tradizioni culturali e religiose differenti che nel corso dei decenni hanno alimentato un antagonismo particolarmente intenso. Il Celtic è storicamente associato alla comunità cattolica e di origine irlandese di Glasgow. Mentre i Rangers sono tradizionalmente legati alla comunità protestante e unionista.
Celtic-Rangers, molto più di un Derby: gli scontri sono la punta dell’iceberg?
Questa divisione identitaria ha reso l’Old Firm una delle rivalità più profonde e cariche di significato dell’intero panorama calcistico mondiale. Non sorprende quindi che le partite tra queste due squadre siano spesso caratterizzate da un livello di tensione molto elevato. Ogni vittoria o sconfitta assume un valore simbolico che va ben oltre la classifica o il passaggio del turno in una competizione. Nel caso specifico della sfida di coppa, la posta in gioco era ulteriormente amplificata dal fatto che si trattava di un Derby a eliminazione diretta. Con la possibilità di continuare la corsa verso uno dei trofei più prestigiosi del calcio scozzese.
La vittoria del Celtic ai rigori ha quindi rappresentato un colpo durissimo per i tifosi dei Rangers. Soprattutto perché arrivato davanti al proprio pubblico e al termine di una partita combattuta fino all’ultimo. Allo stesso tempo, per i sostenitori biancoverdi il successo ha avuto il sapore di un trionfo memorabile. Capace di accendere un entusiasmo che però, nel caso di alcuni gruppi di tifosi, si è trasformato in un comportamento eccessivo. Gli episodi di invasione di campo e gli scontri tra tifoserie sono sempre motivo di grande preoccupazione per le autorità calcistiche e per le forze dell’ordine.
Soprattutto in contesti già storicamente delicati come quello dell’Old Firm. Eventi del genere mettono infatti a rischio la sicurezza dei presenti e rischiano di oscurare completamente l’aspetto sportivo della competizione. Trasformando una partita di calcio in una questione di ordine pubblico. Nonostante negli ultimi anni siano stati compiuti diversi sforzi per ridurre la violenza legata al Derby di Glasgow, episodi come quello avvenuto a Ibrox dimostrano quanto sia ancora fragile l’equilibrio tra passione sportiva e tensione sociale. La rivalità tra Celtic e Rangers resta una delle più intense del calcio mondiale.
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