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Saudi Pro League, Al Nassr campione: Cristiano Ronaldo festeggia, Inzaghi secondo senza mai perdere

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Saudi Pro League, Al Nassr campione: Cristiano Ronaldo festeggia, Inzaghi secondo senza mai perdere

Cristiano Ronaldo batte Inzaghi. Quarantuno anni, 973 gol in carriera, trentatré trofei con i club, e quell’emozione totale e genuina di chi ha inseguito qualcosa per tre anni e mezzo e alla fine l’ha preso. Dopo tre stagioni e mezzo in Arabia Saudita. L’Al Nassr, grazie al 4-1 sul Damac nell’ultima giornata, vince la Saudi Pro League 2025-26 con 86 punti.

L’Al Hilal di Simone Inzaghi — che aveva battuto 1-0 l’Al Fayha e aveva fatto la sua parte — chiude secondo a 84 punti. Due punti. Trecento secondi da un pareggio che non è mai arrivato nel derby di due settimane fa. Il calcio, come sempre, si decide nei dettagli.

Il finale più pazzo per Cristiano Ronaldo e Inzaghi: dal +7 di gennaio al fotofinish di maggio

Per capire come ci si è arrivati a questa finale al cardiopalma, bisogna tornare indietro di qualche mese. A fine gennaio l’Al Hilal sembrava sul punto di chiudere la pratica: sette punti di vantaggio sull’Al Nassr, una striscia di risultati impressionante, Inzaghi che parlava di squadra in crescita e di campionato in controllo. Il titolo sembrava una formalità.

Poi qualcosa si è rotto. Febbraio ha portato cinque pareggi in sette partite per l’Al Hilal — un’emorragia di punti che ha trasformato il +7 in un vantaggio sempre più risicato. Nel frattempo l’Al Nassr di Jorge Jesus non sbagliava più niente: sedici vittorie consecutive, una striscia che ha dell’incredibile nel calcio moderno, che ha ribaltato completamente la classifica e ha portato Ronaldo e compagni prima al sorpasso e poi a costruire un margine che l’Al Hilal non è mai riuscito a colmare.

Il momento più drammatico era arrivato il 12 maggio, nel derby diretto tra le due squadre. L’Al Nassr era in vantaggio 1-0 a pochi secondi dalla fine, con il titolo matematicamente in tasca. Poi la papera clamorosa del portiere Bento al 98‘ — uno di quei momenti che entrano nella storia di un campionato — aveva permesso all’Al Hilal di pareggiare 1-1. Titolo rimandato, Al Nassr ancora avanti di due punti, tutto sull’ultima giornata.

Cristiano Ronaldo e la doppietta che vale la storia: 973 gol in carriera

Nella partita decisiva contro il Damac, Cristiano Ronaldo non ha fatto aspettare nessuno. Mané aveva sbloccato il risultato al 34′. Il Damac aveva accorciato su rigore con Sylla, riaprendo per qualche minuto una partita che sembrava già chiusa. Poi è salito in cattedra lui.

Al 63′ ha segnato il 3-1 direttamente su punizione — uno di quei gol da copertina che solo lui sa fare ancora a quarantuno anni, con quella traiettoria a scendere che inganna i portieri. All’81’, dalla breve distanza, il 4-1. Doppietta. 973 gol in carriera. E il titolo in tasca.

Ronaldo è arrivato a quota 973 gol in carriera, a -27 dallo storico traguardo dei mille. 28 in 31 partite di campionato in questa Saudi Pro League, 102 in 107 partite di campionato dal 2023 con l’Al Nassr, e 123 in 142 tra tutte le competizioni con il club. Numeri che fanno girare la testa, che dicono di un giocatore che a un’età in cui la maggior parte degli attaccanti si è già ritirata continua a segnare con una frequenza che farebbe invidia a molti ventenni.

Dopo la doppietta CR7 è stato sostituito dal suo allenatore Jorge Jesus tra una standing ovation generale, poi è uscito in lacrime, commosso. Quelle lacrime hanno fatto il giro del web in pochi minuti. Perché raccontano di quanto questo titolo significasse per lui, di quanto avesse pesato non averlo nelle stagioni precedenti, di quanto il calcio — anche a quarantuno anni, anche in Arabia Saudita — riesca ancora a emozionare in modo autentico chi ci ha dedicato tutta la vita.

Per Ronaldo si tratta del trentatreesimo trofeo in carriera con i club, il primo campionato arabo dopo tre stagioni e mezzo di attesa. Chi aveva detto che il trasferimento all’Al Nassr era la scelta di chi si era arreso alla competizione, di chi sceglieva i soldi al posto del calcio vero, oggi deve fare i conti con questo campione che va a vincere ovunque lo mettono.

Jorge Jesus e il colpaccio: lascia il posto a Inzaghi ed è arrivato per Cristiano Ronaldo

C’è anche la storia dell’allenatore dell’Al Nassr che merita di essere raccontata. Jorge Jesus era arrivato la scorsa estate dall’Al Hilal — il club rivale, il capolavoro del mercato interno — con quello scetticismo che accompagna sempre certi movimenti apparentemente contro natura. Eppure il tecnico ex Benfica ha costruito qualcosa di straordinario: quella striscia di sedici vittorie consecutive che ha ribaltato un campionato che sembrava già scritto.

Nel post-match Jesus ha dichiarato di essere arrivato all’Al Nassr «per aiutare CR7 e il club a vincere. Abbiamo fatto un lavoro incredibile assieme e adesso per me è tempo di andare via». Un addio già scritto, quello di Jesus, che attende ora la panchina della nazionale portoghese. Un percorso quasi poetico: arriva, vince il campionato, consegna il titolo a Ronaldo, e poi se ne va verso la stessa nazionale che guida il fuoriclasse portoghese. Due storie che si intrecciano, si completano, e poi si separano.

Inzaghi e il rimpianto più grande: imbattuto ma senza titolo che va a Cristiano Ronaldo

La medaglia di quest’ultima giornata ha due facce. Una, quella dell’Al Nassr, splende. L’altra, quella dell’Al Hilal, brucia.

Per Simone Inzaghi la prima stagione in Saudi Pro League va in archivio con 25 vittorie, zero sconfitte e nove pareggi. Un record storico per il campionato saudita: nessuna squadra nella storia della Saudi Pro League aveva mai concluso una stagione intera senza perdere nemmeno una volta. L’Al Hilal è rimasto imbattuto fino al 13 aprile, quando è arrivata l’unica sconfitta stagionale — quella che ha di fatto chiuso il discorso titolo in favore dell’Al Nassr. Prima di quel 13 aprile, zero sconfitte in tutto il campionato.

84 punti. In qualsiasi altra stagione della Saudi Pro League, probabilmente sarebbero bastati per vincere il titolo. Quest’anno no, perché l’Al Nassr ne ha fatti 86. Due punti. La beffa è che l’Al Hilal non ha smesso di vincere — ha battuto 1-0 l’Al Fayha nell’ultima giornata, ha fatto il suo — ma non è bastato perché i rivali non hanno sbagliato neanche loro.

La squadra dell’ex Inter, che mette in campo campioni come Benzema, Ruben Neves, Milinkovic-Savic e Theo Hernandez, chiude a due punti di distanza dai neo campioni dopo che a gennaio era stata avanti anche di 7 punti. Il crollo di febbraio — cinque pareggi in sette partite — è il momento che Inzaghi rivederà nelle notti insonni di quest’estate. Non sconfitte, solo pareggi. Ma quei punti lasciati per strada a febbraio sono costati il campionato.

C’è però un trofeo in tasca all’allenatore piacentino. Inzaghi aveva già conquistato un primo trofeo della sua avventura araba, la King Cup, battendo 2-1 l’Al Kholood in finale, trascinato da Al Dawsari e dal gol dell’ex Milan Theo Hernandez su assist di Benzema. Per l’ex allenatore dell’Inter è stato il decimo titolo della carriera da tecnico: dopo i sei trofei vinti in nerazzurro e i tre conquistati con la Lazio. Dieci trofei. Un numero che, per un allenatore della sua generazione, racconta una carriera di assoluto livello internazionale.

Il resoconto della stagione: Al Ahli campione asiatico, Quinones capocannoniere

La Saudi Pro League 2025-26 è stata una delle edizioni più competitive e spettacolari degli ultimi anni. La classifica finale vede Al Nassr campione con 86 punti, Al Hilal a 84, Al Ahli a 81, Al Qadsiah a 77 e Al Ittihad a 55, tutte qualificate per la Elite Champions League.

Il titolo di capocannoniere è andato a Julián Quiñones dell’Al Qadsiah, che ha chiuso con 33 reti — una stagione straordinaria per il colombiano. Ivan Toney dell’Al Ahli è secondo con 32, Ronaldo terzo con 28. Una classifica marcatori da Champions League europea, per capire il livello che il campionato saudita ha raggiunto.

Vale la pena ricordare che l’Al Ahli di Jaissle — di cui abbiamo già parlato in queste settimane — ha vinto la AFC Champions League, il massimo trofeo continentale asiatico, regalando al club di Gedda la doppietta competizioni europee-continentali che nessuno si aspettava. Un campionato saudita che ormai produce club capaci di vincere a livello asiatico con regolarità, e che attrae giocatori e allenatori di caratura sempre più alta.

CR7 e il Mondiale: 27 gol per quota 1000

Chiusa la Saudi Pro League, Cristiano Ronaldo ha già la testa al prossimo appuntamento. Il Mondiale in Canada, Messico e Stati Uniti è l’obiettivo finale di un’estate che si preannuncia intensa. Per Cristiano Ronaldo alla vigilia del Mondiale sono 973 i gol in carriera, a -27 dai mille. Ora la Coppa del Mondo per provare a regalarsi un 2026 perfetto.

Quota mille. Un traguardo che sembrava impossibile fino a qualche anno fa, che adesso è lì, a portata di qualche mese di buona salute e di prestazioni continue. Al Mondiale CR7 sarà il capitano del Portogallo, una delle nazionali favorite, in un torneo che si gioca in tre paesi nordamericani e che vedrà il massimo della competizione internazionale.

La Saudi Pro League è un campionato vero

C’è ancora chi guarda alla Saudi Pro League con un certo snobismo, come se fosse un campionato di secondo livello dove i grandi calciatori vanno a finire la carriera con i soldi in tasca. Questa stagione dovrebbe far cambiare idea a tutti.

Una corsa al titolo che si decide all’ultima giornata, con due squadre separate da due punti. Un capocannoniere con 33 gol. Un allenatore — Inzaghi — che porta la sua squadra a finire imbattuta ma perde lo stesso il campionato, un altro allenatore — Jorge Jesus — che costruisce una striscia di sedici vittorie consecutive che ribalta tutto facendo vincere Cristiano Ronaldo. E un fuoriclasse di quarantuno anni che segna 28 gol in campionato e piange di gioia quando vince.

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