
Se la scorsa annata è stata deludente, almeno si è conclusa con la vittoria finale dell’Europa League. In questo modo Ange Postecoglou era comunque riuscito a dare speranze europee al club prima di lasciarlo. Oggi però su Londra piove. Soprattutto dopo le ultime settimane, nelle quale il Tottenham ha perso sonoramente le ultime 3 gare consecutive. In realtà le sconfitte di seguito salgono a 5 se si contano anche le ultime di Thomas Frank. Igor Tudor ha provato a invertire il senso di rotta della stagione, senza ancora riuscirci. Una stagione a due facce per il Tottenham e davvero surreale per i suoi tifosi.
Il club sta andando tanto male in Premier League, quanto invece è andato bene fino a questo momento in Champions. Da un lato una classifica disastrosa che vede gli Spurs ad appena 1 punto dalla zona retrocessione. Le 7 vittorie in stagione, delle quali 4 nelle prime 5 partite di Premier, sono state doppiate invece dalle 14 sconfitte fino a questo momento. Dall’altro lato invece la situazione è incredibilmente florida. La fase del girone unico della Champions League è stato chiuso al quarto posto con 16 punti, frutto di 1 singola sconfitta con il PSG per poi continuare indisturbati.

La stagione del Tottenham: lo spettro della Championship
La paura della retrocessione è pulsante. A fine stagione mancano 9 partite e oltre a Liverpool, Aston Villa e Chelsea, il Tottenham dovrà affrontare molti anche molte partite decisive per la lotta alla salvezza. Leeds e Nottingham Forest saranno scontri diretti per decidere chi potrà restare in Premier League. Questa stagione però ci ha insegnato a non aspettarci troppo dal Tottenham. Una retrocessione sarebbe disastroso per un club così importante. Certo, le voci interne non aiutano. Infatti sembra che la dirigenza consideri la panchina di Igor Tudor già traballante.
L’allenatore croato non solo non è ancora riuscito a portare a casa nemmeno 1 punto. Dopo la sua prima partita da allenatore degli Spurs, ha anche dichiarato ai microfoni che forse la dirigenza deve farsi delle serie domande sul futuro del club e i suoi reali obiettivi. Quasi a riprendere le parole di Antonio Conte di qualche anno fa. Anche se più gentilmente di quanto abbia fatto l’attuale mister del Napoli.
Le speranze in Champions
Se serve una prova che i calciatori si caricano ascoltando le note delle competizioni europee, basta guardare la stagione del Tottenham. Al contrario del campionato, qui la stagione si apre con una sconfitta, anche se ai rigori, contro il PSG in Supercoppa Europea. Nonostante questo, la squadra ne esce con una prestazione veramente solida, rischiando anche di portare a casa la coppa in un paio di occasioni.
Da qui in poi è tutto in discesa, come se i problemi della Premier restassero in Inghilterra. Certo, il gioco è diverso in Champions rispetto a qualsiasi campionato interno. Questo ha aiutato Frank a risalire la classifica generale assicurando al club un posto alla fase a eliminazione diretta senza passare dai Play-Off. Adesso però è il turno di Tudor. Il croato martedì si troverà in casa del Cholo. Anche l’argentino non si trova in una situazione florida, quindi attenzione alle insidie del doppio confronto. In caso di sconfitta, potrebbe realizzarsi l’idea della dirigenza e cambiare guida al club prima del ritorno in casa a Londra.

I nomi per il post-Tudor
Se la dirigenza pensa già alla sostituzione dell’ex-Juventus, i Tabloid hanno già fatto il loro lavoro. I giornali inglesi nelle passate settimane si è sbizzarrita a cercare indiscrezioni su possibili cambi di panchina ed eventuale data. Che sia ora oppure a giugno. La rosa dei nomi che interessano il club è scesa a due: Roberto de Zerbi e Thiago Motta. Entrambi sono allenatori che hanno bisogno di tempo per sviluppare le proprie idee. Entrambi saprebbero modellare bene il materiale tecnico a disposizione del club. La domanda è se i tifosi e la stessa dirigenza siano pronti a un’ennesima stagione fiacca, in vista di un possibile futuro più florido. Certo, una stagione fiacca e di metà classifica è meglio di rischiare la retrocessione ogni due domeniche.
Altri nomi che sono circolati ma che, almeno al momento, convincono meno, sono quelli di Dyche e Mason. Allenatori che già conoscono bene il campionato inglese e sanno come partire come si deve. Almeno sulla carta.
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