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Conferenza stampa Atalanta-Kairat, Sarri: “Non sento la pressione”

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Conferenza stampa Atalanta-Kairat, Sarri: “Non sento la pressione”

Atalanta, Sarri: “La squadra era depressa”. Scamacca, ritiro e leadership: “C’è chi può incidere di più”

L’Atalanta cerca una svolta dopo un periodo complicato. La sconfitta contro il Parma ha lasciato il segno, con la squadra chiamata a reagire immediatamente in Conference League. Alla vigilia della sfida contro il Kairat Almaty, Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sulla situazione dei nerazzurri, tra il ritiro deciso dalla società, le difficoltà caratteriali emerse nell’ultima partita e le condizioni di Gianluca Scamacca. Il tecnico ha affrontato anche il tema della propria posizione, ribadendo di sentire la fiducia del club, e ha individuato alcuni giocatori che potrebbero assumere un ruolo più importante all’interno del gruppo.

Atalanta, Sarri spiega il ritiro: “La decisione è stata giusta”

Il momento dell’Atalanta è delicato. La squadra arriva all’appuntamento europeo dopo una serie di risultati negativi e la pesante battuta d’arresto contro il Parma. La decisione di andare in ritiro è stata presa per provare a ricompattare l’ambiente e ritrovare quella solidità che, nelle ultime settimane, è venuta meno.

Sarri ha spiegato le motivazioni della scelta, sottolineando soprattutto l’importanza di trascorrere del tempo insieme, dentro e fuori dal campo: “È un modo per stare insieme, un modo per avere più rapporto con i giocatori, sia per quanto mi riguarda, sia per quanto riguarda il direttore. È un modo di avere colloqui collettivi e individuali con i ragazzi, di passare del tempo insieme anche senza parlare necessariamente di calcio, sempre e comunque”.

Il tecnico ha quindi difeso la decisione della società: “Penso che la decisione sia stata giusta, era un momento in cui bisognava fermarsi e stare insieme. Siamo tutti consapevoli delle difficoltà e stiamo lavorando per cercare di rendere il periodo difficile il più corto possibile”.

“Abbiamo fatto degli incontri individuali: poi il resto rimane all’interno dello spogliatoio. Dobbiamo sicuramente ricompattarci sempre di più”, ha aggiunto l’allenatore, mantenendo riservati i contenuti dei confronti avuti con i calciatori.

La fragilità dopo il Parma: “Negli spogliatoi c’era un’atmosfera di depressione”

Uno dei temi centrali della conferenza è stato inevitabilmente il crollo dell’Atalanta contro il Parma. Sarri ha distinto il rendimento della squadra nel primo tempo dalla reazione avuta dopo l’intervallo, individuando nella componente emotiva uno degli aspetti da correggere.

“Se parliamo di calcio, noi lunedì abbiamo fatto un ottimo primo tempo sotto tutti i punti di vista”, ha spiegato il tecnico ai microfoni di Sky Sport. Il problema, secondo Sarri, è arrivato successivamente, quando la squadra non è riuscita a reagire nel modo giusto.

“Poi bisogna parlare di qualcosa che non è calcio giocato, ma che sono delle reazioni emotive e caratteriali che riguardano il secondo tempo. Non è che un gol preso alla fine di un primo tempo fatto su buoni livelli ci aveva compromesso la partita, quindi bisogna rientrare in campo con un’altra decisione, con un’altra convinzione all’inizio del secondo tempo”.

L’allenatore ha poi utilizzato un’espressione significativa per descrivere il clima percepito all’interno dello spogliatoio: “Già alla fine del primo tempo negli spogliatoi c’era un’atmosfera di depressione e questo secondo me non era giusto”.

Un atteggiamento che Sarri vuole cambiare rapidamente. La squadra deve imparare a restare dentro le partite anche quando gli episodi diventano sfavorevoli, evitando di perdere certezze dopo un gol subito. “Non è più calcio, ma è un qualcosa che incide nelle partite quanto il calcio giocato”, ha sottolineato, evidenziando come la tenuta mentale possa diventare determinante tanto quanto la qualità tecnica.

Sarri e la fiducia della società: “Non sento la pressione”

Il momento negativo dell’Atalanta inevitabilmente mette sotto osservazione anche l’allenatore. Sarri, però, ha spiegato di aver ormai imparato a convivere con la pressione che accompagna il lavoro di un tecnico.

“Io tanti anni fa mi sono reso conto che noi siamo in discussione ogni tre giorni, quindi è un qualcosa con cui ho fatto i conti, l’ho accettato e oggi non mi fa più alcun tipo di pressione”, ha dichiarato a Sky Sport.

Il tecnico ha inoltre ribadito di percepire sostegno da parte della società: “All’interno della società vedo tutte le componenti che cercano di aiutare: danno fiducia e danno appoggio. In questo momento va bene così, sono contento di quello che vedo intorno”.

Sarri ha anche ammesso che una situazione simile non gli era mai capitata in carriera: “Altre situazioni come questa in carriera? Sicuramente no. Ne sono uscito con la coerenza, altri invece non ne sono uscito: fa parte del nostro lavoro e delle difficoltà. Ora sono più capace di affrontare queste situazioni”.

La priorità, comunque, resta il campo. L’Atalanta ha bisogno di ritrovare risultati e continuità, ma anche di dimostrare di poter mantenere la propria identità di gioco senza farsi condizionare dagli episodi.

Leadership nello spogliatoio: “C’è chi potrebbe incidere di più”

Sarri ha affrontato infine un tema importante per il futuro dell’Atalanta: la leadership. La squadra ha bisogno di personalità capaci di guidare il gruppo nei momenti difficili, soprattutto quando la partita prende una direzione sfavorevole.

Il tecnico ha individuato alcuni elementi che potrebbero assumere maggiori responsabilità: “Secondo me qualcuno potrebbe avere le caratteristiche per incidere di più sul gruppo, ci potrebbe essere”.

Non si tratta, però, di un processo immediato. Sarri ha spiegato che alcuni giocatori non sono ancora abituati a ricoprire questo ruolo: “Diciamo che sono giocatori che non sono abituati a farlo, e quindi dobbiamo fare un percorso step by step”.

L’allenatore è convinto che la crescita di questi elementi possa aiutare l’intera squadra: “Ci aiuterebbe, però cerchiamo di far crescere questi due o tre giocatori che hanno caratteristiche di personalità importanti e che potrebbero sicuramente dare qualcosa di più al gruppo”.

La sfida contro il Kairat Almaty diventa così un’occasione per provare a ripartire, anche se Sarri ha avvertito che l’avversario non va sottovalutato. I kazaki, negli ultimi mesi, hanno affrontato squadre di alto livello come Inter e Arsenal, perdendo soltanto di misura. “Bisogna uscire da luoghi comuni: adesso anche le nazioni che sembrano meno evolute dal punto di vista calcistico hanno avuto un’evoluzione feroce negli ultimi anni”, ha spiegato il tecnico. “È una squadra pericolosa”.

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