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Per quanto il Manchester United rimanderà il cambio allenatore?

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Per quanto il Manchester United rimanderà il cambio allenatore?

Una delle squadre più blasonate d’Europa è ormai irriconoscibile da diverso tempo. Alcuni direbbero da circa 13 anni, quando Sir Alex Ferguson ha dato l’addio come allenatore di calcio, in particolare, del Manchester United. I Red Devils in realtà hanno continuato per un pochino a giocare bene, valorizzare i calciatori e vincere. Almeno fino alla vittoria dell’Europa League con Mourinho sulla panchina. Poi però, il buio. Il club si è trasformato in un vortice che risucchia il talento dei propri giocatori e le energie di tutto lo staff tecnico che negli anni è passato da quelle parti.

Ultima vittima di questo buco nero è Michael Carrick. Se da calciatore è stato una leggenda per questi colori e per questa maglia, da allenatore è rimasto impantanato nella stessa palude di tutti gli altri. 

 

Da salvatore a incubo per i tifosi: la parabola discendete di Carrick

Micheal, in realtà, si è seduto sulla panchina del Manchester lo scorso gennaio. Dopo una prima parte di stagione terribile, come quasi tutte negli ultimi anni, la squadra aveva bisogno del più classico dei traghettatori. In società hanno pensato che non potesse esserci nessuno più adatto di un ex calciatore tanto vincente e tanto amato. In più, già qualche anno prima, Carrick era stato chiamato già come manager ad interim per un paio di partite. 

All’inizio la scommessa ha pagato: debutto vincente nel derby e vittoria contro la capolista Arsenal la settimana successiva. Addirittura qualificazione in Champions con diverse giornate d’anticipo. Tutto questo ha convinto la dirigenza a promuoverlo da semplice traghettatore ad allenatore in carica, prolungando il suo contratto fino al 2028.

Già dall’inizio di questa stagione, però, il giocattolo sembrava essersi rotto. Prestazioni terribili, sconfitte inspiegabili e calciatori che hanno iniziato a rendere molto meno di quanto facessero appena un paio di mesi prima. Tutto questo si è tradotto in pochissime vittorie, appena 1 in Premier e 1 in Champions, oltre a una classifica che, ancora una volta, porta il club sull’orlo del baratro. Nonostante la fiducia semi-incondizionata, questa volta la società ha deciso che le prossime partite saranno decisive. In particolare quella di Champions League contro la Roma. In caso di sconfitta con i giallorossi, Carrick avrebbe vita breve. Più o meno fino alla sosta per le nazionali di metà novembre. Una sosta che è molto vicina, c’è la partita di Champions, poi l’Aston Villa. La dirigenza United però, non si sta facendo attendere. Ci sono diversi nomi in ballo come possibile successore di Carrick.

Per quanto il Manchester United rimanderà il cambio allenatore?
Prendendo in considerazione la Premier League, in questa stagione Carrick ha totalizzato una media di 0,78 punti a partita. Media frutto di 4 sconfitte, 4 pareggi e 1 sola vittoria in campionato.

I possibili nomi come allenatore del Manchester United

Il più accreditato, soprattutto dai media inglesi, sembra essere Eddie Howe. L’ex allenatore del Newcastle è apprezzato per il suo stile di calcio moderno votato all’attacco. Una riaggressione alta quando si perde palla e una squadra che si muove insieme in entrambe le fasi del gioco. Voci di corridoio ci raccontano anche che Howe abbia studiato il club e i singoli in modo da essere pronto per un’eventuale chiamata dei Red Devils. Il problema di Howe? Il suo modo di giocare a calcio prevede un gruppo molto affiatato, anche nei movimenti. C’è bisogno che la squadra si muova all’unisono, soprattutto nel pressing, altrimenti si rischia l’imbracata ogni volta. Questa filosofia di gioco, dunque, avrebbe bisogno di tempo per poter essere efficace. Tempo che il nuovo allenatore del Manchester United potrebbe non avere a disposizione.

Le altre opzioni, anche se meno battute dalla stampa d’oltremanica, vedono Julian Nagelsmann e Antonio Conte. Il tedesco è molto bene visto per la sua capacità di rivitalizzare i calciatori e valorizzare i giovani del vivaio. Possibilità concreta se si pensa al prossimo baby fenomeno del calcio europeo, JJ Gabriel, che già ha dato segni di voler abbandonare il club. 

L’opzione Conte

Conte invece sarebbe ideale per la situazione della squadra. Sappiamo come Antonio ami prendere in mano club in situazioni difficili per riportarli in alto, tornando a vincere. Per lui però, ci sono due problemi. Intanto la sua ultima esperienza in Inghilterra non è finita bene. Al Tottenham ancora vibrano le pareti della sala stampa dopo quella conferenza infuocata nella quale, in soldoni, ha dichiarato che “Qui non si vince mai e la colpa è sempre degli allenatori“. Inoltre Antonio è anche nel novero di allenatori in lizza per la panchina della Juventus in caso di esonero di Spalletti e il Manchester United potrebbe rimanere a secco se dovesse sceglierlo per poi essere rifiutato.

Un brutto momento questo per essere tifoso dei Red Devils. Un brutto momento molto lungo che dura da quasi 10 anni. Tutti quanti sperano però che questo momentaccio possa finire al più presto. Quantomeno per riportare una nobile del calcio a competere per ciò che merita.

 

 

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