
Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa prima della sfida al Monza di Ivan Juric nel prossimo turno di Serie A.
La Lazio di Rino Gattuso si prepara a tornare in campo dopo la sosta per le nazionali con l’obiettivo di dare continuità a un avvio di stagione decisamente positivo. I biancocelesti, arrivati a quota 13 punti in classifica, ospiteranno il Monza domenica alle 15:00 allo stadio Olimpico, in una partita che nasconde più insidie di quanto possa suggerire la posizione delle due squadre. In conferenza stampa, l’allenatore ha affrontato diversi temi, dalle condizioni degli indisponibili alle possibili scelte in attacco, passando per le parole dedicate a Davide Frattesi e Nuno Tavares. La notizia più rilevante riguarda Albert Gudmundsson, che dovrà indossare ancora il tutore alla spalla per 10-12 giorni prima di una nuova valutazione. Per il resto, Gattuso ha confermato di essere soddisfatto del lavoro svolto durante la pausa e della condizione mostrata dai giocatori rientrati dalle nazionali.
Lazio-Monza, Gudmundsson, ancora tutore alla spalla: brutte notizie per Gattuso
L’aggiornamento più atteso riguarda Gudmundsson, alle prese con il problema alla spalla che lo tiene lontano dal campo. Gattuso ha preferito non sbilanciarsi su una data precisa per il ritorno, spiegando che la valutazione dei tempi di recupero spetta soprattutto allo staff medico. Il tecnico ha però fornito un’indicazione concreta: il giocatore dovrà rimanere con il tutore ancora per 10-12 giorni, dopodiché sarà possibile capire meglio come proseguirà il percorso di recupero.
Una precisazione importante, perché non basta la fine del periodo con il tutore per considerare automaticamente il calciatore pronto a tornare in campo. Saranno necessari ulteriori controlli e una valutazione delle condizioni fisiche prima di stabilire quando potrà riprendere ad allenarsi regolarmente e tornare a disposizione. Gattuso ha anche ricordato che la speranza di recuperare Marusic in anticipo non si è concretizzata, mentre per gli altri indisponibili il percorso sta procedendo secondo le tempistiche previste.
Pinamonti, Gattuso non si sbilancia: “Le decisioni stanno a me”
Uno dei temi centrali della conferenza è stato quello delle scelte offensive. Gattuso ha parlato direttamente della situazione di Pinamonti, spiegando di essere contento di come si sta allenando e dei progressi mostrati nelle ultime settimane. L’allenatore ha però voluto allargare il discorso all’intero reparto, ricordando che tutti i giocatori devono restare tranquilli e che il suo obiettivo è concedere spazio a ciascuno nel corso della stagione.
Il tecnico ha chiarito che la disponibilità di più alternative comporta inevitabilmente delle decisioni da prendere. Non è possibile accontentare tutti in ogni partita, ma il minutaggio dovrà essere distribuito nel modo più funzionale possibile alle esigenze della squadra. Le parole su Pinamonti sono positive e confermano che l’attaccante sta lavorando nella direzione giusta, senza tuttavia rappresentare una garanzia sulla sua titolarità contro il Monza.
Frattesi, Gattuso racconta il retroscena: “L’ho spinto a fare questa scelta”
Tra i passaggi più interessanti della conferenza ci sono quelli dedicati a Davide Frattesi. Gattuso ha raccontato di aver avuto con lui un rapporto diretto già ai tempi della Nazionale, spiegando di aver sempre cercato di essere sincero nei confronti dei propri giocatori. Secondo l’allenatore, il centrocampista possiede qualità e caratteristiche che non hanno bisogno di essere dimostrate, anche se per un periodo aveva perso un po’ di slancio.
Il tecnico ha poi rivelato di averlo spinto a prendere la decisione di raggiungere la Lazio, sottolineando che non si trattava di una scelta obbligata. Il confronto tra i due è stato quindi importante per convincere il giocatore a intraprendere questo percorso, con Gattuso che ha ribadito la propria disponibilità a parlare apertamente con tutti i componenti della rosa.
Le dichiarazioni sono state anche l’occasione per spiegare il suo modo di gestire il gruppo. Gattuso ha raccontato di non essere una persona che porta rancore e di apprezzare soprattutto l’onestà e l’intelligenza nei rapporti professionali. Allo stesso tempo, ha ammesso di essere esigente quando si scende in campo: se un giocatore non è nelle condizioni di allenarsi al meglio per problemi personali o per altri motivi, preferisce affrontare la situazione direttamente, anche concedendogli uno o due giorni di pausa.
Cataldi è tornato in gruppo, Marusic deve ancora aspettare
Sul fronte degli infortunati, la notizia positiva riguarda Danilo Cataldi. Gattuso ha spiegato che il centrocampista si allena con la squadra da cinque o sei giorni, un’indicazione che conferma i progressi del suo recupero. Il tecnico non ha fornito una garanzia sul suo impiego dal primo minuto, ma il ritorno al lavoro con il gruppo rappresenta un passo avanti rispetto alla fase precedente.
Diverso il discorso per Marusic. Lo staff sperava di poterlo recuperare prima, ma il percorso non ha seguito le tempistiche inizialmente auspicate. Gattuso ha preferito non entrare in dettagli medici e ha ricordato di aver già diffuso un aggiornamento ufficiale sulle condizioni dei giocatori. L’allenatore ha sottolineato che sarebbe opportuno lasciare allo staff sanitario il compito di spiegare in maniera approfondita le diverse fasi dei recuperi.
Provstgaard sta bene, Pellegrini resta un caso societario
Gattuso ha fornito indicazioni anche su Provstgaard, rassicurando sulle sue condizioni. Il tecnico ha scherzato sulla sua resistenza fisica, definendolo un giocatore dal fisico da “Iron Man”, e ha ricordato che ha accumulato un minutaggio molto elevato. Nonostante il carico di lavoro, il difensore si è allenato regolarmente e si è presentato in buone condizioni alla vigilia della partita.
Resta invece aperta la situazione di Luca Pellegrini. Gattuso ha spiegato di parlare con lui come fa con tutti gli altri calciatori, ma ha chiarito che la decisione sulla sua eventuale integrazione rientra nelle competenze della società.
Nuno Tavares, il talento non basta: Gattuso chiede lavoro e umiltà
Un altro passaggio significativo riguarda Nuno Tavares e, più in generale, il modo in cui Gattuso interpreta il rapporto tra talento e applicazione. L’allenatore ha spiegato di non apprezzare i giocatori che possiedono grandi qualità ma pensano di non dover più migliorare. Nel corso della propria carriera, ha raccontato di aver conosciuto molti campioni e di aver condiviso il campo con diversi vincitori del Pallone d’Oro: un’esperienza che gli ha insegnato quanto l’umiltà e il lavoro quotidiano possano fare la differenza.
Il tecnico non ha voluto limitare il discorso al singolo giocatore, ma ha utilizzato l’esempio per ribadire un concetto che considera fondamentale per la crescita della Lazio. A suo giudizio, avere talento non basta se poi ci si limita a svolgere il compitino, senza cercare di migliorare e senza mettere le proprie qualità al servizio della squadra.
Gattuso avvisa il Monza: “Sembra una partita facile, ma non sarà così”
Passando alla partita, l’allenatore ha voluto allontanare qualsiasi rischio di sottovalutazione. Il Monza viene descritto come una squadra giovane, coraggiosa e capace di aggredire gli avversari con intensità. Secondo Gattuso, i biancorossi non hanno paura di andare a prendere gli avversari e possono mettere in difficoltà chi non riesce a leggere rapidamente le situazioni di gioco.
Per questo la Lazio dovrà farsi trovare pronta dal punto di vista mentale, evitando di concedere tempo e spazio alla pressione avversaria. Gattuso ha spiegato che non considera centrale la percentuale di possesso palla: la priorità sarà cercare di conquistare il pallone e attaccare in avanti, senza rifugiarsi in un palleggio sterile o eccessivamente prudente.
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