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Crisi Juventus: John Elkann, ne avessi azzeccata una di scelta!

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Crisi Juventus: John Elkann, ne avessi azzeccata una di scelta!

La crisi della Juventus adesso è totale dopo la disfatta di Genova e sotto accusa dei tifosi oltre ai giocatori, a mister Spalletti, finisce anche il proprietario, John Elkann. Il patron bianconero, erede Agnelli e proprietario della holding Exor, ha preso in mano la gestione del club (seppur attualmente affidata a Gianluca Ferrero), ma non è stato in grado di risollevare la Juventus. 

La crisi della Juventus parte dal vertice. Le scelte di John Elkann pesano

Ricapitolando. John Elkann ha preso in mano la situazione della Juventus dopo l’addio di Andrea Agnelli dalla presidenza bianconera, scegliendo i suoi uomini fidati (Ferrero e Scanavino) per riparare la situazione. Parliamo dunque dal gennaio 2023. Si sono susseguite due penalizzazioni (in Serie A e l’esclusione dalle Coppe Europee); qualificazioni in Champions League risicate; quattro dirigenze; quattro allenatori (forse cinque a breve); un solo trofeo; tante delusioni. Se si contano anche quelle della Ferrari, allora ci sarebbe da sprofondare in un mare di lacrime.

Per carità, si parla di risultati sportivi. A livello aziendale la Juventus nel mondo extracalcistico fa scuola ed è un modello da prendere esempio. Basti pensare allo stadio di proprietà, lo sviluppo della squadra femminile e della Next Gen. Torniamo però al campo, che probabilmente non è di sua competenza. Dopo Cherubini e Manna, adesso al Parma, la gestione è stata affidata nell’ordine a Giuntoli, Comolli e adesso Carnevali-Massara. Escludendo il duo appena arrivato, che ha dovuto lavorare con delle macerie e una situazione finanziaria delicata, la progettazione è stata fallimentare.

Anche a livello diplomatico i tifosi non hanno tollerato il silenzio dopo i torti subiti, che siano arbitrali, che siano giudiziari. Anche nel 2006 era accaduto qualcosa di simile con Calciopoli. Certo, dietro ci sono finanziamenti e aumenti di capitale per aiutare la società, ma non basta. Elkann attualmente non sembra essere la persone più adatta per gestire il club. L’ennesima tragedia sportiva si sta rivelando nella scelta di affidare a Spalletti (almeno nei fatti è così) la guida tecnica del nuovo progetto. L’allenatore ha scavalcato addirittura un dirigente sportivo e ne ha pagato le spese Damien Comolli. La scelta di confermare Spalletti è stata di Elkann.

Sembra di vedere il Gerry Cardinale degli scorsi anni quasi sempre lontano dalla situazione. Eppure adesso Cardinale è più presente a Milanello. In questa società nessuno ci mette la faccia. Carnevali e Massara possono fare poco. Chiellini attualmente risulta scomparso. Se non va nemmeno Ferrero, chi è che ci mette la faccia per spiegare ai tifosi cosa sta accadendo? Piccolo esempio: Andrea Agnelli è sempre stato presente in questi casi. Basti pensare ad Haifa dopo la sconfitta per 2-0 contro il Maccabi. A parte il rinnovo di Yildiz, molte scelte sono inspiegabili. Parliamo di una Juventus che non ha identità, non trasmette la fame che l’ha sempre contraddistinta e soprattutto manca il Made in Italy.

Nessuno, a parte Chiellini e Pessotto, in questa società possono trasmettere i veri valori di un club che per anni ha dominato la scena del calcio. Dopo questo ennesimo fallimento, John è meglio farsi da parte. Il nonno, l’Avvocato, almeno era una presenza fissa al Delle Alpi – anche nei momenti difficili.

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