Le pagelle di Celtic-Milan: Ibra sottotono, la risolvono i giovani

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Dopo una striscia di 20 risultati utili consecutivi, il Milan di Stefano Pioli si presenta a Glasgow, voglioso di andare a conquistare la vittoria. Grazie ai tre turni preliminari superati, anche se con qualche brivido di troppo, i rossoneri possono tornare a disputare la fase a gironi di una competizione europea. Ecco quindi, qui di seguito, le pagelle di Celtic-Milan, non prima però di una breve sintesi.

Gara dai ritmi bassi, tenuta sempre in mano dalla squadra milanese, abile ad imbrigliare un poco brillante Celtic. La squadra di Lennon, infatti, nella prima frazione di gioco sembra sempre spenta e priva di idee. Tatticamente il Milan è retto dalle larghe spalle del proprio centravanti, Zlatan Ibrahimovic, quasi regista avanzato, più che prima punta. Dal canto proprio i Bhoys non riescono mai ad innescare né Griffiths né Ajeti e creano ben poche occasioni da gol.

Sbloccano il risultati i Diavoli, al 14′, con una gran incursione di Krunic, schierato alle spalle della punta rossonera. Raddoppia mezz’ora più tardi Brahim Diaz, autore di una prestazione ad intermittenza. La partita si vivacizza durante la ripresa quando Lennon decide di cambiare approccio tattico: dal 3-5-2 passa ad un 4-2-3-1 che costringe la squadra di Pioli ad abbassarsi e a lasciare più spazi di manovra agli avversari.

I cattolici di Glasgow riusciranno a trovare la momentanea rete della speranza, ma le loro ambizioni di raggiungere il pareggio sono spente dal debuttante Jens Petter Hauge che, a pochi istanti dal fischio finale, timbra il definitivo 3-1.

Le pagelle di Celtic-Milan

Arbitro: Matej Jug 6,5 – L’arbitro sloveno è autore di una prova decisamente sufficiente. Il Celtic, padrone di casa, è squadra dalle personalità forti e predisposta ad un calcio molto fisico. I ragazzi di Lennon, però, sono ben contenuti dal direttore di gara, che frena sul nascere i possibili attriti. Il fischietto di Tolmino tiene sempre nelle proprie mani le redini dell’incontro e la partita non gli sfugge mai di mano. Puntuale e deciso, riesce a farsi rispettare e sono davvero poche, se non nulle, le decisioni che gli si possono contestare.

Pagelle Celtic

Barkas 5,5 – Il portiere del Celtic è chiamato alla parata poche volte. Il Milan arriva dalle sue parti nelle azioni decisive e concretizza le occasioni da rete. Sul gol di Krunic potrebbe far di più, non essendo teso il cross di Castillejo e potendo tentare l’uscita alta. Sul piazzato di Brahim Diaz e a tu-per-tu con Hauge può ben poco.

Ajer 6 – A difesa schierata il roccioso centrale bianco-verde non demerita. Prestazione al limite della sufficienza ma fa intravedere anche la sua voglia di emergere. In impostazione dà una mano allo scarno centrocampo scozzese e nell’uno contro uno è un ostico avversario per i calciatori milanisti. Mezzo voto in meno, nonostante alcune incursioni offensive, per la sbavatura in area nell’occasione del vantaggio di Krunic.

Duffy 5 – L’irlandese è troppo macchinoso per essere vero. Sul secondo gol del Milan, complice anche lo scontro con il compagno McGregor, non riesce ad ostacolare Brahim Diaz. Sulla rete che chiude la partita, invece, si fa trovare totalmente impreparato. Al posto di compiere la diagonale per chiudere Hauge, si gira irrimediabilmente di schiena e perde il tempo per intervenire, spianando la via della rete e della vittoria al Milan.

Welsh 5 – Come il sopracitato compagno di reparto, è troppo compassato. Addirittura, all’inizio del secondo tempo, Lennon è costretto a sostituirlo. Dal suo lato agiscono Brahim Diaz e Theo Hernandez, non certo avversari semplici, ma il centrale scozzese si fa trovare impreparato (46′ Elyounoussi 6,5 – Dal suo ingresso in campo, la partita ha una leggera svolta a favore degli scozzesi. Crea almeno un paio di palle gol e comunque tiene impegnata la retroguardia avversaria con delle buone trame offensive. Al 76′ pesca il jolly e trova il gol del momentaneo 1-2, con un bello stacco di testa).

Laxalt 5,5 – L’ex della partita parte forte ma nel lungo periodo si spegne. Crea qualche grattacapo a Dalot, quando ancora il terzino rossonero sta prendendo le misure con campo e compagni. Ingaggia duelli in velocità, il suo punto forte, ma viene marcato a vista e grandemente limitato (77′ Taylor S.V. – Non c’è abbastanza tempo per vedere all’opera il centrocampista scozzese. Unica nota la chiusura in anticipo di Leao a centro area).

McGregor 5 – Il centrocampo del Celtic non gira, non riesce mai a mettere in difficoltà la coppia Kessié-Tonali, pur in superiorità numerica. Colpevole la chiusura del 42 sul gol di Brahim Diaz quando, goffamente, si scontra con Duffy e lascia il tempo di calciare al trequartista rossonero.

Brown 5,5 – Capitano di una squadra mai davvero in partita, condottiero di un gruppo di calciatori che sembrano lontani dalla forma dei tempi migliori. Eppure, si sa, Scott Brown è il capitano storico del Celtic e non ci sta a capitolare in fretta. Lotta su tutti i palloni e dove non arrivano i piedi prova ad inserire la cattiveria agonistica (64′ Rogic 6 – Propizia l’angolo dal quale il Celtic trova il suo unico gol. Tiro da fuori area che si stampa sul muro italiano, palla che scivola in corner e successiva rete che riapre il match. Buon impatto e maggiori i rischi creati dall’australiano, rispetto a quelli del compagno sostituito).

Ntcham 6 – Unico giocatore che si salva nel primo tempo insufficiente del Celtic. Al 5′ è proprio lui che sporca i guantoni di Donnarumma con un violento tiro da fuori. Sempre l’ex-Genoa è l’unico che fisicamente regge lo scontro con Kessié e che, contemporaneamente, sembra avere qualche idea propositiva.

Frimpong 7 – Sembra un voto azzardato, all’occhio dell’osservatore poco attento. Eppure, la prova del giovane ragazzo olandese, stupisce davvero tutti. In fase offensiva, nella prima frazione, spaventa più volte Theo Hernandez (non proprio un novellino), puntandolo e crossando al centro. La sfida riesce a reggerla praticamente sempre anche in fase di copertura e si adatta anche a fare il terzino, nel secondo tempo. Abbassato il raggio d’azione, però, il diciannovenne trova spazio per farsi vedere in avanti. Una vera rivelazione.

Ajeti 5 – Nel primo tempo è praticamente inesistente, mai cercato e mai servito dai compagni di squadra. Romagnoli e Kjaer lo annullano, come fanno del resto anche con il compagno di reparto Griffiths. E’ lasciato in campo fino al 77′ ed infatti nel secondo tempo è complice delle timida ripresa dei Bhoys (77′ Klimala S.V.).

Griffiths 4,5 – Non ha palloni giocabili, è totalmente messo in ombra dalla prepotenza fisica dei due centrali rossoneri. Lennon non gli concede più di 45′ e, con il senno di poi, effettivamente non ne ha tutti i torti (45′ Christie 6,5 – Entra e dà la svolta, insieme al compagno Elyounoussi. Tre le occasioni tentate e create dal centrocampista con la maglia 17. E’ però la quarta quella vincente: al 76′, dalla bandierina, trova la testa di Elyounoussi, che insacca la rete che accorcia le distanze).

Allenatore: Lennon 6 – Non si può parlare di bocciatura per il tecnico scozzese. Sembra davvero che il materiale tecnico a sua disposizione sia ben poco. Elyounoussi e Christie cercano di dare la svolta ma non sono né precisi né pienamente convincenti. Il Milan domina e la sua squadra soffre moltissimo l’assenza del pubblico, vero dodicesimo uomo e trascinatore di questo Club.

Le pagelle di Celtic-Milan: Ibra sottotono, la risolvono i giovani

Pagelle Milan

Donnarumma 6 – Partita tranquilla per il giovane ma veterano portiere della Nazionale. Niente rischi, gestisce anche qualche volta il possesso del Milan, quando la sua squadra decide di ricostruire dal basso. Incolpevole sul gol da calcio d’angolo di Elyounoussi.

Dalot 6,5 – Agisce sulla destra, sulla stessa fascia di Castillejo. Proprio da una loro combinazione scaturisce il gol del vantaggio rossonero. Gioca una partita di sostanza e solidità, limitando le “sgroppate” di Laxalt. Lascia negli occhi una prestazione convincente al suo esordio in maglia Milan.

Romagnoli 6,5 – Partita sempre sotto controllo per il centrale italiano. Mai messo in difficoltà dall’attacco scozzese, occupa la sua posizione ed annulla totalmente Griffiths e Ajeti.

Kjaer 6,5 – Come per il compagno di reparto, la gara viaggia su binari ben conosciuti. Nessuna sbavatura ma, anzi, grande solidità ed efficienza sia in fase di copertura che in quella di costruzione.

Theo Hernandez 6,5 – Si potrebbe anche prendere la scena, quando al 42′ galoppa sulla sinistra e offre un assist al bacio per Brahim Diaz, invece soffre un po’ troppo le offensive del giovane Frimpong. Non solo corsa, però, nel bagaglio del francese: preso in contropiede dalle prestazioni del diretto avversario, a lungo termine gli prende le misure e lo riesce a limitare.

Tonali 5 – Sottotono la prova del classe 2000. Comprensibile l’emozione e la pressione che deve sopportare, soprattutto all’inizio della gara. I 10′ iniziali sono un incubo, dal quale però riesce ad uscire e ad ingranare. Discreta la fase di costruzione: grava però un po’ troppo sulle spalle di Kessiè. In interdizione non gli vengono chiesti gli straordinari ma perde clamorosamente il duello con Elyounoussi in area, causando indirettamente il gol dell’1-2 avversario. Rimandata la prestazione del giovane bresciano che ha dalla sua le attenuanti dell’inesperienza e della giovane età. 

Kessiè 7 – Giganteggia in mezzo al campo di Glasgow. Nonostante la superiorità avversaria in mediana, l’ivoriano tiene a bada le offensive del Celtic e pulisce numerosi palloni in uscita. Creatore di gioco ed interdizionista di classe sopraffina, il classe ’96 merita gli elogi di Pioli e la palma di migliore in campo (66′ Bennacer 7 – Qualità e quantità in mezzo al campo, quella portata dall’algerino. Recupera i palloni ed è un vero metronomo in mediana. Detta i tempi e gli spazi per gli inserimenti dei compagni e, da una sua triangolazione, nasce il gol del definitivo 3-1.).

Krunic 6,5 – Notevole il gol che apre le marcature. Nascendo mezzala, il ruolo di trequartista sembra gli possa stare un po’ stretto. In realtà, però, si destreggia bene alle spalle di Ibrahimovic, trovando anche un bellissimo gol di testa. Premiato da Pioli, gioca con continuità per 90′.

Castillejo 6,5 – Piena sufficienza per l’ex-Villareal: inizia subito forte, ricevendo un buon pallone da Dalot e pescando alla perfezione l’inserimento di Krunic a centro area. Partita composta e concreta da parte del laterale spagnolo che fa sorridere Pioli ed i tifosi rossoneri (79′ Saelemaekers 6,5 – Stesso voto del compagno sostituito: bastano pochi minuti al numero 56 per trovare l’assist vincente e per mandare in porta Hauge. Grande impatto sulla gara.

Brahim Diaz 6 – Dopo la maglia da titolare a Crotone, il canterano del Real Madrid parte negli undici titolari al fianco di Ibrahimovic. Si accende ad intermittenza e trova la via della porta soltanto una volta che ha accentrato la propria posizione. Al 42′ segna il gol del raddoppio: il giovane spagnolo sfrutta la discesa sulla sinistra di Theo Hernandez, si accentra, riceve palla e con un dribbling secco beffa Duffy e McGregor, andando a bucare la rete di Barkas (79′ Hauge 7 – Entra in campo e Pioli sembra lo faccia subentrare per poter concedergli l’esordio in maglia rossonera. Il giovane norvegese, però, non si accontenta e, prima detta una gran linea di passaggio a Saelemaekers, poi si getta alle spalle di Duffy e batte Barkas. Che inizio avventura da sogno).

Ibrahimovic 6 – Zlatan è il cervello offensivo del Milan. Regge sulle sue spalle il peso dell’attacco rossonero ma stasera sembra più appannato rispetto alla prestazione offerta sabato sera. Pochi i palloni giocabili servitigli sui piedi e pochi i lampi di genio da parte del fuoriclasse svedese. E’ lui che innesca Theo Hernandez nell’occasione del 2-0 (66′ Leao 5,5 – Potrebbe entrare e dare la svolta con i suoi strappi in velocità. In realtà, però, non si accende mai e non illumina la notte di Glasgow. Nell’unica opportunità che ha, si fa anticipare da Taylor).

Allenatore: Pioli 7– Il mister rossonero trova la prima vittoria europea sulla panchina della gloriosa società milanese. Prepara la partita in modo egregio, schierando anche qualche calciatore che solitamente siede in panchina. Il campo gli dà ragione, i cambi anche! Saelemaekers e Hauge, lanciati a 10′ dalla fine, regalano il gol della sicurezza.

Le pagelle di Celtic-Milan: Ibra sottotono, la risolvono i giovani

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