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L’Inter vola ma Chivu sembra nervoso: ora il tecnico evita la conferenza pre Roma

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L’Inter vola ma Chivu sembra nervoso: ora il tecnico evita la conferenza pre Roma

Roma-Inter, Chivu sceglie il silenzio: Gasperini parla, il tecnico nerazzurro si “nasconde”.

Roma-Inter non è ancora iniziata, ma il big match dell’Olimpico ha già prodotto il primo confronto, questa volta fuori dal campo. Da una parte Gian Piero Gasperini, che alla vigilia ha regolarmente incontrato i giornalisti a Trigoria e ha parlato della sfida contro l’Inter senza sottrarsi alle domande. Dall’altra Cristian Chivu, che ha scelto una strada completamente diversa: niente conferenza stampa e nessuna dichiarazione alla vigilia della partita. Una decisione particolare, soprattutto considerando il peso dell’appuntamento e il fatto che per l’allenatore nerazzurro si tratta della prima rinuncia a una conferenza pre-partita in questa stagione.

Inter, niente conferenza stampa per Chivu

La scelta, naturalmente, può essere interpretata in diversi modi. Il silenzio di Chivu potrebbe essere semplicemente una decisione strategica per evitare distrazioni, non alimentare polemiche e arrivare alla partita con il gruppo concentrato esclusivamente sul campo. Non ci sono dichiarazioni ufficiali che permettano di stabilire con certezza il motivo della scelta e sarebbe quindi sbagliato trasformare un’assenza in qualcosa di più grande. Ma è inevitabile che faccia discutere, soprattutto perché dall’altra parte Gasperini ha fatto esattamente l’opposto: si è presentato davanti ai cronisti, ha analizzato l’avversario, ha riconosciuto la forza dell’Inter e ha parlato apertamente dell’importanza della sfida.

Gasperini parla, Chivu no: due modi opposti di vivere la vigilia

Il contrasto è evidente. Gasperini ha definitoRoma-Inter un appuntamento importante, figlio di un avvio di stagione positivo per entrambe le squadre, invitando però l’ambiente a non trasformarlo già in una partita decisiva per lo scudetto. Il tecnico giallorosso ha riconosciuto nell’Inter la squadra di riferimento del campionato per risultati e continuità, ma allo stesso tempo ha sottolineato l’ambizione della Roma di provare a competere con i nerazzurri.

Chivu, invece, ha preferito non alimentare il racconto della partita. Una scelta che arriva proprio nel momento in cui l’Inter si trova davanti a uno dei primi grandi esami della stagione. Dopo quattro giornate, Roma e Inter sono infatti appaiate in vetta alla classifica con 12 punti e sono ancora a punteggio pieno. I nerazzurri arrivano inoltre a questa sfida dopo una spettacolare rimonta contro l’Udinese, battuta 5-3 a San Siro dopo essere andata sotto di due gol. La Roma, invece, ha superato 2-0 il Torino, centrando la quarta vittoria consecutiva.

Una scelta anche comprensibile, ma che fa rumore

Soprattutto quando l’avversario è una squadra allenata da un tecnico esperto come Gasperini, che conosce bene il valore delle parole e delle dinamiche che si possono creare intorno a una partita.

In questo senso Chivu potrebbe semplicemente aver scelto di proteggere il gruppo. Nessuna domanda sui ballottaggi, nessuna discussione sul sistema di gioco, nessuna domanda sui singoli e soprattutto nessuna ulteriore occasione per tornare sulle polemiche delle ultime settimane. Una sorta di “parliamo in campo”, insomma.

Eppure il tempismo resta curioso. Perché Chivu non è stato particolarmente silenzioso nelle conferenze precedenti. Anzi, in alcune occasioni le sue risposte hanno attirato l’attenzione proprio per il tono deciso utilizzato nei confronti dei giornalisti.

Il caso dei portieri: Chivu aveva già alzato la voce

Il tema più evidente è quello dei portieri. Dopo gli errori di Josep Martinez, Chivu ha mostrato una difesa molto forte nei confronti dello spagnolo. Dopo la vittoria contro l’Udinese, arrivata nonostante i tre gol subiti, il tecnico ha respinto l’idea che il portiere rappresenti un problema per l’Inter, ricordando anche quanto accaduto nella stagione precedente con Yann Sommer.

Il passaggio più netto è arrivato quando Chivu ha detto di essere disposto a difendere Martinez “fino alla morte”, chiedendo inoltre ai giornalisti di non trasformare ogni settimana la questione dei portieri in un caso. Il tecnico ha ribadito che l’Inter non ha problemi nel ruolo e che anche Ivan Provedel, arrivato per giocarsi le proprie carte, avrà la sua occasione, non per una concessione ma perché se la meriterà.

È un atteggiamento comprensibile dal punto di vista dell’allenatore. Proteggere un giocatore dopo un errore può essere una precisa scelta di gestione del gruppo. Ma il modo in cui Chivu ha risposto alle domande ha dato l’impressione di un allenatore particolarmente infastidito dalla discussione.

Anche sui big match qualche risposta è sembrata piccata

Lo stesso discorso si può fare quando nelle conferenze si è iniziato a parlare dei big match e della capacità dell’Inter di essere all’altezza delle grandi sfide. Chivu ha più volte cercato di riportare il discorso sul lavoro quotidiano, sulla necessità di migliorare e sul fatto che una squadra perfetta non esista.

Dopo la vittoria contro l’Udinese, ad esempio, ha sottolineato proprio questo concetto: l’Inter non è perfetta e non vuole esserlo, perché ci sono ancora margini di crescita. Ma allo stesso tempo ha ricordato che la squadra ha una propria identità e che anche una partita complicata come quella contro la Roma deve essere affrontata senza perdere i propri principi.

Il problema, semmai, è il tono. In alcune occasioni è sembrato quasi che Chivu dovesse difendersi da domande che, considerando il rendimento della sua squadra, non rappresentavano necessariamente un attacco. L’Inter aveva infatti vinto tutte le prime quattro partite di campionato, segnando 13 gol e arrivando al big match con la Roma da capolista a punteggio pieno.

Da questo punto di vista, qualche risposta particolarmente secca ha fatto sorgere una domanda: perché tutta questa tensione quando i risultati stanno andando così bene?

Chivu, una tensione difficile da spiegare con la classifica

Ed è forse questo l’aspetto più curioso della vicenda. Se l’Inter fosse reduce da quattro partite senza vittorie, da una crisi interna o da risultati deludenti, un atteggiamento più nervoso davanti alle domande potrebbe essere facilmente collegato alla pressione del momento. Ma non è questo il caso.

L’Inter ha 12 punti, ha il miglior attacco del campionato insieme alla Roma, ha rimontato l’Udinese da 0-2 a 5-3 e si presenta all’Olimpico per giocarsi il primo posto contro una Roma che ha lo stesso percorso perfetto. Persino dopo la rimonta subita nei primi minuti contro l’Udinese, Chivu ha parlato della reazione della squadra come di un segnale di carattere, pur riconoscendo gli aspetti da migliorare.

Per questo le sue risposte più piccate hanno fatto un certo effetto. Non perché un allenatore non abbia il diritto di difendere i propri giocatori o di essere infastidito da una domanda, ma perché il contesto racconta una squadra che, almeno dal punto di vista dei risultati, non avrebbe bisogno di vivere ogni osservazione come una possibile critica.

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