
Ruben Amorim, allenatore del Milan, ha parlato dopo la disastrosa sconfitta aSan Siro contro il Benfica di Marco Silva.
Il debutto europeo del Milan di Rúben Amorim si chiude con una sconfitta per 2-0 contro il Benfica e con diversi interrogativi che l’allenatore portoghese non ha nascosto al termine della partita. Il risultato non è stato l’unico elemento analizzato dal tecnico rossonero, che nel post partita ha parlato a lungo delle difficoltà mostrate dalla squadra, soffermandosi soprattutto sulla gestione del possesso, sulla poca incisività negli ultimi metri e sulla fragilità mostrata nei momenti successivi ai gol subiti. Un’analisi piuttosto lucida, nella quale Amorim ha riconosciuto che il Milan ha ancora molto lavoro da fare per trasformare le proprie idee in automatismi concreti.
La prima considerazione dell’allenatore riguarda proprio uno degli aspetti che dovrebbe rappresentare una base del suo calcio: il possesso del pallone. Il Milan riesce spesso a tenere la palla, ma non sempre questo controllo si traduce in occasioni o in una reale capacità di mettere in difficoltà l’avversario. Anzi, secondo Amorim, in alcune situazioni è proprio il Milan a creare problemi a se stesso quando è in possesso. La squadra prova a costruire, cerca di sviluppare gli automatismi richiesti dal nuovo allenatore, ma negli ultimi metri manca ancora qualcosa. Il possesso, insomma, rischia di diventare fine a se stesso quando non è accompagnato da movimenti, qualità e imprevedibilità.
Amorim: “Stiamo cercando di creare automatismi, ma non creiamo”
Il concetto espresso da Amorim dopo la gara. Il problema, quindi, non sembra essere esclusivamente legato alla quantità di palloni giocati, ma a ciò che il Milan riesce a produrre una volta arrivato nella metà campo avversaria. La squadra può anche avere il controllo territoriale per diversi minuti, ma se i movimenti senza palla non accompagnano la manovra, il Benfica riesce a difendersi senza dover affrontare situazioni particolarmente complicate. È un aspetto sul quale il tecnico dovrà intervenire, soprattutto perché il suo sistema necessita di giocatori capaci di muoversi continuamente tra le linee e attaccare gli spazi.
Il problema della profondità
Uno dei passaggi più interessanti dell’analisi di Amorim riguarda proprio la profondità. Il tecnico ha sottolineato come, soprattutto nel primo tempo, mancassero quasi completamente i movimenti alle spalle della difesa del Benfica. Un problema che ha avuto conseguenze anche sul lavoro dei trequartisti. Senza giocatori pronti ad attaccare lo spazio, infatti, chi riceve palla tra le linee ha meno possibilità di trovare campo e viene più facilmente chiuso dagli avversari.
È una dinamica che aiuta a spiegare anche alcune difficoltà offensive viste durante la partita. Quando una squadra costruisce dal basso e porta molti uomini nella metà campo avversaria, deve necessariamente creare movimenti che permettano di allungare la difesa. Se questo non avviene, il rischio è quello di ritrovarsi con molti giocatori vicini alla palla e pochi riferimenti in verticale. Amorim ha riconosciuto proprio questo problema, spiegando che il Milan deve imparare ad attaccare maggiormente alle spalle dei difensori.
Il concetto si collega direttamente alla gestione dei trequartisti. Se i giocatori offensivi rimangono davanti alla linea difensiva senza minacciarne la profondità, diventa più semplice per l’avversario mantenere le distanze e proteggere la propria area. Per questo Amorim ha insistito sulla necessità di correre dietro i difensori, elemento che il Milan aveva provato a correggere anche durante l’intervallo. Il secondo tempo è iniziato con un atteggiamento migliore, ma il secondo gol del Benfica ha nuovamente complicato tutto.
Il Milan perde identità quando va sotto
Un altro tema centrale delle dichiarazioni di Amorim è la reazione ai gol subiti. Il tecnico ha fatto riferimento anche a quanto accaduto contro la Lazio, sottolineando una difficoltà che si è ripresentata contro il Benfica: quando il Milan subisce il primo gol, la squadra tende a perdere lucidità e organizzazione.
Amorim ha parlato di una sorta di “ansia” che emerge quando la squadra si trova costretta a inseguire. Il problema, secondo l’allenatore, non è soltanto mentale e non può essere risolto semplicemente chiedendo ai giocatori maggiore energia. C’è una questione più profonda che riguarda l’organizzazione, la qualità del palleggio e soprattutto la capacità di comprendere i diversi momenti della partita.
Il Milan, nella lettura del proprio allenatore, dovrebbe reagire a un gol subito mantenendo il possesso e continuando a giocare secondo i propri principi. Invece, troppo spesso la squadra tende ad accelerare senza un vero criterio, cercando immediatamente la giocata verticale e finendo per perdere palloni in zone pericolose. È proprio questo il meccanismo che Amorim vuole correggere: non basta attaccare di più quando si è in svantaggio, bisogna farlo mantenendo una struttura che permetta alla squadra di rimanere equilibrata.
Il tecnico ha spiegato che il Milan “perde la propria identità” quando va sotto. È probabilmente uno degli aspetti più significativi dell’intera conferenza, perché indica un problema che va oltre il singolo errore tecnico. La squadra deve imparare a gestire anche le situazioni negative senza modificare completamente il proprio modo di stare in campo.
La difesa è collegata all’attacco
Amorim ha poi collegato le difficoltà offensive a quelle difensive. Un passaggio importante, perché secondo il tecnico non si tratta di due problemi separati. Il Milan concede troppo quando perde palla, soprattutto perché in alcune situazioni si ritrova troppo basso e troppo stretto.
Nel primo gol del Benfica, ad esempio, Amorim ha evidenziato come il Milan fosse già troppo schiacciato verso la propria area nel momento in cui l’avversario conduceva il pallone. Quando poi il possesso viene perso, diversi giocatori si trovano vicini tra loro e bassi, rendendo più difficile recuperare immediatamente la palla e controllare la transizione avversaria.
Da qui nasce il collegamento tra fase offensiva e fase difensiva. Se il Milan non riesce a creare occasioni, deve comunque evitare di concedere transizioni facili. Se invece perde palla mentre è sbilanciato e non riesce a reagire rapidamente, aumenta il rischio di subire. Amorim vuole quindi una squadra più equilibrata, capace di attaccare senza perdere la propria struttura.
Il problema è diventato ancora più evidente nel secondo tempo. Il Milan aveva iniziato la ripresa con maggiore aggressività, riuscendo anche a spingere il Benfica nella propria area e creando una situazione interessante con De Winter. Poi è arrivato il raddoppio e, secondo Amorim, il colpo è stato particolarmente pesante perché nato ancora una volta da una transizione nella quale il Milan ha impiegato troppo tempo per recuperare il pallone.
Pulisic e Rabiot: perché sono partiti dalla panchina
Tra le domande rivolte ad Amorim c’è stata inevitabilmente anche quella relativa alle scelte iniziali. Pulisic e Rabiot sono entrati nella ripresa e la loro presenza ha contribuito a cambiare l’energia della squadra. Il tecnico, però, ha spiegato che la decisione di lasciarli inizialmente fuori non era legata a una bocciatura.
Rabiot aveva disputato 90 minuti nella partita precedente e lo staff non era sicuro che fosse in grado di ripetere immediatamente un minutaggio così elevato. Una valutazione simile è stata fatta per Pulisic, che contro la Lazio aveva giocato 45 minuti. Amorim ha richiamato anche la storia fisica dello statunitense, spiegando che la sua gestione deve essere necessariamente prudente.
Dove vedere il calcio in streaming e come risparmiare
Su DAZN, al costo di 34,99 euro al mese, è possibile vedere tutte le partite della Serie A, la Serie B e la Liga spagnola.
Sky offre la sua piattaforma streaming NOW con il Pass Sport, che include 3 partite per turno di Serie A, la Serie C, quasi tutta la Champions League (185 partite), l’Europa League, la Conference League, la Supercoppa UEFA, oltre alla Premier League e alla Bundesliga.
Amazon Prime Video costa 4,99 euro al mese e include tutti i servizi Prime oltre alle 18 migliori partite della Champions League del mercoledì.
Bonus: come avere un abbonamento alle piattaforme streaming e risparmiare
Esistono alcuni servizi che consentono di condividere l’account delle migliori piattaforme streaming (DAZN, NOW, Netflix, Prime Video, Disney Plus, ecc.) con altre persone e dunque di risparmiare sugli abbonamenti, parliamo di GamsGo, GoSplit o CooSub. Grazie a GamsGo, GoSplit e CooSub è possibile acquistare, ad un prezzo irrisorio, un abbonamento condiviso con altri utenti in maniera facile, veloce e sicura.







