
Como, Fabregas esulta dopo il 3-1 al Torino: “Non meritavamo di perdere”. Poi avvisa: “Dobbiamo fare rotazioni”
Il Como ribalta il Torino e conquista una vittoria preziosa all’Olimpico Grande Torino. Cesc Fabregas applaude la resilienza e la maturità della squadra, convinto che la partita avrebbe potuto prendere una piega diversa. Il tecnico spiega anche le difficoltà legate agli impegni ravvicinati, agli infortuni e alla necessità di cambiare spesso formazione.
Torino-Como 1-3, Fabregas si gode la rimonta
Il Como torna da Torino con tre punti pesanti e una prestazione che, secondo Cesc Fabregas, racconta soprattutto la crescita mentale del gruppo. La formazione lariana si impone per 3-1 in rimonta contro i granata, dimostrando di saper reagire alle difficoltà e di non perdere la propria identità neppure quando la partita sembra complicarsi. Nel postpartita, l’allenatore spagnolo ha analizzato il successo ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sulla maturità della squadra, sulle occasioni create e sulla gestione di un calendario sempre più impegnativo.
Il risultato assume un significato particolare perché arriva in una fase della stagione in cui il Como è chiamato a confrontarsi con ritmi e responsabilità nuovi. La partecipazione alla Champions League ha aumentato il numero degli impegni e obbligato Fabregas a rivedere continuamente le proprie scelte. In questo contesto, riuscire a conquistare una vittoria in trasferta dopo essere andati in difficoltà rappresenta un segnale incoraggiante per il tecnico.
Fabregas ha riconosciuto il valore della prestazione, senza nascondere gli errori commessi dalla sua squadra. Il Como ha dovuto affrontare una partita complicata, nella quale il Torino ha cercato di chiudere gli spazi e di sfruttare le occasioni a disposizione. La reazione dei lariani, però, ha permesso di cambiare l’inerzia dell’incontro e di portare a casa un successo che l’allenatore considera importante soprattutto per il modo in cui è maturato.
“Non meritavamo di perdere”: il giudizio sulla partita
Uno dei passaggi più significativi del postpartita riguarda il modo in cui Fabregas ha interpretato l’andamento della gara. Il tecnico ritiene che il Como abbia prodotto abbastanza per evitare di trovarsi in svantaggio e ha ricordato le numerose opportunità costruite, tra cui due legni e un episodio in area granata sul quale avrebbe voluto una decisione diversa da parte dell’arbitro.
La sua valutazione non è quindi limitata al risultato finale. Secondo l’allenatore, la squadra aveva già mostrato diversi aspetti positivi nel corso dell’incontro, pur senza riuscire inizialmente a concretizzare quanto creato. Il Torino, dal canto suo, ha saputo difendersi con ordine e rendere complicata la manovra offensiva degli ospiti, costringendoli a cercare con pazienza gli spazi.
Fabregas ha sottolineato che la partita sarebbe potuta essere diversa se alcuni episodi avessero avuto un esito differente. La sensazione è che il Como abbia mantenuto il controllo emotivo anche quando il risultato non premiava il lavoro svolto, riuscendo a evitare che la frustrazione prendesse il sopravvento.
È proprio questo aspetto ad aver soddisfatto maggiormente il tecnico. La squadra non ha smesso di cercare la vittoria dopo le difficoltà e ha continuato a muovere il pallone, provando a trovare le soluzioni necessarie per superare il blocco difensivo avversario. Una prova di pazienza, oltre che di qualità tecnica.
Resilienza e personalità: la crescita del Como
Il successo contro il Torino ha messo in evidenza una qualità sulla quale Fabregas insiste da tempo: la resilienza. Il tecnico ha spiegato che la squadra ha reagito a un errore individuale senza perdere fiducia nel proprio modo di giocare. Il riferimento è all’errore di Ramon, che ha inciso sull’andamento della gara, ma non ha impedito ai compagni di continuare a cercare una soluzione.
Per l’allenatore spagnolo, questo è uno degli aspetti più importanti da consolidare. Una squadra che vuole competere ad alti livelli deve essere capace di accettare il rischio legato alle proprie scelte, sapendo che gli errori possono capitare. La risposta non può essere la paura, perché rinunciare alla propria identità significherebbe perdere anche gli elementi che rendono il Como riconoscibile.
Fabregas ha difeso la necessità di giocare con personalità, anche quando il sistema adottato espone la squadra a qualche rischio. Il tecnico non vuole che i suoi giocatori smettano di cercare la giocata o cambino atteggiamento dopo un episodio negativo. Al contrario, si aspetta che sappiano ripartire, correggere ciò che non ha funzionato e continuare a proporre calcio.
Fabregas e il tema delle rotazioni: sei infortunati e nessun undici fisso
Tra gli argomenti più importanti affrontati dall’allenatore c’è quello della gestione della rosa. Il Como sta affrontando una stagione particolarmente impegnativa, con partite ravvicinate e un calendario che non concede molto tempo per recuperare. La partecipazione alla Champions League rappresenta una novità importante per il club e richiede un adattamento sia fisico sia organizzativo.
Fabregas ha spiegato che le rotazioni non sono una scelta facoltativa, ma una necessità. Il tecnico ha ricordato di non aver schierato lo stesso undici titolare nelle prime nove giornate di campionato, segno di quanto sia complicato mantenere una formazione stabile quando gli impegni si susseguono e le condizioni dei giocatori cambiano.
La situazione è resa ancora più difficile dagli infortuni. Il Como deve fare i conti con sei indisponibili, compreso Addai, e non dispone attualmente di esterni a sufficienza per affrontare tutte le partite con le stesse soluzioni. In questo scenario, lo staff è chiamato a trovare un equilibrio tra continuità tattica e necessità di gestire il minutaggio.
La Champions e l’obiettivo stagionale: niente calcoli a ottobre
A Fabregas è stato chiesto anche se il rendimento del Como possa alimentare ambizioni ancora più alte, fino a inserirlo nella discussione relativa alla lotta per lo Scudetto. L’allenatore ha evitato di alimentare aspettative premature, richiamando l’attenzione sulle difficoltà di una stagione che vede la squadra impegnata per la prima volta inChampions League.
Il messaggio è chiaro: prima di fissare traguardi in base alla classifica, bisogna capire come gestire le tante partite e continuare a migliorare sul piano della prestazione. Il livello europeo non lascia molto margine agli errori e impone un’attenzione costante, perché ogni calo può essere punito dagli avversari.
Fabregas non vuole quindi che i punti conquistati nelle prime giornate diventino il principale riferimento del gruppo. A ottobre, secondo il tecnico, è più importante valutare il rendimento, le condizioni dei giocatori e la capacità della squadra di progredire nel corso della stagione. La classifica verrà esaminata più avanti, quando ci saranno elementi sufficienti per comprendere il reale valore del percorso.
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