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Atalanta-Venezia (3-1), Sarri: “Scamacca lo vedo più adatto a giocare con Raspadori”

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Atalanta-Venezia (3-1), Sarri: “Scamacca lo vedo più adatto a giocare con Raspadori”

Maurizio Sarri, allenatore dell’Atalanta, ha parlato al termine della bella vittoria per tre a uno contro il Venezia di Giovanni Stroppa.

L’Atalanta ritrova il sorriso e Maurizio Sarri può guardare con maggiore fiducia al futuro. Il successo per 3-1 contro il Venezia rappresenta un risultato importante per la squadra bergamasca, reduce da un periodo complicato, ma offre anche indicazioni interessanti sul piano tattico e sulle prestazioni dei singoli. Nel post partita, l’allenatore nerazzurro ha analizzato la prova dei suoi, soffermandosi in particolare sul passaggio al 4-2-3-1, sulla scelta di Nikola Krstovic dal primo minuto e sulle condizioni fisiche di alcuni giocatori usciti acciaccati dalla sfida. Non sono mancati, inoltre, i complimenti a Charles De Ketelaere e le considerazioni su Franck Kessié e Jonathan Rowe.

Atalanta, Sarri promuove il nuovo modulo: «Primo tempo di alto livello». E lancia l’allarme su Scalvini

Uno degli aspetti più interessanti della partita è stato l’impiego iniziale del 4-2-3-1, una soluzione che ha permesso all’Atalanta di presentarsi con maggiore presenza offensiva e diversi giocatori alle spalle della punta. Sarri ha promosso la prestazione della squadra nella prima parte dell’incontro, sottolineando però come la tenuta fisica abbia condizionato le scelte nella ripresa.

«Passaggio al 4-2-3-1? Buono finché la squadra è stata in condizione, primo tempo di alto livello, poi siamo andati in difficoltà e ci ha fatto comodo tornare al 4-3-3», ha spiegato l’allenatore.

Il tecnico ha quindi chiarito che non si tratta necessariamente di una scelta definitiva: i due sistemi di gioco potranno convivere nel corso della stagione, a seconda delle caratteristiche degli avversari e delle condizioni della squadra. Il ritorno al 4-3-3 è arrivato quando la partita ha iniziato a diventare troppo aperta e l’Atalanta ha avuto bisogno di un centrocampista in più per ritrovare equilibrio.

La prestazione del primo tempo resta comunque un segnale positivo. La squadra è riuscita a creare numerose occasioni e a mantenere una pressione alta, mettendo in difficoltà il Venezia. Il problema è emerso quando le energie sono diminuite e i bergamaschi non sono più riusciti a sostenere lo stesso livello di intensità.

Sarri ha individuato proprio nella gestione della pressione uno degli aspetti decisivi: il Venezia, squadra capace di giocare e di sfruttare gli spazi, può diventare pericoloso quando gli avversari smettono di aggredire in avanti. L’allenatore ha apprezzato l’atteggiamento mostrato dai suoi, pur sottolineando che resta qualcosa da migliorare, a cominciare dal gol subito.

Krstovic preferito a Scamacca: «Ci garantisce più pressione»

La scelta di schierare Nikola Krstovic dal primo minuto, lasciando Gianluca Scamacca inizialmente in panchina, era una delle decisioni più attese della formazione nerazzurra. Sarri ha spiegato che la preferenza per l’attaccante montenegrino è legata soprattutto alle caratteristiche richieste dal sistema di gioco utilizzato contro il Venezia.

«Perché attacca più la profondità? Sì, per questo motivo la fase offensiva, poi forse ci garantisce un po’ più di pressione rispetto a Scamacca», ha dichiarato il tecnico.

Krstovic offre infatti una soluzione utile per attaccare gli spazi e partecipare alla prima fase del pressing. In una squadra che vuole recuperare il pallone in avanti e costringere gli avversari a giocare sotto pressione, queste qualità possono fare la differenza. La scelta non rappresenta, però, una bocciatura di Scamacca, che mantiene un ruolo importante nelle rotazioni offensive.

Sarri ha infatti indicato anche un possibile scenario per l’attaccante italiano: «Scamacca lo vedo più adatto a giocare con Raspadori in questo modulo». Le caratteristiche dei due centravanti possono quindi essere valorizzate in combinazioni differenti, a seconda del sistema adottato e dei compagni schierati alle loro spalle.

Anche la presenza di Elmas sulla trequarti rispondeva a un’esigenza precisa. L’allenatore ha spiegato di averlo scelto per garantire maggiore equilibrio alla squadra, dimostrando come le decisioni offensive non siano legate soltanto alla ricerca del gol, ma anche alla necessità di mantenere una struttura capace di reggere le transizioni avversarie.

Infortunati, Sarri è più preoccupato per Scalvini

Le notizie meno rassicuranti del post partita riguardano le condizioni di Giorgio Scalvini e Raoul Bellanova. Entrambi hanno accusato problemi fisici durante la gara, lasciando aperti alcuni interrogativi sulle loro condizioni in vista dei prossimi impegni.

Sarri, al momento, non ha voluto sbilanciarsi: «Al momento non saprei rispondere». L’allenatore ha poi distinto le due situazioni, indicando in quella del difensore il motivo di maggiore preoccupazione.

«Quello che poteva preoccupare di più è Scalvini, Bellanova aveva solo un dolore al gluteo, quindi penso sia più facilmente risolvibile», ha aggiunto.

Le parole del tecnico invitano dunque alla prudenza, soprattutto per quanto riguarda Scalvini. Per Bellanova, invece, la sensazione iniziale è che il fastidio possa essere meno problematico, ma serviranno ulteriori valutazioni per avere un quadro preciso. Al termine della partita non sono state fornite certezze sui tempi di recupero né sull’eventuale disponibilità dei due giocatori per il prossimo incontro.

Per l’Atalanta, la speranza è di evitare assenze prolungate proprio nel momento in cui la squadra sta cercando di ritrovare continuità e di consolidare nuove soluzioni tattiche. La situazione degli infortunati sarà quindi uno degli aspetti da seguire nei prossimi giorni.

De Ketelaere, Sarri vede ancora margini di crescita

Tra le indicazioni positive della serata c’è anche la prestazione di Charles De Ketelaere. Il trequartista belga è uno dei giocatori dai quali Sarri si aspetta molto e le sue parole confermano quanto l’allenatore creda nelle sue qualità.

«Ha fatto qualche allenamento di buon livello, lui è uno di quelli che ti fa uscire contento dalla partita perché ci vedi talmente tanto potenziale che hai sempre la sensazione possa fare anche meglio», ha spiegato il tecnico.

Il giudizio è significativo: Sarri riconosce a De Ketelaere una qualità tecnica e una capacità di incidere che possono renderlo un elemento centrale nel progetto offensivo. Allo stesso tempo, il messaggio contiene una richiesta precisa: il belga ha ancora margini per migliorare e può diventare più continuo nel corso delle partite.

La sua posizione alle spalle della punta, nel 4-2-3-1, può consentirgli di muoversi tra le linee, trovare spazio per ricevere e partecipare alla costruzione delle occasioni. Il potenziale, secondo Sarri, è già evidente; il passo successivo è riuscire a tradurlo con maggiore regolarità in prestazioni complete.

Kessié convince, Rowe deve crescere nella continuità

Sarri ha dedicato parole positive anche a Franck Kessié, sottolineandone soprattutto la personalità. «Un ragazzo di grande personalità e che in campo si è visto bene. Sono rari questi ragazzi ed è importante tale dettaglio nello spogliatoio», ha dichiarato.

Il centrocampista rappresenta un profilo apprezzato non soltanto per quello che può dare sul terreno di gioco, ma anche per il peso caratteriale all’interno del gruppo. In una fase in cui l’Atalanta deve ritrovare fiducia e continuità, avere giocatori capaci di trasmettere personalità può diventare un valore aggiunto.

Più articolata la valutazione su Jonathan Rowe. L’esterno ha disputato una buona prima parte di gara, ma secondo l’allenatore non è riuscito a mantenere lo stesso livello per tutti i novanta minuti.

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