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Venezia, Stroppa salvo: la società sceglie di non buttare via il progetto

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Venezia, Stroppa salvo: la società sceglie di non buttare via il progetto

Venezia, Stroppa resta: la società conferma la fiducia dopo cinque sconfitte.

Giovanni Stroppa resta sulla panchina del Venezia. Dopo tre giorni di riflessioni seguiti alla quinta sconfitta consecutiva in campionato, la società lagunare ha deciso di non cambiare guida tecnica e di proseguire con l’allenatore che ha riportato il club in Serie A. Una decisione arrivata al termine di un avvio di stagione estremamente complicato sul piano dei risultati, ma che evidentemente non ha cancellato la fiducia riposta nel lavoro del tecnico durante la promozione e nella costruzione della squadra per il ritorno nella massima serie.

Venezia, la conferma di Stroppa nonostante tutto

La situazione, del resto, era diventata delicatissima. Il Venezia ha perso tutte le prime cinque partite di Serie A, rimanendo l’unica squadra ancora ferma a zero punti. L’ultima battuta d’arresto è arrivata al Penzo contro la Lazio, dopo le sconfitte precedenti contro Lecce, Milan, Frosinone e Fiorentina. Numeri che avevano inevitabilmente messo Stroppa davanti a una possibile svolta, proprio nel momento in cui la prima sosta per le nazionali offriva alla società il tempo necessario per prendere una decisione senza l’urgenza di una partita imminente.

E infatti, nelle ore successive alla gara contro la Lazio, il futuro dell’allenatore era diventato uno dei temi principali del campionato. Lo stesso Stroppa aveva parlato apertamente della possibilità di essere esonerato, assumendosi le proprie responsabilità ma sottolineando anche la differenza tra risultati e prestazioni. Il tecnico aveva ricordato come il Venezia avesse disputato partite nelle quali, a suo giudizio, avrebbe raccolto meno di quanto prodotto sul campo. Contro la Lazio, per esempio, gli arancioneroverdi avevano chiuso con sei conclusioni contro le due degli avversari, senza però riuscire a trasformare la prestazione in punti.

Una squadra che ha fatto vedere di saper giocare un grande calcio

È proprio questo uno degli elementi che può aver pesato nella scelta della società. Il bilancio è disastroso dal punto di vista della classifica, ma il Venezia non è apparso completamente privo di identità. Stroppa aveva già sottolineato alla vigilia della Lazio come la squadra si allenasse bene e come, nonostante le difficoltà, il gruppo continuasse a lavorare con l’atteggiamento giusto. Una posizione ribadita anche dal club: la decisione di confermarlo significa che la dirigenza ritiene ancora possibile correggere la rotta senza dover necessariamente ricorrere a un cambio in panchina.

C’è poi un altro aspetto da considerare: Stroppa non è semplicemente l’allenatore arrivato durante l’estate. È l’uomo che ha guidato il Venezia alla promozione e che, proprio pochi mesi fa, aveva ricevuto un rinnovo contrattuale fino al 2029. La società aveva quindi costruito il progetto di ritorno in Serie A anche intorno alla sua figura, investendo sul tecnico e sulla continuità del lavoro. Separarsi dopo appena cinque giornate avrebbe rappresentato una scelta molto pesante, sia dal punto di vista sportivo sia da quello economico.

Una fiducia, ovviamente, a tempo

La conferma, però, non può essere interpretata come un semplice attestato di fiducia senza condizioni. Al contrario, da questo momento la pressione su Stroppa aumenta ulteriormente. La società gli ha dato una nuova possibilità e ora sarà il campo a dover fornire le risposte. Il Venezia dovrà infatti interrompere rapidamente la serie negativa, perché uno zero nella casella dei punti dopo cinque giornate non può essere ignorato a lungo, soprattutto per una squadra che ha come obiettivo principale la permanenza in Serie A.

La sosta arriva quindi nel momento giusto. Non soltanto perché permette di lavorare sugli aspetti tattici, ma anche perché offre la possibilità di recuperare alcuni giocatori importanti. Stroppa aveva spiegato già prima della Lazio quanto le numerose assenze avessero condizionato il percorso iniziale. Gianluca Busio e Toma Basic sono stati due assenti particolarmente pesanti, mentre diversi nuovi acquisti sono arrivati o hanno iniziato la stagione non ancora al massimo della condizione. Il tecnico aveva parlato di una squadra costretta a rincorrere dal punto di vista fisico e di giocatori importanti inseriti prima del previsto proprio a causa dell’emergenza.

I tanti infortuni pesano

Il caso Busio è emblematico. Il centrocampista americano si era fermato durante la partita contro la Fiorentina per un problema alla coscia destra e, secondo le prime informazioni riportate da SOS Fanta sulla base del Corriere del Veneto, si era prospettato uno stop potenzialmente superiore ai due mesi. Un’assenza pesante per una squadra che ha dovuto già modificare il proprio centrocampo e cercare soluzioni alternative per mantenere equilibrio e qualità.

Non è un dettaglio secondario nemmeno il mercato fatto dal Venezia. Il club ha investito per affrontare il ritorno in Serie A, con numerosi nuovi acquisti e una rosa profondamente rinnovata. Tra i giocatori arrivati ci sono profili come Juan Jesus, Bella-Kotchap, Moreno, Correia, Sohm e Adams. L’obiettivo era costruire una squadra capace di competere per la salvezza, ma un gruppo così rinnovato ha inevitabilmente bisogno di tempo per trovare automatismi e gerarchie.

La necessità di fare risultati

Il problema è che nel calcio il tempo viene spesso misurato dai risultati. E quelli del Venezia, finora, sono inequivocabili. Cinque partite, cinque sconfitte e zero punti. Anche le prestazioni incoraggianti non possono cancellare completamente questo dato. La conferma di Stroppa, dunque, non significa che il problema sia stato risolto: significa che la società ha scelto di provare a risolverlo continuando con lo stesso allenatore.

La scelta assume ancora più significato se si considera che, nelle ore precedenti alla decisione, erano già circolati alcuni nomi per un eventuale sostituto. Igor Tudor e Davide Nicola erano stati indicati tra le possibili alternative, mentre altre indiscrezioni avevano accostato alla panchina veneziana anche Alberto Gilardino. La società, invece, ha deciso di non procedere con il cambio e di dare ancora fiducia a Stroppa.

La sosta arriva al momento giusto

Adesso il tecnico avrà davanti tre settimane per lavorare. La prossima partita di campionato sarà infatti la trasferta contro l’Atalanta, fissata per il 12 ottobre dopo la sosta. Sarà una sfida complicata, ma soprattutto rappresenterà il primo banco di prova della nuova fase del progetto. Il Venezia non dovrà necessariamente trasformarsi dall’oggi al domani: dovrà però iniziare a raccogliere quanto prodotto e soprattutto trovare continuità nelle due aree di rigore, dove finora gli episodi hanno spesso indirizzato le partite dalla parte degli avversari.

Per Stroppa, quindi, comincia una sorta di secondo campionato. La prima parte si è chiusa con zero punti e una posizione in panchina fortemente discussa. La società ha scelto di non interrompere il percorso, ma la fiducia dovrà essere ripagata sul campo. Non basta più giocare bene a tratti, non basta più parlare di episodi sfavorevoli e non basta più sottolineare il lavoro quotidiano. Servono risultati.

Ed è proprio questo il punto centrale della decisione del Venezia: il club non ha considerato sufficienti le cinque sconfitte per interrompere un progetto nel quale aveva investito tanto, ma allo stesso tempo ha messo Stroppa davanti a una responsabilità ancora maggiore. La conferma non cancella la crisi, la rimanda. E ora il tecnico dovrà sfruttare la sosta per trovare una soluzione, recuperare uomini e soprattutto trasformare una squadra che finora ha mostrato segnali incoraggianti a sprazzi in una squadra capace di portare punti a casa.

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