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Como-Roma (0-0), Fabregas: “L’espulsione di Wesley era più chiara”

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Como-Roma (0-0), Fabregas: “L’espulsione di Wesley era più chiara”

Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato dopo il bel pareggio per zero a zero contro la Roma di Gian Piero Gasperini.

Cesc Fabregas lascia il Sinigaglia con un pareggio che gli sta stretto. Lo 0-0 tra Como e Roma, valido per la sesta giornata di Serie A, non rispecchia del tutto le aspettative dell’allenatore spagnolo, soprattutto considerando la qualità del gioco espresso dalle due squadre e le occasioni che avrebbero potuto sbloccare la partita.

Il tecnico dei lariani ha analizzato la prestazione ai microfoni di DAZN, riconoscendo i meriti dei suoi giocatori ma anche gli errori commessi nella gestione della superiorità numerica dopo l’espulsione di Donyell Malen. Non sono mancate le considerazioni sull’episodio arbitrale, con un riferimento preciso a un intervento di Wesley su Diao che, secondo Fabregas, avrebbe meritato un provvedimento ancora più chiaro. Spazio anche alla scelta di Maxence Caqueret dal primo minuto e a un’interessante riflessione sulla squadra che, negli ultimi anni, è riuscita maggiormente a mettere in difficoltà la Roma di Gian Piero Gasperini. 

Como-Roma, Fabregas non è soddisfatto: «Non è normale uno 0-0»

Il primo commento di Fabregas dopo il triplice fischio fotografa bene il suo stato d’animo: «Alcune volte il calcio non si può spiegare, siamo due squadre molto offensive e propositive, non è normale uno 0-0». L’allenatore si aspettava una partita diversa dal punto di vista del risultato, considerando le caratteristiche delle due formazioni e la volontà di entrambe di cercare la vittoria. Il punteggio finale, invece, non si è mosso, lasciando al Como il rimpianto di non aver sfruttato al meglio alcune situazioni favorevoli.

Il tecnico ha comunque promosso la prestazione dei suoi, soprattutto nella prima ora di gioco, quando le due squadre erano ancora in parità numerica. «I primi 60 minuti, in undici contro undici, penso siano stati la miglior partita fatta contro la Roma da quando sono qui a livello di gioco», ha spiegato Fabregas. Una valutazione significativa, che sottolinea i progressi del Como nel confronto con una squadra che negli ultimi anni ha sviluppato un’identità tattica molto riconoscibile.

Per affrontare i giallorossi, secondo l’allenatore, non basta preparare una strategia sul piano tattico: serve anche personalità. Fabregas ha chiesto ai propri giocatori di continuare a proporre il calcio che li ha portati fino a questo punto, senza rinunciare alle proprie idee per il valore dell’avversario. La squadra ha cercato di mantenere il possesso, costruire dal basso e trovare spazi attraverso il movimento degli uomini offensivi, dimostrando di poter competere anche contro una formazione organizzata come quella di Gasperini.

Fabregas sull’espulsione di Malen: «Più chiara quella di Wesley su Diao»

Il momento che ha cambiato la partita è stata l’espulsione di Donyell Malen, che ha lasciato la Roma in dieci uomini nella ripresa. L’episodio ha inevitabilmente condizionato il finale e ha costretto i giallorossi a modificare il proprio atteggiamento, mentre il Como ha avuto la possibilità di gestire la fase conclusiva con un uomo in più. Fabregas ha commentato la decisione arbitrale senza nascondere la propria opinione, ma ha soprattutto richiamato l’attenzione su un’altra situazione avvenuta durante la gara.

«Per me era più chiara l’espulsione di Wesley su Diao, che per me è chiarissima», ha dichiarato l’allenatore. Secondo la sua lettura, l’intervento del giocatore della Roma sull’attaccante del Como avrebbe meritato una valutazione più netta. Fabregas ha aggiunto che Ndicka non sarebbe riuscito a raggiungere Diao, sottolineando quindi la pericolosità della situazione e la possibilità che l’azione potesse condurre a un’occasione importante.

Il tecnico ha anche ricordato di essere stato espulso in passato in circostanze che ritiene simili a quelle di Malen. Una considerazione che non equivale a una giustificazione automatica dell’intervento dell’attaccante giallorosso, ma aiuta a comprendere il suo punto di vista sulla dinamica dell’azione e sulle decisioni arbitrali.

Como in superiorità numerica, il rimpianto di Fabregas: «Serviva più pazienza»

Se l’espulsione di Malen ha modificato l’equilibrio della gara, il Como non è riuscito a sfruttare pienamente il vantaggio numerico. È questo l’aspetto che Fabregas ha evidenziato con maggiore autocritica, riconoscendo che la squadra avrebbe dovuto gestire meglio il pallone e trovare soluzioni più efficaci nella fase offensiva.

«Non abbiamo saputo gestire l’uomo in più nell’ultima fase. La partita cambia, ma bisogna avere più pazienza, la palla deve viaggiare veloce», ha spiegato il tecnico. Il concetto è importante: giocare con un uomo in più non significa necessariamente creare occasioni con maggiore facilità. Gli avversari tendono a compattarsi, a ridurre gli spazi e a proteggere maggiormente la propria area. Per questo diventa fondamentale muovere rapidamente il pallone, costringendo la squadra in inferiorità a spostarsi e ad aprire varchi.

Il Como, invece, non sempre è riuscito a trovare la velocità e la precisione necessarie per disordinare la difesa giallorossa. La superiorità numerica avrebbe potuto rappresentare un’occasione per aumentare la pressione e arrivare con più continuità alla conclusione, ma il risultato è rimasto inchiodato sullo 0-0. Fabregas non ha nascosto la delusione per questa fase della partita, pur individuando anche un elemento positivo nella gestione del rischio.

L’allenatore ha infatti sottolineato che il Como non ha concesso contropiedi alla Roma mentre cercava il gol. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché attaccare con un uomo in più può portare a sbilanciarsi e lasciare spazi pericolosi alle ripartenze avversarie. La squadra ha mantenuto una certa attenzione preventiva, evitando di offrire ai giallorossi opportunità immediate per colpire.

Caqueret titolare, Fabregas spiega la scelta: «Meritava di giocare»

Tra gli aspetti più interessanti delle dichiarazioni post-partita c’è anche la spiegazione relativa alla scelta di Maxence Caqueret dal primo minuto. Il centrocampista è stato preferito ad altre alternative sulla trequarti e Fabregas ha chiarito che la decisione non è stata dettata soltanto da considerazioni tattiche. L’allenatore ha voluto premiare il lavoro svolto durante la settimana e la disponibilità mostrata dal giocatore negli allenamenti.

«Alcune volte i giocatori meritano qualcosa. Indipendentemente dalla tattica, Caqueret era un giocatore che dentro di me sentivo meritasse di giocare», ha spiegato Fabregas. Il tecnico ha parlato di una sensazione personale, legata al comportamento del centrocampista e alla convinzione che avesse guadagnato sul campo l’opportunità di partire titolare.

La scelta si inserisce in una gestione della rosa che non vuole basarsi esclusivamente sulle gerarchie consolidate. Fabregas ha bisogno che tutti i componenti del gruppo si sentano coinvolti e sappiano di poter conquistare spazio attraverso il lavoro quotidiano. In una stagione lunga, con impegni ravvicinati e avversari dalle caratteristiche differenti, avere più giocatori pronti può fare la differenza.

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