
Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato in conferenza stampa prima della sfida di Champions League contro il Feyenoord.
Il Como si prepara a vivere un’altra notte europea, con Cesc Fabregas che guarda alla trasferta contro il Feyenoord con entusiasmo, orgoglio e la consapevolezza di essere soltanto all’inizio di un percorso ambizioso. Alla vigilia della sfida di Champions League contro la formazione olandese, l’allenatore spagnolo ha raccontato a Sky Sport le sensazioni legate alla prima partecipazione dei lariani alla massima competizione europea, soffermandosi anche sulla crescita della squadra e sul momento di Nico Paz. Il messaggio è chiaro: il Como vuole continuare a migliorare, senza lasciarsi travolgere dall’entusiasmo e senza dimenticare da dove è partito.
Como, Fabregas e il ricordo della finale di Champions
Tra i temi affrontati nell’intervista c’è anche il rapporto con Giovanni van Bronckhorst, oggi allenatore del Feyenoord. I due si erano già incrociati da calciatori in occasioni speciali, condividendo due finali dal significato enorme: quella della Champions League e quella del Mondiale. Fabregas ha ricordato con una certa nostalgia quegli incontri, riconoscendo il valore dell’avversario sia durante la carriera da giocatore sia nel nuovo ruolo in panchina.
Quando gli è stato chiesto quale delle due finali sceglierebbe, il tecnico del Como ha spiegato che vincere il Mondiale rappresenta probabilmente il traguardo più bello per un calciatore. Allo stesso tempo, però, la Champions League rimane il grande trofeo che gli è mancato durante la carriera. Arrivare così vicino alla vittoria e non riuscire a sollevare la coppa è stato doloroso: «Giocare quella finale e andarci così vicino ha fatto un male incredibile», ha raccontato. Un ricordo che appartiene ormai al passato, mentre il presente lo vede protagonista in una veste completamente diversa, quella di allenatore.
La sfida di Rotterdam avrà quindi un significato particolare anche per il confronto tra due tecnici che conoscono bene il calcio di alto livello. Per Fabregas, tuttavia, la priorità rimane la prestazione della propria squadra: dopo l’esordio europeo da sogno contro il Lipsia, il Como vuole dimostrare di poter affrontare anche le difficoltà di una trasferta internazionale, continuando a esprimere la propria identità.
Nico Paz, nessun allarme per il momento di flessione
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda Nico Paz. Il talento argentino è uno dei principali punti di riferimento tecnici del Como, ma le aspettative nei suoi confronti sono inevitabilmente aumentate con la crescita della squadra e l’approdo in Champions League. Fabregas ha riconosciuto che il suo rendimento viene valutato soprattutto in base ai gol e agli assist, ma ha invitato a considerare anche il contributo complessivo del giocatore.
L’allenatore ha ricordato che, nella partita contro la Roma, proprio Paz aveva avuto alcune delle migliori occasioni per incidere. Per questo motivo non ritiene che ci sia ragione di preoccuparsi. Il percorso di crescita del trequartista è ancora in corso e la stagione è lunga: qualche prestazione meno brillante non cambia il giudizio sulle sue qualità né sulla fiducia che lo staff ripone in lui.
Fabregas ha inoltre richiamato l’attenzione sugli impegni sostenuti dal giocatore con la nazionale argentina. Tra viaggi intercontinentali e partite ravvicinate, il carico fisico e mentale può inevitabilmente influire sulla continuità delle prestazioni. Il tecnico ha parlato di una fase fatta di alti e bassi, una situazione che ha conosciuto personalmente durante la carriera e che considera normale nella crescita di un calciatore.
L’aspetto che più lo rassicura è l’atteggiamento quotidiano di Paz, che continua a presentarsi al lavoro con la voglia di imparare e migliorare. Per Fabregas, il talento da solo non basta: è fondamentale mantenere la disponibilità a crescere, correggere gli errori e affrontare nuove sfide. Il messaggio rivolto al numero 10 è quindi di fiducia, senza rinunciare alle aspettative che accompagnano un giocatore del suo livello.
“Una crescita costante”: il Como non vuole bruciare le tappe
Il discorso si allarga poi all’intero progetto lariano. Il debutto in Champions League ha rappresentato un momento storico per il club e per i suoi tifosi, soprattutto dopo il percorso che ha portato la squadra dalle categorie inferiori al palcoscenico europeo. Fabregas non nasconde l’orgoglio per il traguardo raggiunto, ma preferisce concentrarsi sul lavoro necessario per consolidare quanto costruito.
«Quello che stiamo vivendo tutti insieme è un sogno che deve diventare realtà», ha dichiarato, sottolineando come la crescita non riguardi soltanto i giocatori, ma anche lo staff e tutte le componenti della società. L’allenatore ha riconosciuto che affrontare per la prima volta una stagione di questo tipo rappresenta una novità anche per lui: gestire una rosa impegnata su più fronti richiede esperienza, capacità di adattamento e una gestione attenta delle energie.
Per questo Fabregas vuole concedere spazio a più elementi possibile. Il tecnico ha spiegato di voler far giocare tutti, anche perché ritiene che il gruppo meriti opportunità dopo il lavoro svolto in allenamento. Una gestione che dovrà tenere conto del calendario, delle condizioni fisiche e della necessità di mantenere competitività sia in campionato sia in Europa.
La parola chiave, in questa fase, è equilibrio. Il Como ha dimostrato di poter competere con avversari importanti, ma il rischio di farsi trascinare dalle aspettative è sempre presente quando i risultati arrivano rapidamente. Fabregas preferisce invece mantenere i piedi per terra, ricordando che la squadra è ancora all’inizio della propria strada. Il percorso di crescita non può essere misurato soltanto attraverso una singola vittoria o una serata particolarmente positiva: serviranno continuità, lavoro e la capacità di affrontare anche i momenti più complicati.
Feyenoord-Como, un altro test per il progetto di Fabregas
La trasferta contro il Feyenoord rappresenta quindi un nuovo passaggio importante per valutare i progressi della formazione lombarda. Dopo il convincente 4-1 rifilato al Lipsia nel debutto assoluto in Champions League, il Como è atteso da una partita che richiederà attenzione, personalità e capacità di leggere i diversi momenti del confronto.
Fabregas non vuole però trasformare ogni appuntamento europeo in un esame definitivo. La sua idea è quella di costruire una squadra che sappia riconoscersi nel proprio modo di giocare, indipendentemente dall’avversario e dal palcoscenico. È un processo che coinvolge anche la crescita individuale di elementi come Nico Paz, chiamati a imparare a gestire aspettative sempre più elevate.
Il messaggio dell’allenatore è dunque quello di proseguire senza fretta, valorizzando quanto è stato raggiunto e mantenendo la fame di migliorarsi. «Siamo il Como, siamo all’inizio della nostra strada», ha ricordato Fabregas, ribadendo che la priorità è continuare il percorso intrapreso. L’orgoglio per il salto di livello è evidente, ma non deve diventare un punto d’arrivo.
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