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Conferenza stampa Italia, Mancini: “Sicuro che porteremo a casa qualcosa”

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Conferenza stampa Italia, Mancini: “Sicuro che porteremo a casa qualcosa”

Inizia dunque il nuovo ciclo di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale Italiana e oggi il CT ha parlato ai giornalisti presenti nella conferenza stampa di inizio ritiro. Quattro partite da giocare per iniziare al meglio la Nations League contro Belgio, Turchia e Francia. Un nuovo inizio, voglia di costruire e tornare a sognare in grande. Nuovi volti e analisi sul calcio italiano. Tanti i temi affrontati dall’ex Manchester City e Inter nel primissimo appuntamento con la stampa in questo ritiro. Dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali e tempo di ricostruire nuovamente.

Italia la Conferenza stampa di Mancini. Obbiettivi: divertirsi e crescere rapidamente. Il commento sulle scelte dei convocati

Prima di tutto volevo unirmi al cordoglio di tutta l’Italia sportiva per Sandro Mazzola. Un mito“. Le prime parole sono di Mancini sono in ricordo della leggenda nerazzurra. Poi si passa al racconto del ritorno in azzurro con un mix di emozioni e un enorme senso di responsabilità: “Innanzitutto, ieri quando sono tornato ero molto felice. Abbiamo passato momenti belli. Le foto e i trofei lo ricordano molto bene. Un grande piacere“.

Sulla squadra Mancini vuole imporre una sorta di mantra per vincere: divertimento. “Il concetto è abbastanza semplice: per vincere devi essere una squadra che gioca bene e che si diverte. Il nostro concetto è questo. Nello sport se poi non ti diverti, non raggiungi i risultati. Abbiamo una grande fortuna: il nostro lavoro è la nostra passione. Il fatto di essere felici e di giocare per fare qualcosa di bello è la cosa più importante“.

Le convocazioni hanno soprattutto sorpreso per alcuni nomi e Mancini ha raccontato: “Non è questione di stupire. Se avessi chiamato quelli più avanti con l’età, di sicuro qualcuno avrebbe affermato ‘i soliti giocatori’. Io ho chiamato giocatori giovani e anche giocatori esperti, perché penso sia giusto per avere una squadra in futuro molto forte. Dobbiamo essere veloci per capire chi può stare con noi in questi quattro anni. Ci sono quattro partite e vogliamo vederli sul campo“. Ci sono molte aspettative. Ai giocatori esperti – alcuni vincitori dell’Europeo con Mancini – chiede un aiuto a inserire i giovani e a far capire l’importanza di questa maglia. Ai giovani di mettere tutta l’energia a disposizione, tranquillità e spensieratezza. 

Ha definito la nuova capo-delegazione un importante acquisto per la squadra, essendo un’atleta che “ha fatto la storia di uno sport importantissimo“, condividendo comuni origini con il Commissario Tecnico azzurro. Una cosa che servirà è soprattutto la pazienza. “Il calcio si evolve. A volte bisogna cambiare e cercare qualcosa che ci porti a raggiungere degli obbiettivi. Cercheremo di fare qualcosa di positivo. Ci vorrà del tempo e faremo il massimo per arrivarci il prima possibile“.

E sulla questione calciatori stranieri: “Non possiamo lamentarci, ma trovare la soluzione. Una è quella di andare a vedere ed essere veloci nello sceglierli, perché spesso potrebbero avere il doppio passaporto. Dobbiamo trovare giocatori con qualità tecniche, sperando che possano diventare bravi. Zoma è andato in Germania nella Serie B tedesca, sta facendo bene in un campionato di ottimo livello“. Ha aggiunto: “Negli altri non ne avevamo tanti. Stanno venendo fuori adesso, tutti insieme. Siamo felici anche di questo. Giocatori tecnici e fisici. Negli altri anni non avevamo tanti giocatori così. Fisicamente davamo tanto agli avversari, ma tecnicamente messi bene“.

Mancini deve gestire anche pedine importanti infortunate e dovrà pensare a come gestire giocatori dello stesso ruolo come Dimarco, Calafiori o Palestra. “Adesso non li mettiamo insieme, perché uno è infortunato, l’altro non sta bene. Diciamo che la Nazionale del 2021 erano abbastanza piccoli. Oggi sono giocatori che fisicamente possono dare tanto. Sarà importante averli tutti il prima possibile“.

Conferenza stampa di Mancini. La gestione di Baldini e la situazione sulla presidenza Malagò

Mancini è tornato sulla famosa estate in cui abbandonò la panchina della Nazionale. Non si sente in debito, ma sente una grossa responsabilità. “Adesso penso che il tifoso si può arrabbiare e per riconquistarli dovremo fare le cose per bene. Poi magari le cose si tranquillizzeranno di nuovo“. Sulla gestione di Baldini: “Era il ct della 21. Ha fatto una buona scelta, perché serviva anche a lui e per farli conoscere. Noi abbiamo fatto giocare 50 giovani. Non è un problema che ci tocca. Li cerchiamo e li vogliamo vedere“. Ha parlato serenamente anche della questione che lega la presidenza di Malagò a un filo sottolineando: “Noi dobbiamo pensare a vincere la prima partita contro il Belgio. Non sarà semplice“.

Ritrova nuovamente una squadra non qualificata ai Mondiali e la formula per risollevare l’animo degli azzurri è la seguente: “Molti giovani sono qui per la prima volta e sono felici, vogliono dare il massimo. Partiamo perché siamo sicuri di poter fare qualcosa di bello e che farà divertire. Sono sicuro che nei prossimi quattro anni qualcosa porteremo a casa. Vedo che hanno qualità e vanno messi solo alla prova“. A livello tattico: “A parte qualche giocatore infortunato, valuteremo. Siamo aperti a qualsiasi tipo di soluzione tattica. Possiamo giocare con le due punte, con il 4-3-3, in diversi modi. Vedremo in questi giorni. Conta chi ha minuti nelle gambe e chi sta meglio fisicamente. Sono curioso di vedere i giocatori all’opera e voglio costruire qualcosa“.

Sulla Nations League e la costruzione della squadra: “Non sappiamo di quanto tempo abbiamo bisogno. Dovremo essere veloci e bravi. Abbiamo bisogno di vincere e risalire nel ranking“. Sulla Serie A e il metro arbitrale: “Ho pensato che l’Italia giocasse un ritmo inferiore perché non si fischiava troppi falli e mezzi falli. Credo sia molto positivo“. E sui risultati con netta assenza dello 0-0: ” Il fatto che sia sparito lo 0-0 rende la cosa più divertente. Questo è il calcio”. Sulle panchine di Kean e Pio Esposito: “Questo è il discorso di prima. Se pensiamo già a questo non va bene. Giocheranno sicuramente più avanti. Sono bravi, ma non solo loro due“.

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