
Milan, Amorim tuona dopo il ko: “Giocatori indifendibili, o miglioriamo o finisce qui”. E indica Pavlovic
Il Milan crolla in Europa League e Ruben Amorim non nasconde la propria delusione. Dopo la grande vittoria nel derby contro l’Inter, i rossoneri incassano una pesante sconfitta per 2-0 a San Siro contro il Ferencváros, compromettendo ulteriormente il proprio cammino europeo. Una prestazione difficile da spiegare, soprattutto per quanto mostrato nel primo tempo, che ha spinto l’allenatore portoghese a intervenire con parole durissime. Amorim non cerca alibi, non difende la squadra e mette tutti davanti alle proprie responsabilità. Nel mirino finiscono l’approccio, la concentrazione e la mentalità, mentre Strahinja Pavlovic viene indicato come esempio da seguire per tutto il gruppo.
Milan, Amorim senza scuse: “Non ricordo un altro primo tempo così”
La sconfitta contro il Ferencváros ha lasciato il Milan con tanta amarezza e pochissime certezze. Il risultato finale di 0-2 racconta soltanto in parte una serata nella quale i rossoneri sono apparsi impreparati e poco incisivi, soprattutto nella prima frazione. Amorim, al termine della gara, ha scelto di non cercare giustificazioni.
“Non c’è spiegazione. Non c’è niente che io possa dire, soprattutto sul primo tempo. Non ricordo un altro primo tempo così”, ha dichiarato il tecnico.
L’allenatore ha individuato soprattutto un problema di atteggiamento, più che di qualità tecnica: “Si tratta di ambizione, concentrazione, ambizione. Abbiamo regalato opportunità, abbiamo fatto regali stupidi. Non eravamo preparati per giocare a calcio stasera”.
“Quando giochi con la maglia del Milan hai una responsabilità e non puoi presentarti così”, ha aggiunto. Il portoghese ha riconosciuto anche una parte di responsabilità personale: “Probabilmente anche io non ho fatto in modo che la squadra scendesse in campo pronta”.
“Non siamo pronti per essere competitivi su due fronti”
Uno dei passaggi più significativi della conferenza riguarda la capacità del Milan di reggere gli impegni in campionato e in Europa League. La squadra è chiamata a giocare ogni tre giorni, ma secondo Amorim non ha ancora dimostrato di essere pronta a sostenere questo ritmo.
“Non siamo pronti per essere competitivi su due fronti. Dobbiamo lavorare sul nostro modo di vedere il calcio e su come approcciamo le partite”, ha spiegato. Il tecnico ha poi ribadito la propria delusione, senza voler proteggere i giocatori dalle critiche: “Non ci sono scuse stasera, non c’è niente che io possa dire. Di solito ho tanto da dire per difendere la nostra squadra, questa sera no”.
Una presa di posizione molto netta. Amorim non ha voluto utilizzare il turnover come spiegazione della sconfitta, perché il problema, a suo giudizio, non è legato soltanto agli uomini scelti dal primo minuto. “Non si tratta della formazione titolare, si tratta della preparazione, di essere pronti mentalmente a vincere ogni partita e della responsabilità che abbiamo come club”, ha chiarito.
Pavlovic come esempio: “Tutti devono allenarsi come lui”
Tra le dichiarazioni più forti della serata c’è quella dedicata a Strahinja Pavlovic. Il difensore serbo, che ha riposato contro il Ferencváros dopo aver giocato praticamente sempre, è stato indicato da Amorim come modello per il resto della squadra. “Tutti devono allenarsi come Pavlovic. Lui è pronto a morire in allenamento. È un buon esempio”, ha dichiarato il tecnico.
Un elogio che va oltre la prestazione del singolo. Amorim vuole trasmettere allo spogliatoio un messaggio preciso: l’impegno quotidiano e la disponibilità ad allenarsi con intensità devono diventare uno standard per tutti.
L’allenatore ha anche riconosciuto che alcuni calciatori possono incontrare difficoltà quando non vengono schierati dall’inizio, ma ha escluso che questo possa rappresentare una giustificazione: “A volte quando i giocatori non iniziano dall’inizio hanno delle difficoltà. Ma non ci sono scuse, avremmo dovuto vincere anche con chi ha cominciato da titolare”.
“Dobbiamo migliorare, altrimenti finisce qui”
Il passaggio più duro della conferenza è arrivato quando Amorim ha parlato della necessità di cambiare immediatamente atteggiamento. Il tecnico ha rivolto un avvertimento alla squadra, sottolineando che il Milan non può continuare a concedere occasioni in maniera così ingenua.
“Tutte le occasioni concesse, specialmente all’inizio, ce le siamo regalate da soli. Ma non possiamo permetterci di fare una cosa del genere, soprattutto nel primo tempo, davanti ai nostri tifosi, a casa nostra”, ha spiegato. Poi la frase che dà il titolo alla conferenza: “Non possiamo farlo, dobbiamo migliorare, altrimenti finisce qui”.
Un messaggio che riguarda soprattutto la mentalità. Amorim non pretende che il Milan vinca ogni partita o che sia sempre tecnicamente perfetto, ma vuole vedere una squadra capace di controllare ciò che dipende dai propri comportamenti.
Europa League, Amorim non vuole mollare: “Lotteremo fino alla fine”
La sconfitta complica ulteriormente il percorso europeo del Milan, che resta fermo a tre punti e vede diventare più difficile la qualificazione. Amorim, però, non ha intenzione di arrendersi. “Dobbiamo essere pronti, ora non lo siamo, per giocare e vincere ogni tre giorni. Ma non mollerò questa competizione”, ha dichiarato.
Il tecnico ha poi ribadito che la squadra continuerà a lottare finché la matematica non renderà impossibile raggiungere l’obiettivo: “Finché non ci condanna la matematica lotteremo in questa competizione come nelle altre”. Una posizione che conferma la volontà di non abbandonare l’Europa League, nonostante il momento complicato. Per farlo, però, servirà un cambio di mentalità immediato.
“Abbiamo incontrato delle difficoltà, non sono completamente soddisfatto del rendimento in Europa League e nemmeno in Serie A, dove dovremmo avere più punti”, aveva già spiegato Amorim alla vigilia.
Dal derby alla delusione europea: il Milan deve reagire
La sconfitta contro il Ferencváros rende ancora più evidente l’incostanza del Milan. La squadra aveva appena conquistato una vittoria importante contro l’Inter, ma non è riuscita a sfruttare quell’entusiasmo per affrontare nel modo giusto l’impegno europeo.
Amorim ha sottolineato come il problema non sia soltanto legato alla gestione della formazione, ma alla capacità di prepararsi mentalmente a ogni partita. Le rotazioni sono necessarie per evitare nuovi infortuni, ma devono essere accompagnate da un atteggiamento adeguato da parte di tutti.
Il tecnico ha ammesso di non avere nulla da dire per difendere la prestazione dei suoi: “Non ho nulla per difendere me stesso e i miei giocatori per la prestazione di oggi”.
Una frase che fotografa la gravità del momento. Il Milan deve ritrovare equilibrio e continuità, evitando che una vittoria prestigiosa venga immediatamente seguita da una prestazione così deludente.
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