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Kolo Muani non è un centravanti e lo ha capito anche Spalletti

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Kolo Muani non è un centravanti e lo ha capito anche Spalletti

Questo non è un centravanti. René Magritte oggi titolerebbe così la sua opera più celebre, ritraendo al centro del suo quadro più famoso il viso dello juventino Kolo Muani. Deve essere apparsa un’immagine del genere nella testa di Spalletti, al termine di lunghi ragionamenti notturni alla ricerca di una quadra per la sua Juventus. Il tecnico toscano sembra ormai essersi arreso all’evidenza e aver compreso che il francese è un numero 9 solo sulla carta.

Juve, chi fa il centravanti? Il caso Kolo Muani e le richieste di Spalletti

La partita di ieri sera contro l’AZ ha svelato la vera identità di Kolo Muani. Ma anche confermato la solitudine di Spalletti, le cui richieste tecniche riecheggiano nei corridoi vuoti del club senza che nessuno sia interessato ad ascoltarle. L’ex PSG contro gli olandesi ha giocato defilato o alle spalle della prima punta, pur essendo costato quasi 50 milioni di euro (contando i bonus) per sostituire Dusan Vlahovic. Il serbo era il centravanti tipo di Spalletti: forte di testa, ottime doti balistiche, al netto della sua discontinuità.

L’ex Roma è alle prese adesso con un giocatore che necessita di un compagno con cui dialogare o di essere lanciato negli spazi. Da qui, la scelta di virare su una specie di 3-4-3 e di utilizzare sia Kolo che Woltemade. Il tedesco doveva essere un’alternativa al francesce. L’attaccante originario di Brema è poi scalato nelle gerarchie, per sopperire alla mancanza di una prima punta classica. 

Carnevali sembra aver strutturato il mercato bianconero basandosi più sulle preferenze dei tifosi che sulle indicazioni della guida tecnica. L’ex DS del Sassuolo è un personaggio noto nel nostro calcio, sempre all’apparenza in grado di anteporre il progetto calcistico al marketing o all’immagine esterna. Il dubbio è che questa volta abbia cambiato i propri criteri di scelta, o che avesse questa estate ancora negli occhi, quel Kolo Muani di metà 2025 sotto la gestione Tudor.

Il “carro Kolo Muani” e la fiducia di Spalletti

Al di là però del paradosso in cui sia la Juve che Spalletti sembrano intrappolati (un numero 9 che non è una prima punta e la sua riserva che è diventata titolare, senza per altro convincere pienamente), resta comunque l’ottima prestazione di Kolo Muani nella serata di Europa League che ha visto la Juve uscire con 3 punti in tasca. Contro gli olandesi, il francese ha prima creato l’occasione e poi firmato l’assist per Koopmeiners, sgusciando via ai difensori avversari e mettendo una palla affilata alle loro spalle. Il gol dell’ex Tottenham è poi arrivato grazie ad una combinazione proprio con Woltemade, ma l’azione scaturisce da una aggressione feroce sul pallone da parte del francese.

L’impegno di Kolo Muani non è mai mancato, neanche la fiducia da parte del suo allenatore. Spalletti dal famoso carro evocato in un’intervista di inizio stagione, non è mai sceso. Il toscano piuttosto gli ha dovuto cambiare nome. Il carro che l’allenatore di Certaldo non ha mai abbandonato non è più quello di un centravanti.

Non solo una questione tattica

Kolo Muani non è una prima punta e l’investimento economico significativo da parte della società non ha risposto all’esigenza ben chiarita lo scorso anno dallo stesso Spalletti: il bisogno disperato di gol. O meglio, di un attaccante in grado di farli. Se Kolo Muani sembra trovarsi più a suo agio nelle zone più defilate del campo, Woltemade il meglio di sé pare darlo spalle alla porta. Per motivi e avendo caratteristiche diverse, i due attaccanti della Juventus non hanno il gol nel proprio patrimonio genetico. Quello ad avere più confidenza con i gol di testa resta quindi Mckennie e in assenza dell’americano il solo Gatti, che formalmente di mestiere farebbe il difensore. 

La Juventus viene da due prestazioni serie contro Napoli e AZ, anche se non proprio entusiasmanti. Spalletti, attraversando diverse difficoltà sul piano delle motivazioni e degli incastri tattici, sembrerebbe aver disegnato il vestito più adatto per la squadra. La questione Kolo Muani fa però riflettere, sia per quel che riguarda la sintonia tra squadra mercato (Massara e Carnevali) e staff tecnico (Spalletti e collaboratori), sia sul futuro della stessa Juventus. Il cambio di ruolo di Muani è un po’ il simbolo della crisi d’identità del club bianconero, a metà tra l’ambizione di vincere e l’attuale condizione di classifica. Questa Juventus sa infatti solo quello che non è, come il suo attaccante francese. 

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