
Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato ai microfoni di Mediaset prima della partita contro il Milan di Allegri. A pochi giorni dalla sconfitta maturata in campionato proprio contro il Milan, la Lazio di Maurizio Sarri si ritrova di nuovo davanti ai rossoneri. Ma questa volta il contesto è diverso, e forse ancora più stimolante: la Coppa Italia rappresenta per i biancocelesti un’occasione preziosa, quasi unica, per dare un senso forte alla stagione. Fuori dalle competizioni europee e costretta a inseguire in campionato, la squadra capitolina ha infatti la possibilità di concentrare energie, motivazioni e idee in un torneo diretto che può riportarla a lottare per un trofeo e, soprattutto, restituirle quella centralità che il percorso altalenante in Serie A ha un po’ smorzato.
La sconfitta di sabato, pesante soprattutto dal punto di vista emotivo, ha lasciato in eredità un senso di incompiuto. Una buona prova per larghi tratti, ma ancora troppe disattenzioni nei momenti chiave. Ora però arriva immediatamente la chance di una rivincita sportiva, la possibilità di dimostrare che la Lazio può competere con una big e che ha dentro di sé risorse non ancora espresse pienamente. Sarri sta valutando qualche cambio, ma l’obiettivo è chiaro: mettere in campo una squadra capace di palleggiare, di alzare i ritmi e di non permettere al Milan, solido e cinico con Allegri, di gestire la gara come successo in campionato. Servirà una Lazio aggressiva, convinta, con maggiore qualità nell’ultimo passaggio e più attenzione nei dettagli difensivi.
Lazio-Milan, Sarri: “Una fase transitoria difficile”
Il tecnico toscano ha parlato cosi della gara di giovedì sera: “Se facciamo per 90 minuti quello che abbiamo fatto nel primo tempo va benissimo, non possiamo pensare di azzerare la pericolosità del Milan. Un avversario che può farti gol in tanti modi. La Coppa Italia come sapete è una formula che non mi piace, giocheremo turno per turno senza fare progetti a lungo periodo. Noi siamo andati molto bene nel primo tempo, dopo il gol abbiamo sbandato. In questa fase tre partite a settimana sono un problema, ma faremo un sacrificio e daremo tutto, senza condizionamenti. Parliamo di giocatori anche fermi da 50 giorni Castellanos, è una fase transitoria difficile. Sarà una partita in cui i cinque cambi possono consumarsi in fretta. In questa stagione non abbiamo velleità di classifica, bisogna essere onesti, ci servirà per crescere e creare una base che proveremo a migliorare per essere competitivi“.
Sul caso Pavlovic e il presunto rigore: “Bisogna azzerare tutto e ributtarsi sula prossima partita, senza crearsi alibi di arbitraggi. Piuttosto, mi viene in mente un suggerimento: mettiamo le postazioni Var dalla parte opposta delle panchine. L’arbitro deve prendere delle decisioni in una tranquillità diversa da quella che ho visto. Noi dobbiamo giocare per i nostri obiettivi, di tutto abbiamo bisogno meno che di una partita nervosa“.
Sul mercato di gennaio: “Bisognerà vedere se a gennaio sarà a zero, se sarà libero, se proprio ci sarà un mercato. Per noi sarà decisivo quello di giugno. Ho detto quello che secondo me può mancare a livello di ruoli e di qualità, poi individuare i nomi è compito della società. E’ inutile dire cosa ci manca perché dovrei dire quale giocatore deve andare via: ma noi in questo momento non possiamo fare a meno di nessuno, lasciamo perdere queste cose che ci possono fare solo del male“.
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