
Il martedì di Champions League di ieri è amarissimo: sia la Juventus che l’Atalanta escono sconfitte dall’andata dei playoff. Aspettando la scesa in campo dell’Inter, tocca leccarsi le ferite e ripensare a quando tra una settimana ci sarà il ritorno. Le aspettative sono minime: serve un miracolo.
Champions League, Juventus e Atalanta quasi fuori: si accettano miracoli
Fa male, male da morire. Giochiamo con le citazioni, ma intanto non ci resta che piangere e, per chi ne ha, pensare positivo. La Juventus e l’Atalanta si rovinano la serata e probabilmente la stagione europea in Champions League. Se da una parte sono quattro i gol necessari per passare, dall’altra almeno tre. Possiamo tornare ai soliti discorsi, ma alla fine quella attrezzata delle italiane sembra essere solamente l’Inter.
Da una parte c’è una Juventus che si rivela fragile appena togli Bremer e se non ha Yildiz che si accende, fatica enormemente. David infortunato, ma Openda? Bocciato praticamente. Inutile anche ipotizzare se ci fosse stato Vlahovic. Si può magari sperare che Teun Koopmeiners abbia finalmente svoltato, ma alla fine è una Juve che ha molto da maturare. Ieri dovevi stringere i denti, invece sono state commesse valanghe di errori. La Champions League è avanti anni luce dal campionato e sono mazzate. Vedi il gol dell’1-0 turco, ma anche gli errori di Kelly e Thuram. Il rosso di Cabal rimane la nota stonatissima della serata e che sicuramente porterà a dei ragionamenti anche sul colombiano.
Come se non bastasse, c’è anche quel Noa Lang, già presente contro il PSV Eindhoven, che questa volta ne mette dentro due di reti. Chiamala vendetta partenopea, anche se gli amici napoletani dopo ieri possono arrabbiarsi quasi alla pari. Ma alla fine si torna lì. Le polemiche questa volta non sono sulle scelte dell’allenatore, ma sulla squadra. Le seconde linee non sono all’altezza, la mancanza di punta e la gestione della partita. Il secondo tempo ha visto la Juve sciogliersi, ma questa volta le neve, come nel 2013, non c’entra nulla.
L’Atalanta rimane con l’amaro in bocca. Prova difficilissima, si sa che il Dortmund è una squadra forte e che certamente si farà sentire nella competizione. L’Atalanta senza De Ketealere e Raspadori fatica e al Dortmund bastano le reti di Guirassy e Beier. Bernasconi e Zalewski provano a impensierire dalla fascia, Krstovic nel secondo tempo lavora molto bene rispetto al rientrante Scamacca, ma Kobel non sembra volerne sapere. Dominio totale giallonero e il ‘dentista’ è rimasto inerme. Ora servirebbe un’impresa alla NB Arena a Bergamo, dove una città intera vuole trascinare la squadra. Provarci e sperare. Altrimenti testa alla Coppa Italia e alla corsa alle qualificazioni nelle competizioni europee.
L’unica notizia positiva, è non dal lato nerazzurro, è l’esordio di Reggiani, classe 2008, nella difesa giallonera in Champions League. Paradossale che in Italia questo ragazzo non abbia trovato spazio, mentre a Dortmund già stravedono per lui (aspettando Inacio). Diventa il più giovane giocatore italiano ad aver giocato un match di UEFA Champions League vestendo la maglia di una squadra non italiana.
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