
La Juventus torna a correre e spazza via le perplessità delle ultime uscite domando il Lecce con un nitido 2-0. Una prova d’autorità che regala a Luciano Spalletti tre punti d’oro per scuotere la graduatoria, spingendo la formazione torinese a quota 14 e restituendo certezze a tutto l’ambiente bianconero.
Lecce-Juventus, la cronaca: lampi bianconeri nel primo tempo, gestione nella ripresa
I primi istanti di gara regalano un brivido freddo alla retroguardia ospite: l’estremo difensore Vicario tentenna nel rinvio e favorisce l’opposizione di N’Dri, la cui ribattuta sfila fortunatamente a lato. Sventato il pericolo iniziale, la Vecchia Signora prende gradualmente in mano le redini del match imponendo il proprio fraseggio, pur infrangendosi inizialmente sulla densità difensiva eretta dal Lecce.
Il muro salentino crolla però al 29’: un calcio di punizione dalla trequarti pennellato con il goniometro da Douglas Luiz trova l’inserimento con i tempi giusti di Weston McKennie, spietato nell’indirizzare in rete un pallone velenoso che trafigge Falcone per il vantaggio. Lo statunitense spezza così un’astinenza dal gol che in Serie A durava da ben 819 minuti. Sulle ali dell’entusiasmo la Juve spinge e al 41’raddoppia con un’azione da manuale: rifinitura di Gatti e pennellata dal limite dell’area ancora di Douglas Luiz, che d’interno destro firma la rete del raddoppio e mette al sicuro il risultato prima del riposo.
Nel secondo tempo i ritmi calano e la formazione piemontese preferisce amministrare il doppio margine, lasciando al Lecce l’iniziativa. Gli uomini di Di Francesco provano a riaprire la contesa con il forcing finale, ma l’unica vera minaccia capita sulla testa di Gaspar dagli sviluppi di un corner, neutralizzata da un grande riflesso di Vicario. L’ultimo acuto della sfida è l’espulsione dello stesso Gaspar nel recupero per proteste, che cala il sipario sull’incontro.

Il protagonista: Douglas Luiz padrone assoluto della scena
Il centrocampista brasiliano ha sfoderato una prestazione monumentale, affermandosi come padrone indiscusso della mediana e uomo copertina della serata. Oltre a una regia illuminata, per la prima volta in carriera nei primi cinque campionati d’Europa il classe ’98 ha messo il timbro sia come marcatore che come assistman nella medesima gara, e questo dopo ben 261 presenze complesse. Con un gol e un passaggio vincente messi a segno nelle prime otto uscite di questo torneo, Douglas Luiz ha già spazzato via il lungo digiuno dell’annata precedente con la maglia bianconera, prendendosi definitivamente le chiavi del centrocampo della Juve.
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