
Palladino, giorno uno a Bologna: “Non sono qui per una panchina, ma per un progetto”.
Cambio di scena improvviso in casa Bologna, con Domenico Tedesco che paga a carissimo prezzo un avvio di stagione decisamente al di sotto delle aspettative: appena un punto conquistato nelle prime quattro giornate di campionato, tra tre sconfitte e un pareggio nel derby emiliano contro il Sassuolo. Una débacle che ha spinto la dirigenza rossoblù a un cambio di rotta rapidissimo, affidando la panchina a Raffaele Palladino, tecnico che arriva a Casteldebole con un contratto triennale e la missione di riaccendere l’entusiasmo di un ambiente evidentemente in difficoltà .
Bologna, Palladino: “Mi hanno prospettato un progetto, non una semplice panchina”
Nella conferenza stampa di presentazione, tenutasi al centro tecnico “Nicolò Galli”, Palladino ha aperto il proprio intervento con parole cariche di gratitudine e motivazione. Il tecnico ha voluto ringraziare pubblicamente proprietà e società per la dimostrazione di fiducia ricevuta in tempi rapidissimi, sottolineando come non gli sia stata prospettata semplicemente una panchina da occupare, ma un vero e proprio progetto a lungo termine da costruire insieme. Un concetto ribadito più volte nel corso dell’incontro con la stampa, segno di quanto questo aspetto abbia effettivamente pesato nella scelta finale del tecnico campano.
Palladino ha raccontato di aver vissuto sensazioni bellissime fin dai primi contatti con l’ambiente bolognese, descrivendo un contesto positivo che però deve necessariamente ritrovare quell’entusiasmo un po’ smarrito nelle ultime settimane. Il tecnico si è detto carico e determinato per intraprendere questo nuovo percorso, non dimenticando di ringraziare anche i tifosi per il calore dimostrato fin da subito nei suoi confronti.
“Vado a pelle, ho sentito la scintilla giusta”
Particolarmente significativo il passaggio in cui Palladino ha spiegato le motivazioni più profonde alla base della propria scelta professionale. Il tecnico ha ammesso di essere una persona che si affida molto all’istinto e alle sensazioni personali, raccontando come a Bologna abbia percepito immediatamente quella scintilla che gli ha fatto capire di trovarsi nel posto giusto per proseguire la propria carriera. Ha inoltre svelato di aver rifiutato altre proposte pur di sposare questo progetto, spiegando come sentisse la necessità , in questo momento specifico della propria carriera, di aprire un nuovo ciclo e costruire qualcosa di importante e duraturo.
Curioso anche il parallelo tracciato dallo stesso tecnico con un momento specifico del proprio passato professionale, quando l’allora presidente Silvio Berlusconi gli chiese se avesse il coraggio di ripartire dall’inizio prima di una sfida di Coppa Italia contro la Juventus ai tempi del Monza. In quell’occasione, ha raccontato Palladino, il coraggio fu effettivamente necessario; stavolta, invece, è bastato semplicemente parlare con il presidente e i dirigenti rossoblù per sentire immediatamente la fiducia necessaria a intraprendere questa nuova avventura.
Il modulo: apertura alla difesa a tre
Sul fronte più prettamente tattico, Palladino ha lasciato aperte diverse possibilità riguardo al sistema di gioco da adottare. Il tecnico ha spiegato come, nel corso della propria carriera da allenatore, abbia avuto la fortuna di cambiare diversi sistemi di gioco, maturando una discreta esperienza anche con la difesa a tre. Palladino ha sottolineato come ogni allenatore debba necessariamente essere flessibile al cambiamento in base agli interpreti a disposizione, aggiungendo come la rosa attuale del Bologna sembri essere stata costruita principalmente per giocare con la difesa a quattro, pur mantenendo comunque margini di adattamento anche verso altre soluzioni tattiche.
Studio approfondito della squadra: “Ho visto un’idea di calcio”
Palladino ha voluto sottolineare come il proprio arrivo non sia frutto dell’improvvisazione, raccontando di aver già seguito dal vivo il Bologna in occasione della sfida contro la Lazio. Il tecnico ha ammesso come quella partita non fosse andata bene per i rossoblù, ma di aver comunque notato un’idea di calcio precisa nel tentativo della squadra di imporre il proprio gioco. Ha inoltre specificato di conoscere già molti dei giocatori a disposizione, esprimendo piena fiducia nei valori umani e professionali del gruppo squadra ereditato da Tedesco.
I singoli: Orsolini-Bernardeschi “coppia formidabile”, fiducia a Dovbyk e Piccoli
Non sono mancati riferimenti diretti ad alcuni singoli giocatori della rosa. Palladino ha speso parole entusiastiche per la coppia formata da Riccardo Orsolini e Federico Bernardeschi, definendola formidabile, sottolineando come cercherà sempre di schierare giocatori di qualità , a patto che questi si mettano al servizio della squadra anche attraverso il sacrificio personale. Il tecnico ha inoltre confermato con soddisfazione il rientro in gruppo dello stesso Orsolini, elemento chiave per il reparto offensivo rossoblù.
Sul fronte del reparto avanzato, Palladino ha affrontato anche il dualismo tra Artem Dovbyk e Roberto Piccoli, spiegando di conoscere molto bene quest’ultimo e di credere fortemente nelle sue qualità , mentre per l’ucraino, fermo a lungo per infortunio, l’obiettivo dichiarato sarà quello di rimetterlo il prima possibile nelle giuste condizioni fisiche. Il tecnico ha ricordato come il Bologna disponga di una batteria di centravanti niente male, contando anche su Enem, con l’obiettivo di sfruttare al meglio tutte le risorse offensive a disposizione.
Il nodo condizione fisica e il lavoro psicologico
Uno dei temi più ricorrenti dell’intera conferenza ha riguardato la necessità di ritrovare rapidamente la giusta condizione fisica generale della squadra. Palladino ha ammesso come vedere le partite dall’esterno gli faccia notare quanto sia aumentata l’intensità del gioco nel calcio moderno, con meno pause e più ritmo complessivo, circostanza che rende ancora più necessario lavorare sodo per elevare il livello di forma fisica del gruppo. Il tecnico ha inoltre sottolineato come il proprio lavoro, in questa fase iniziale, dovrà avere anche una componente fortemente psicologica, necessaria per restituire fiducia e serenità a uno spogliatoio reduce da un avvio di stagione complicato.
L’esordio contro il Torino
Palladino debutterà ufficialmente sulla panchina rossoblù già sabato prossimo, nella sfida casalinga contro ilTorino valida per la quinta giornata diSerie A. Un esordio quasi immediato, che non lascerà molto tempo al tecnico campano per preparare nei minimi dettagli la propria squadra, ma che al tempo stesso rappresenta l’occasione perfetta per iniziare a mettere le prime, importanti basi del nuovo corso tecnico, provando a restituire ai propri tifosi quell’entusiasmo che l’inizio difficile di stagione aveva inevitabilmente compromesso.
Le parole di Fenucci sull’esonero di Tedesco
A completare il quadro della giornata, anche l’amministratore delegato Claudio Fenucci ha voluto spiegare le motivazioni dietro la scelta di interrompere così rapidamente l’esperienza di Tedesco, decisione maturata dopo appena quattro giornate di campionato. Fenucci ha spiegato come la decisione sia nata da un confronto diretto con Sartori e Di Vaio, sottolineando come non si tratti in alcun modo di un giudizio negativo sul metodo di lavoro dell’ormai ex tecnico tedesco, quanto piuttosto di una preoccupazione concreta legata ai riflessi che quelle metodologie stavano avendo sul rendimento della squadra in questo specifico momento.
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