
Inter, Chivu esalta Thuram: “Ferocia devastante”. E sui rigoristi lancia Calhanoglu, Zielinski e Sucic: “Dubito che Marcus li tirerà”
L’Inter non molla mai e contro la Fiorentina trova una vittoria pesantissima, costruita con carattere e determinazione fino all’ultimo secondo. A San Siro finisce 2-1 per i nerazzurri, capaci di ribaltare il risultato nel finale dopo essere andati sotto per il gran gol di Jiménez. Quando la partita sembra ormai indirizzata verso la sconfitta, Marcus Thuram trova il pareggio al 91′ e, pochi minuti più tardi, Piotr Zielinski trasforma il calcio di rigore che completa la rimonta.
Al termine della gara, Cristian Chivu si gode una squadra che ha saputo mantenere la lucidità anche nei momenti più complicati, senza farsi condizionare dal risultato e dalle polemiche arbitrali. Il tecnico nerazzurro dedica parole importanti a Thuram, scherza sulle gerarchie dal dischetto e invita alla prudenza quando si parla del giovane Lavelli, entrato nella ripresa e protagonista di una prestazione incoraggiante.
Inter-Fiorentina, Chivu: “Avrei fatto i complimenti ai ragazzi anche perdendo”
La vittoria contro la Fiorentina conferma la capacità dell’Inter di reagire alle difficoltà. I nerazzurri hanno costruito numerose occasioni, senza però riuscire a concretizzarle per buona parte della gara. Il gol di Jiménez, arrivato nella ripresa con una conclusione spettacolare dalla distanza, avrebbe potuto compromettere una partita nella quale la squadra di Chivu aveva prodotto molto più degli avversari. Invece, l’Inter non si è disunita e ha continuato a cercare il pareggio fino a ribaltare completamente il risultato.
L’allenatore ha sottolineato proprio questo aspetto nella sua analisi: “Abbiamo fatto una buona gara sotto tutti i punti di vista, poi siamo andati sotto con il punto della domenica, ma ci sta”. Chivu ha riconosciuto la qualità della conclusione avversaria, senza però mettere in discussione la prestazione dei propri giocatori.
“Per quello che abbiamo fatto, per la capacità di andare sempre in area loro senza subire ripartenze, sono felicissimo”, ha aggiunto il tecnico, soddisfatto dell’atteggiamento mostrato dalla squadra. L’Inter ha cercato di controllare la partita, mantenendo il possesso e provando a sfruttare soprattutto le corsie esterne per scardinare una Fiorentina ben organizzata.
Il risultato finale premia una squadra che non ha mai smesso di crederci. Chivu ha spiegato che avrebbe espresso lo stesso giudizio positivo anche in caso di sconfitta per 1-0, perché il suo obiettivo è valutare il comportamento dei giocatori e la qualità del gioco, non soltanto il risultato. “La parte mentale è importantissima, oggi non ci siamo fatti prendere né dal panico né da qualche ingiustizia”, ha sottolineato.
Thuram è tornato devastante: “Merito mio o di Zidane?”
Il volto della rimonta nerazzurra è Marcus Thuram. L’attaccante francese ha trovato il gol del pareggio al 91′, riaprendo una partita che sembrava ormai persa, e ha poi conquistato il calcio di rigore trasformato da Zielinski per il definitivo 2-1. Una prestazione di grande intensità, nella quale ha mostrato velocità, forza fisica e capacità di mettere in difficoltà i difensori avversari anche quando le energie sembravano esaurite.
Chivu ha scherzato quando gli è stato chiesto se il rendimento del francese fosse cambiato grazie al lavoro svolto insieme: “Non so se è merito mio o merito di Zidane”, ha risposto sorridendo. Il tecnico ha poi spiegato che Thuram ha avuto alcune settimane per lavorare con il gruppo e una settimana di riposo, elementi che potrebbero aver contribuito al suo stato di forma.
Il giudizio sull’attaccante è comunque molto chiaro. “Attacca con una ferocia devastante, quando ti punta c’è sempre il rischio che ti salti o che succeda qualcosa”, ha dichiarato Chivu. Parole che descrivono perfettamente l’impatto del francese, diventato una minaccia costante per la difesa viola soprattutto nella fase conclusiva della partita.
In assenza di Lautaro Martinez, Thuram si è assunto maggiori responsabilità, non soltanto dal punto di vista realizzativo ma anche nella gestione dell’attacco. Il tecnico ha spiegato di aver parlato con lui durante la sosta, sottolineando come il giocatore abbia mostrato una crescente disponibilità a trascinare la squadra nei momenti decisivi.
Chi tira i rigori nell’Inter? Chivu fa i nomi di Calhanoglu, Zielinski e Sucic
Uno degli argomenti più curiosi del post partita riguarda la gerarchia dei rigoristi nerazzurri. Nonostante la sua prestazione decisiva, Thuram non è stato incaricato di calciare il penalty che ha permesso all’Inter di completare la rimonta. Dal dischetto si è presentato Zielinski, che ha mantenuto la freddezza necessaria per trasformare una conclusione pesantissima al 98′.
Chivu ha chiarito che la squadra dispone di più specialisti affidabili. “Abbiamo rigoristi molto forti come Calhanoglue Zielinski. Anche Sucic ora li sta tirando bene”, ha spiegato l’allenatore, facendo riferimento alle alternative a disposizione nello spogliatoio.
Il tecnico ha poi scherzato sulla possibilità che un giorno possa toccare anche a Thuram: “Forse un giorno tirerà anche i rigori, ma ne dubito”. Una battuta che non ridimensiona il contributo del francese, ma sottolinea come l’Inter abbia già diverse soluzioni per affrontare una delle situazioni più delicate di una partita.
Zielinski, intanto, ha dimostrato di saper gestire la pressione nel momento più importante. Il suo tiro dal dischetto ha completato una rimonta che sembrava improbabile soltanto pochi minuti prima e ha regalato ai nerazzurri tre punti fondamentali per la classifica.
Chivu ha raccontato anche cosa stesse pensando mentre il polacco si preparava a calciare. “Pensavo a tutto quello che abbiamo fatto oggi”, ha spiegato, aggiungendo di sperare che il centrocampista riuscisse a segnare perché, per quanto mostrato sul campo, l’Inter avrebbe meritato la vittoria.
Bonny, Pio Esposito e Lavelli: Chivu spiega le mosse offensive
La rimonta dell’Inter è stata favorita anche dai cambi effettuati nella ripresa. Chivu ha cercato di aumentare la dinamicità dell’attacco, modificando le posizioni degli interpreti per mettere in difficoltà una Fiorentina che, fino a quel momento, era riuscita a difendere con ordine.
L’ingresso di Bonnyha permesso ai nerazzurri di offrire meno riferimenti ai centrali avversari. “Bonny perché non dà riferimenti, mentre con Pio era più semplice per i loro centrali”, ha spiegato il tecnico, illustrando il motivo della scelta. L’obiettivo era rendere più imprevedibile il movimento degli attaccanti e creare spazi per gli inserimenti dei compagni.
Chivu ha riconosciuto che inizialmente la manovra non produceva abbastanza presenza dentro l’area. L’Inter cercava spesso di sviluppare il gioco sulle fasce, ma mancavano uomini pronti a raccogliere i palloni in zona gol. Da qui la decisione di inserire anche Lavelli, con l’obiettivo di aggiungere un attaccante e aumentare il numero di giocatori in area di rigore.
“Dovevamo riempire meglio l’area”, ha spiegato l’allenatore, evidenziando come la scelta fosse legata alle esigenze della partita. Il giovane attaccante ha risposto con una prestazione utile, mostrando personalità e disponibilità a lavorare per la squadra.
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