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Italia-Belgio: all’Olimpico l’ennesimo bagno di realtà

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Italia-Belgio: all’Olimpico l’ennesimo bagno di realtà

Doveva essere l’inizio di un percorso di rinascita. La partita di ieri contro il Belgio ha invece confermato tutto il nostro pessimismo attorno al futuro dell’Italia. La Nazionale andrà in cerca di punti contro Turchia e Francia in questa Nations League, ma la fiducia è ai minimi storici.

Italia-Belgio: un altro schiaffo al nostro orgoglio

Difficile convincersi del contrario, insistere di essere ancora l’Italia che crediamo di essere. Girarci dall’altra parte, rispetto alla cruda realtà del risultato. La prima Italia del Mancini Bis ha perso, ma ciò che scoraggia oltre la sconfitta, è la prestazione degli Azzurri. Confusi, distratti, persi dentro un vestito tattico fuori misura. Tante le dissonanze, tra le aspettative del nostro CT, convinto di poter arrivare in fondo alla competizione, e i punti raccolti al fischio finale. Tra ciò che ci aspettavamo dai migliori (Barella e Tonali) e le prestazioni al di sotto dei loro standard. Tra ciò che speravamo e che invece era facilmente prevedibile.

La distanza dalle altre nazionali è ancora larghissima, e non basta chiamarsi Italia per ridurla e giocare alla pari. Anche il Belgio si trova in un momento di ricambio generazionale e riflessione su quello che potrebbe essere il futuro del calcio. Ma nessun movimento sembra affrontare una crisi così drammatica come la nostra. La formazione di Van Bommel all’Olimpico ha dominato com’era nelle intenzioni del tecnico olandese. Lo ha fatto dimostrando tutta la sua superiorità. Sotto il profilo tecnico, ma anche in termini di organizzazione del gioco.

I due gol subiti, mettono in risalto le nostre fragilità difensive. I nomi e la qualità dei giocatori andati a segno ci ricordano i nostri errori. Ad aprire le marcature è stato prima Godts, a chiudere la pratica ci ha pensato poi Lukebakio. Giocatori veloci, tecnici e dal dribbling facile. Profili che il nostro calcio non è stato in grado di produrre in questi ultimi anni. 

Contro il Belgio l’Italia non è stata squadra

Ciò che lascia interdetti dalla prestazione degli Azzurri non sono solo gli errori tecnici, persino nelle giocate più semplici. A sorprendere è anche il ritardo della Nazionale, nel percorso che dovrebbe portare ad una nuova identità tattica. Sembra un paradosso, ma i ruoli sotto alcuni aspetti, erano più definiti sotto la gestione Gattuso. Il 4-3-3 su cui Mancini ha voluto insistere, modulo carta copiativa dell’Italia campione d’Europa nel 2021, non sembra sposarsi con le caratteristiche dei nostri giocatori. Un cambio di sistema potrebbe non essere necessario (per quanto si dovrebbe ragionare sui giocatori fuori ruolo, come Kean e Maldini ieri sera schiacciati verso l’esterno), forse non è la soluzione a tutti i mali. Certamente però, l’Italia vista ieri sera non è stata squadra. Mancini è chiamato pertanto a risolvere questo problema.

Nel post partita, il nostro CT ha difeso la prestazione dei suoi giocatori, criticando il primo tempo ed evidenziando i momenti positivi della seconda frazione. L’Italia ha giocato però solo venti minuti della ripresa, durante i quali si è avvicinata al gol un paio di volte. Serve fare di più, ne sono consapevoli anche i nostri giocatori. Sulla volontà di vincere con la maglia azzurra infatti, non si dubita neanche più. Oggi, la domanda è piuttosto un’altra: ne siamo ancora capaci? 

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