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Juventus-Atalanta (2-0), Sarri: “Aboliamo il VAR”

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Juventus-Atalanta (2-0), Sarri: “Aboliamo il VAR”

Maurizio Sarri, allenatore dell’Atalanta, ha parlato al termine della brutta sconfitta per due a zero contro la Juventus di Spalletti.

Terza sconfitta consecutiva per l’Atalanta e un Maurizio Sarri che, al termine della sfida persa 2-0 contro la Juventus, non ha nascosto né la propria amarezza né alcune preoccupazioni per il percorso della squadra. La Dea ha resistito per oltre un’ora all’Allianz Stadium, rimanendo dentro una partita equilibrata e costruendo anche alcune situazioni per poter rientrare in corsa, ma il secondo gol bianconero ha di fatto spezzato l’equilibrio. Nel post-partita, però, il tecnico nerazzurro ha affrontato diversi temi, dalla prestazione della squadra all’episodio della trattenuta di Kalulu su Rowe, passando per il VAR e per una questione che sembra essere diventata centrale nelle sue valutazioni: la mancanza di coraggio e iniziativa.

Juventus-Atalanta, Sarri parla delle difficoltà

Il risultato lascia l’Atalanta con tre ko consecutivi, ma Sarri ha evitato di parlare di una vera e propria crisi. La sua analisi è stata più sfumata: secondo l’allenatore, la squadra sta mostrando segnali di crescita dal punto di vista tecnico e tattico rispetto alle prime uscite, ma è ancora indietro sotto il profilo della personalità. Un aspetto che, per il tecnico, deve necessariamente cambiare nelle prossime settimane. La sosta arriva quindi in un momento delicato, con la possibilità di lavorare su alcuni meccanismi e soprattutto sulla mentalità del gruppo.

Sarri furioso per la trattenuta su Rowe: “Aboliamo il VAR”

Il tema più acceso del post-partita è stato senza dubbio l’episodio che ha coinvolto Jonathan Rowe nell’area della Juventus. L’attaccante dell’Atalanta è stato trattenuto da Kalulu, con Sarri convinto che ci fossero gli estremi per assegnare un calcio di rigore. L’arbitro non ha concesso il penalty e dalla sala VAR non è arrivato alcun intervento.

Una decisione che il tecnico nerazzurro ha contestato in maniera molto netta. Sarri ha spiegato di poter accettare gli errori arbitrali, ma di ritenere particolarmente difficile comprendere come il VAR non sia intervenuto in un episodio del genere. Per l’allenatore, la trattenuta era evidente e avrebbe dovuto quantomeno essere sottoposta a una revisione.

Da qui la provocazione destinata inevitabilmente a far discutere: se il VAR non viene utilizzato nemmeno in situazioni di questo tipo, secondo Sarri tanto vale abolirlo. Una frase molto dura, arrivata però all’interno di un ragionamento più articolato sull’utilizzo della tecnologia e sulla possibilità di ridurre gli errori nelle decisioni arbitrali.

Il tecnico ha comunque riconosciuto che quell’episodio non può essere considerato come l’unica spiegazione della sconfitta. Anche con un eventuale rigore, infatti, la partita avrebbe potuto prendere qualsiasi direzione. Il punto sollevato da Sarri è soprattutto legato alla possibilità che sull’1-1 la sfida avrebbe potuto svilupparsi in maniera completamente diversa.

“Non è stata una partita da 2-0”

Al di là delle polemiche arbitrali, Sarri ha cercato di restituire una fotografia della partita diversa rispetto a quella suggerita dal risultato. Il tecnico ha sottolineato come l’Atalanta sia rimasta dentro la sfida per circa 65 minuti, prima di perdere compattezza dopo il secondo gol della Juventus.

Secondo l’allenatore, infatti, fino al raddoppio bianconero la partita era stata sostanzialmente equilibrata. La Juventus ha avuto le proprie occasioni, ma anche l’Atalanta ha avuto la possibilità di fare male agli avversari. Tra le situazioni ricordate c’è anche il salvataggio sulla linea che ha negato alla Dea una possibile rete.

Il problema è arrivato soprattutto dopo il secondo gol. La squadra si è allungata, si è disunita e ha dato una sensazione molto diversa rispetto a quella mostrata per gran parte dell’incontro. Per Sarri, proprio questa reazione rappresenta uno degli aspetti sui quali lavorare maggiormente.

Non basta quindi riuscire a rimanere in partita contro una squadra come la Juventus: l’Atalanta deve imparare a mantenere la stessa solidità anche quando la partita cambia improvvisamente direzione.

“Siamo indietro sul coraggio e sull’iniziativa”

È probabilmente la frase più importante dell’intera conferenza dal punto di vista tecnico. Sarri ha spiegato che la squadra sta crescendo sul piano tecnico, tattico e fisico, ma non altrettanto rapidamente sotto l’aspetto del coraggio, dell’entusiasmo e dell’iniziativa.

È una distinzione significativa. L’allenatore non sta mettendo in discussione la capacità dei propri giocatori di comprendere il calcio che vuole proporre. Il problema, almeno secondo la sua analisi, è riuscire a trasferire quelle qualità sul campo con maggiore personalità.

Sarri vuole vedere una squadra più aggressiva nelle proprie intenzioni, più pronta a prendere iniziative e meno condizionata dagli episodi negativi. Dopo il secondo gol della Juventus, invece, l’Atalanta ha mostrato proprio il contrario: ha perso compattezza e ha concesso agli avversari maggiore libertà.

“Bisogna accendere un po’ di fuoco nell’anima” è il concetto utilizzato dall’allenatore per descrivere ciò che ancora manca alla sua squadra. Una frase che riassume bene il momento della Dea: non necessariamente una squadra tecnicamente incapace di competere, ma un gruppo che deve ancora trovare la personalità richiesta dal proprio allenatore.

Il mercato completato tardi: Sarri individua una possibile causa

C’è poi un’altra spiegazione che Sarri ha messo sul tavolo parlando delle difficoltà attuali. Secondo il tecnico, una parte dei problemi nasce anche dal modo in cui è stata costruita la rosa, con diversi giocatori arrivati soltanto nell’ultima settimana di mercato e altri reduci dal Mondiale arrivati ad agosto.

Questo elemento, nella visione dell’allenatore, può aver rallentato la costruzione dell’identità della squadra. Quando una rosa viene completata molto tardi, infatti, il lavoro tattico e soprattutto la costruzione dei meccanismi collettivi devono inevitabilmente procedere in tempi più stretti.

È un aspetto che Sarri sembra considerare importante anche per spiegare perché la squadra sia ancora indietro rispetto alle sue aspettative. Non è però un alibi: il tecnico ha chiarito che adesso l’obiettivo deve essere lavorare per colmare il gap e sfruttare la sosta per migliorare.

Il Fantacalcio: Rowe resta una pedina da monitorare

Le parole di Sarri hanno inevitabilmente anche una lettura interessante in ottica Fantacalcio. Il primo nome è proprio quello di Rowe, protagonista dell’episodio del rigore reclamato dall’Atalanta.

L’inglese si è trovato al centro di una situazione potenzialmente decisiva e il fatto che Sarri abbia insistito sull’episodio conferma anche quanto la sua presenza possa essere importante nelle situazioni offensive. Non significa automaticamente che Rowe sia destinato a diventare un titolare fisso o un giocatore da bonus ogni settimana, ma la sua capacità di attaccare gli spazi e di creare situazioni pericolose lo rende un elemento da tenere sotto osservazione.

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