
L’allenatore del Napoli Antonio Conte, intervenuto ai microfoni di DAZN, ha commentato la roboante vittoria interna contro la Cremonese, nell’anticipo che ha aperto il programma del 34° turno del campionato di Serie A.
Napoli-Cremonese, Conte: “È stata un’annata veramente dura”
Nel suo intervento durante il postpartita della sfida contro la Cremonese, Antonio Conte si è soffermato sulle ultime settimane della sua squadra, in particolare sulle critiche mosse dopo la sconfitta contro la Lazio: “Nessun dubbio sulla risposta della squadra, contro la Lazio non avevamo trovato la porta. Non era andato nulla per il verso giusto. Oggi avevamo grande determinazione e voglia di rivalsa. Dopo la Lazio erano arrivate critiche eccessive, per una squadra che in un anno ha vinto Scudetto e Supercoppa, come ai tempi di Maradona. Anche oggi ci mancavano quattro giocatori come Di Lorenzo, Neres, Lukaku e Vergara, tutti elementi importanti. La nostra stagione è stata difficilissima, trovarci lì è qualcosa di davvero importante. Non voglio portare a spasso nessuno, sappiamo il lavoro che c’è dietro. Ai ragazzi ho detto di finire nel migliore dei modi e di lasciare gli altri parlare, evidentemente hanno una comunicazione più completa…”.
Su McTominay: “La soluzione di Scott centrocampista centrale l’abbiamo dovuta forzare perché ci erano rimasti solo lui e Lobotka. Credo che sia quella la sua posizione, riesce a diventare box to box, lavorando sulla costruzione con l’altro centrocampista. Inserendosi da dietro riesce a farlo a fari spenti. Non mi meraviglio. Anche la prestazione di Alisson è stata importante, conferma la sua crescita. Anche Gutierrez ha fatto un’ottima prestazione, venendo dentro e giocando con la squadra. Siamo contenti, ci siamo divertiti e abbiamo fatto divertire i tifosi allo stadio. Siamo secondi, in attesa dei risultati degli altri. Sono tre punti fondamentali per la Champions. Siamo stati bravi a non perdere mai la rotta, nonostante gli infortuni”.
Su Lukaku: “Non l’ho sentito. Non ho avuto l’opportunità di parlare con lui. So che un nostro dirigente ci ha parlato: lui è venuto al centro, ma il mio ufficio è lì e nessuno ha bussato… Non ho ricevuto neanche un messaggio. Mi è dispiaciuto, mi sarei aspettato un saluto. In queste situazioni l’allenatore cerca di capire tutti, ma nessuno si sforza di capire l’allenatore”.
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