
Top scorer, pichichi, torschützenkönig. In giro per l’Europa si usano diversi nomi per definirli, ma da sempre i capocannonieri nel mondo del calcio sono figure quasi sacre. Sono destinate a rimanere impresse, in modo indelebile. Non solo nella mente dei tifosi che ne hanno ammirato direttamente le gesta, ma anche nella memoria dei posteri, per i quali spesso, purtroppo, non sono altro che semplici nomi accompagnati dal numero delle reti che hanno realizzato. L’intento di questo articolo, invece, è proprio quello di rievocare e celebrare, attraverso la top 10 dei marcatori nella storia della Premier League, alcuni degli attaccanti più prolifici della storia del calcio inglese.
La top 10 all-time dei marcatori della Premier League: dalla 10ª alla 6ª posizione
– 10º: Robbie Fowler, 162 gol in 379 presenze.
L’ultimo posto della top 10 all-time dei marcatori della Premier League è occupato da Robbie Fowler, giocatore molto prolifico soprattutto nelle prime fasi della sua carriera. Nato e cresciuto a Liverpool, ha debuttato con i Reds nella stagione 1993/94. Fowler ha militato nel Merseyside sino a gennaio 2002, per poi tornare sotto la Kop a gennaio 2006 e giocare ancora un anno e mezzo in Premier con i Reds. Nel mezzo, il classe 1975 ha vissuto due brevi avventure – non troppo felici – con le maglie di Leeds United e Manchester City. Con queste squadre ha realizzato in campionato rispettivamente 14 e 20 gol. Nelle due esperienze vissute con gli Scousers, invece, le reti totalizzate in Premier da Fowler sono state ben 128. In particolare, balzano agli occhi i numeri delle prime stagioni: 1993/94 (12); 1994/95 (25); 1995/96 (28) e 1996/97 (18).
Alto circa 173 cm per 78 kg di peso, Fowler non era di certo un gigante sul campo da gioco. Compensava però queste caratteristiche fisiche non eccelse con un’ottima tecnica e un innato fiuto del gol. Giocando da punta centrale, era inoltre noto per la sua abilità nel segnare gol spettacolari. Oltre che per la sua personalità carismatica e talvolta controversa. È impossibile da dimenticare, a tal proposito, la sua esultanza dopo un gol realizzato in un derby del 1999 contro l’Everton. In quel frangente, finse di sniffare cocaina utilizzando la linea di fondo campo.
Robbie Fowler trascorse gli ultimi anni della sua carriera spostandosi, di stagione in stagione, in una squadra diversa. Dapprima restò in Gran Bretagna (con Cardiff City e Blackburn). Poi si trasferì in Australia (con North Queensland Fury e Perth Glory) e Thailandia. Qui si è ritirato dal calcio giocato dopo aver vestito la maglia del Muangthong United.
– 9º: Jermain Defoe, 163 gol in 496 presenze.
Proprio mentre si spegneva la stella di Fowler, stava nascendo quella di Jermain Colin Defoe. Quest’ultimo era temuto dai difensori avversari per la sua notevole velocità e la sua spiccata capacità di finalizzazione: spesso era abile nello sfruttare le situazioni di 1vs1. Bravo a smarcarsi e molto agile, giocava principalmente come centravanti, ma poteva essere impiegato anche come seconda punta.
Nato a Londra, seppur da genitori di origini caraibiche, crebbe calcisticamente nelle giovanili di Charlton e West Ham. Con gli Hammers Defoe esordì in Premier nell’agosto del 2000, per poi andare un anno in prestito in Second Division al Bournemouth. Dalla stagione successiva, tuttavia, l’inglese tornò al West Ham. Vi rimase sino a gennaio 2004, segnando 18 gol in Premier League e 11 in First Division. L’inglese passò poi al Tottenham, squadra in cui riuscì a consacrarsi definitivamente. Lì mise infatti a segno, nelle due esperienze con gli Spurs inframezzate dalla breve parentesi al Portsmouth (con cui totalizzò 15 reti in campionato) ben 91 gol in 276 presenze in Premier.
Le strade di Defoe e del campionato inglese si separarono poi brevemente nel 2014, quando Jermain si trasferì per mezza stagione in Canada, al Toronto FC. Queste si rincontrarono però nel gennaio 2015, quando Defoe tornò in patria per vestire le maglie di Sunderland e Bournemouth. Con tali club l’inglese segnò rispettivamente 34 e 4 reti in Premier League, per poi concludere la propria carriera da calciatore tra Rangers (in Scottish Premiership) e ancora Sunderland (in League One).
– 8º: Thierry Henry, 175 gol in 258 presenze.
Troviamo ora la prima vera e propria “bandiera” all’interno della nostra top 10 all-time dei marcatori della Premier League: Thierry Daniel Henry. A sbalordire è certamente l’esiguo numero di presenze di Titi nel campionato inglese: soltanto 258 (si tratta del giocatore che può vantare meno apparizioni in questa classifica) e tutte con la maglia dell’Arsenal. È stato un attaccante dotato di grande velocità, tecnica sopraffina, e un fiuto del gol eccezionale. Era un giocatore completo, capace di segnare in vari modi, dribblare gli avversari con facilità e fornire assist ai compagni. La sua abilità nel concludere a rete da ogni posizione lo ha reso uno degli attaccanti più prolifici e ammirati di sempre.
Nato a Les Ulis, in Francia, nel 1977, Henry ha debuttato tra i professionisti al Monaco nel 1994. In seguito è approdato ai Gunners dopo la breve esperienza in Serie A con la Juventus nel 1999. È stato solo all’Arsenal, tuttavia, che il talento di Henry ha cominciato a brillare di luce intensissima. A Londra Thierry ha vissuto ben 8 stagioni consecutive, nel corso delle quali non è mai sceso sotto la soglia dei 10 gol realizzati. Con i Gunners, inoltre, Henry ha conquistato 2 Premier League (nel 2001/02 e nel 2003/04) da capocannoniere, oltre a vincere 3 FA Cup e 2 Community Shield. Inoltre, Titi è stato il top scorer in campionato anche nel 2004/05 e nel 2005/06, vincendo la Scarpa d’Oro nel 2004 e nel 2005.
Nel corso delle stagioni successive, Henry ha continuato a dimostrarsi decisivo anche all’estero, tra le file di Barcellona e New York RB. È tornato un’ultima volta in prestito per 2 mesi all’Arsenal nel gennaio 2012 prima del definitivo ritiro dal calcio giocato, avvenuto nel 2014. In totale, le sue reti in Premier con i Gunners sono state ben 175.
– 7º: Frank Lampard, 177 gol in 611 presenze.
Il caso di Frank James Lampard Jr. è sicuramente diverso da quello del giocatore che lo precede in questa classifica. L’elevato numero di reti messe a segno in Premier League dal londinese classe 1978, infatti, è in parte dovuto anche al grande numero di presenze di quest’ultimo nel campionato inglese, ben 611. Non si deve ad ogni modo dimenticare che il ruolo in campo di Lampard era diverso rispetto alla maggior parte dei calciatori presenti nella top 10 all-time dei marcatori della Premier League. Era infatti un centrocampista completo che si trovava spesso ad agire in posizione arretrata con compiti di interdizione e di regia. Era particolarmente abile nell’inserimento in area di rigore, nei calci piazzati e nel fornire assist ai compagni.
Queste caratteristiche rendono ancor più sbalorditive le cifre realizzative di Lampard, che in Premier ha esordito nella seconda parte della stagione 1995/96 con la maglia del West Ham, dopo una breve esperienza vissuta in Second Division allo Swansea. Nelle 5 stagioni e mezza in cui ha militato tra le file degli Hammers, Frank ha totalizzato 24 reti. Tuttavia, la svolta decisiva per lui è arrivata, nell’estate 2001, con il passaggio al Chelsea.
Il centrocampista inglese ha segnato addirittura 147 gol nelle 429 presenze collezionate nelle 13 stagioni vissute con i Blues, toccando l’incredibile quota di 22 reti totalizzate nel campionato 2009/10. A questi numeri vanno poi aggiunti quelli messi a referto nel corso della stagione al Manchester City (2014/15). Il bottino recita 6 gol in 32 presenze, realizzati prima del passaggio al New York City FC e al successivo ritiro nel 2016.
– 6º: Sergio Agüero, 184 gol in 275 presenze.
Sergio Leonel Agüero Del Castillo: è questo il nome completo del calciatore in assoluto più prolifico nella storia del Manchester City. Attaccante argentino classe 1988, era contraddistinto soprattutto dalla sua agilità e dalla tecnica che sapeva esprimere. Era un giocatore versatile, in grado di agire sia come seconda punta che come attaccante centrale si distingueva per la sua accelerazione bruciante, il cambio di direzione fulmineo e la freddezza sotto porta.
Prima di approdare a Manchester, El Kun è cresciuto nelle giovanili dell’Independiente: con los Diablos Rojos ha debuttato giovanissimo tra i professionisti nel 2003, segnando 23 gol in poco più di 3 stagioni. In seguito, Agüero è passato all’Atlético Madrid, con cui, oltre a vincere Europa League e Supercoppa europea nel 2010, totalizzò 74 reti in 175 presenze nella Liga.
L’ultima stagione, in cui mise a referto ben 20 gol nella massima divisione spagnola, fu quella che gli valse le attenzioni dei Citizens. Per ben 10 stagioni, dal 2010/11 al 2019/20, Agüero vestì felicemente la maglia del Manchester City, conquistando 5 Premier League, 3 Community Shield, 6 Coppe di Lega e 1 FA Cup. Si laureò anche capocannoniere del campionato nel 2014/15 con 26 reti. Al termine del contratto con i Citizens, nel luglio 2021 El Kun passò al Barcellona. Si ritirò però prematuramente (a soli 33 anni) a dicembre dello stesso anno, a causa di un’aritmia cardiaca.
La top 5
– 5º: Andy Cole, 187 gol in 415 presenze.
Con Andrew Alexander Cole entriamo finalmente nella top 5 della classifica dei 10 migliori marcatori nella storia della Premier League. Le caratteristiche tecniche principali del calciatore inglese classe 1971 includevano la velocità, l’abilità nel dribbling, la tenacia e un ottimo senso del gol. Era un attaccante completo. Era noto per la sua capacità di segnare in vari modi. Sia di destro che di sinistro, e anche di testa, nonostante la sua statura non imponente (1,75 m).
Originario di Nottingham, Cole esordì nella massima serie del campionato inglese (allora denominata First Division) con l’Arsenal nel 1990. Non avendo trovato spazio con i Gunners, l’estate successiva si traferì prima in prestito al Fulham in Third Division. Poi passò a titolo definitivo al Bristol City in Second Division. Le sue prestazioni convinsero il Newcastle United a investire su di lui: fiducia ripagata con le 12 reti in altrettante partite di campionato, le quali contribuirono alla promozione in Premier League delle Magpies. La prima stagione in Premier League di Cole fu poi strabiliante. Addirittura 34 gol in 40 presenze, il titolo di top scorer e la qualificazione in Coppa UEFA grazie al 3º posto raggiunto.
L’inizio promettente anche nella stagione successiva attirò le attenzioni dei top club inglesi. A spuntarla fu il Manchester United, che lo ingaggiò nel gennaio 1995. Con i Red Devils l’inglese raggiunse l’apice della propria carriera, vincendo da protagonista 5 campionati, 2 Charity Shield e 2 FA Cup. Nel 1998/99 riuscì anche a realizzare il triplete con lo United, percorso che fu coronato anche dalla Coppa Intercontinentale nel 1999.
Dopo quasi 7 anni a Manchester, nel dicembre 2001 Cole venne ceduto al Blackburn, dove totalizzò 27 gol in 83 presenze in Premier e poi al Fulham (12 reti in 31 apparizioni in campionato). L’ultima stagione a buoni livelli in Premier League fu con la maglia del Manchester City, squadra con cui mise a segno 9 gol in 22 partite di campionato nel 2005/06. In seguito, Cole realizzò ancora 3 gol all’inizio della stagione successiva con il Portsmouth, per poi terminare la propria carriera da calciatore con una serie di esperienze fra Premier League e Championship (Birmingham City, Sunderland, Burnley e Nottingham Forest).
– 4º: Mohamed Salah, 188 gol in 301 presenze.
Con 1 rete in più rispetto a Cole e ai piedi del podio nella top 10 all-time dei marcatori della Premier League troviamo Mohamed Salah Hamed Mahrous Ghaly. Si tratta, peraltro, dell’unico calciatore che tuttora milita in Premier, e quindi in grado di segnare altri gol prima di abbandonare il campionato. Salah è un attaccante molto agile, veloce e scattante. Ha grandissime doti tecniche, un dribbling ubriacante e una notevole freddezza sotto porta. Esterno destro fenomenale in un attacco a 3, ama rientrare sul suo piede forte, il sinistro per tirare, ma non disdegna di giocare anche sulla fascia opposta, da trequartista o da centravanti.
Nato a Basyoun, in Egitto, nel 1992, Salah ha mosso i suoi primi passi da calciatore tra le file dell’Al-Mokawloon, dove fu aggregato alla Prima Squadra all’inizio della stagione 2010/11. Nell’estate 2012 fu ingaggiato dal Basilea, squadra con cui si mise in luce. Nel gennaio 2014, infatti, il Chelsea decise di puntare su di lui, acquistando il suo cartellino per 15 mln €. Con i Blues, tuttavia, l’egiziano non riuscì ad avere lo spazio che voleva (segnò solo 2 gol in 13 partite di Premier disputate). Per questo un anno dopo si trasferì in prestito alla Fiorentina, che intendeva esercitare il diritto di riscatto l’estate successiva. Ciò non avvenne a causa di una discussa vicenda di calciomercato, la quale portò Salah a Roma nell’agosto 2015. In giallorosso, l’ala riuscì ad esprimere tutto il suo potenziale, realizzando ben 34 gol in 83 apparizioni tra tutte le competizioni.
Dopo 2 stagioni passate nella capitale, perciò, il Liverpool si interessò fortemente all’egiziano, acquistandolo per la cifra record di 50 mln €. L’avventura di Salah con i Reds è storia. Le 186 reti messe a segno in 293 partite di Premier League (circa 0,64 gol a partita) gli hanno consentito di laurearsi per 4 volte capocannoniere del campionato inglese (nelle stagioni 2017/18, 2018/19, 2021/22 e 2024/25), che il Liverpool ha vinto sia nel 2019/20 che al termine della passata stagione. Nel Merseyside, inoltre Salah ha conquistato 2 Coppe di Lega, 1 FA Cup, 1 Community Shield, 1 Champions League, 1 Supercoppa europea e 1 Coppa del Mondo per club. Da quanto è tornato in Inghilterra, l’egiziano non ha mai segnato meno di 18 gol in campionato. E anche quest’anno, alla sua 9ª stagione in maglia Reds, intende confermarsi sugli stessi livelli.
Il podio della top 10 all-time dei marcatori della Premier League
– 3º. Wayne Rooney, 208 gol in 491 presenze.
Sul gradino più basso del podio della top 10 dei marcatori nella storia della Premier League c’è niente meno che una leggenda del calcio come Wayne Mark Rooney. “Bandiera” del glorioso Manchester United dei primi anni del 2000, nonché miglior marcatore di sempre nella storia dei Red Devils. Nato a Liverpool nel 1985, da giovane Rooney militò nelle giovanili dell’Everton, con cui debuttò in Premier all’inizio della stagione 2002/03. Con i Toffes, Wonder Boy totalizzò 15 gol in 67 partite di campionato, così il Manchester United decise di ingaggiarlo al termine dell’annata successiva. Ebbe così inizio l’epopea di Rooney con la maglia dei Red Devils, destinata a durare sino alla fine della stagione 2016/17.
A suon di gol e ottime prestazioni, infatti, Rooney divenne presto un punto fisso della squadra allora allenata da Sir Alex Ferguson. Con lo United Rooney vinse ben 5 campionati, 4 Coppe di Lega, 6 Community Shield, 1 FA Cup, 1 Champions League, 1 Coppa del Mondo per club e 1 Europa League, divenendo capitano della squadra e realizzando ben 183 gol in 393 partite di Premier. La sua annata più prolifica fu il 2011/12, durante la quale mise a segno 27 reti in campionato. Dopo 13 stagioni, nel 2017/18 fece poi ritorno all’Everton, dove mise a referto 10 reti nella sua ultima stagione di Premier League prima di vivere un’esperienza in MLS con il DC United e in Championship con il Derby County.
Rooney era un atleta dotato di grande forza fisica, abile nel tiro dalla lunga distanza e sui calci da fermo e, nonostante una statura non elevatissima, di grande padronanza del gioco aereo. Pur essendo per sua natura un giocatore d’attacco, era molto generoso. Sfruttando una grande resistenza unita ad una spiccata aggressività agonistica, era solito rientrare a centrocampo e in difesa per dare una mano ai compagni, facendo poi ripartire l’azione della sua squadra.
– 2º: Harry Kane, 213 gol in 320 presenze.
Pur essendo ancora in attività, da 2 anni Harry Edward Kane, nato a Londra nel 1993, non milita più in Premier League, essendosi trasferito al Bayern Monaco nell’estate del 2023. Cresciuto in diversi settori giovanili della capitale inglese, The Hurricane ha debuttato tra i professionisti nel gennaio 2011 in League One con il Leyton Orient, dove era stato mandato in prestito dal Tottenham, che ne deteneva il cartellino. Dopo altri prestiti in Championship al Millwall e al Leicester City e al Norwich City in Premier, con cui non riuscì a sfondare definitivamente, nel 2013/14 Kane rimase agli Spurs. Realizzò però solo 3 gol in 10 partite di campionato.
Tuttavia, l’annata successiva, con l’arrivo di Mauricio Pochettino sulla panchina del Tottenham, fu quella della definitiva affermazione del centravanti inglese. La punta inglese realizzò ben 21 gol in 34 presenze di Premier League. Nelle 10 stagioni vissute a Londra, Kane conquistò per 3 volte il titolo di capocannoniere del campionato – nel 2015/16 (25 gol), nel 2016/17 (29 gol) e nel 2020/21 (23 gol) – e realizzò 214 gol in 320 partite di Premier. Tuttavia, non riuscì mai a sollevare un trofeo con la maglia degli Spurs. Il suo primo titolo è arrivato infatti solo al termine della passata stagione con la conquista della Bundesliga da parte del Bayern Monaco.
Giocatore molto forte fisicamente, Kane agisce solitamente come riferimento centrale. Destro, ma abile con entrambi i piedi, è dotato di un tiro potente e preciso e di grande freddezza sotto porta. Nonostante la stazza tipica del centravanti, è capace anche di uscire dall’area di rigore per accompagnare la manovra d’attacco e fungere da regista offensivo.
Il miglior marcatore nella storia della Premier League: Alan Shearer
– 1º: Alan Shearer, 260 gol in 441 presenze.
Al vertice della top 10 all-time dei marcatori della Premier League si trova una vera e propria leggenda del calcio inglese: Alan Shearer. Nato a Newcastle upon Tyne nel 1970, si tratta di un giocatore che, avendo militato in club storici ma non particolarmente blasonati, non è particolarmente conosciuto all’estero. Ha infatti disputato soltanto poche edizioni di Champions League e Coppa UEFA. Anche se può vantare ben 30 reti segnate in 63 presenze con la maglia della nazionale inglese.
Shearer era un attaccante eccezionale, noto per la sua prolificità sotto porta e la sua abilità nel gioco aereo. Pur di statura non eccezionale (1,83 m di altezza per 80 kg di peso), era un calciatore dotato di grande fiuto del gol. Era abile nel colpo di testa (ha messo a segno così ben 45 gol in Premier League) e con una forte personalità. Quest’ultima gli consentiva di essere un vero e proprio leader in campo.
Cresciuto nelle giovanili di Wallsend Boys Club e Southampton, Shearer debuttò con i Saints in First Division (allora la massima serie inglese) nel corso della stagione 1987/88. Un mese più tardi, alla prima partita giocata da titolare, riuscì a segnare addirittura una tripletta contro l’Arsenal. Dopo 5 stagioni e 23 reti realizzate in 118 partite di campionato con il Southampton, nell’estate del 1992 Shearer si trasferì al Blackburn Rovers.
Dopo una prima annata condita con 16 gol in 21 presenze di Premier League, nelle 3 stagioni successive il rendimento della punta fu eccezionale. Non scese mai sotto la soglia dei 31 gol in campionato, arrivando a toccare quota 34 nel 1994/95. L’anno in cui insieme a Chris Sutton trascinò la squadra alla conquista della Premier League (i Rovers non vincevano il campionato dall’edizione 1913/14). Con la maglia del Blackburn, inoltre, Shearer si laureò capocannoniere del campionato inglese sia nel 1994/95 che al termine dell’annata successiva. Il suo bilancio complessivo nel Lancashare fu di 112 reti totalizzate in 138 partite di Premier League disputate.
Nell’estate del 1996 decise di tornare nella sua città natale, accettando l’offerta ricevuta da parte del Newcastle United. Dopo la conquista di un altro premio individuale come top scorer del campionato nel 1996/97, nei successivi 9 anni trascorsi con le Magpies l’attaccante inglese alternò stagioni convincenti ad altre più difficili. Spesso subì infortuni che ne limitarono fortemente le presenze in campo. Al termine della stagione 2005/06, annunciò il proprio ritiro dal calcio giocato. Le reti messe a segno da Shearer in Premier League con i bianconeri erano state 148 in 303 presenze.
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