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Coppa Italia, le pagelle di Inter-Lazio (2-0): nerazzurri in semifinale

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Coppa Italia, le pagelle di Inter-Lazio (2-0): nerazzurri in semifinale

L’Inter batte la Lazio per 2-0 nella gara casalinga valevole per i quarti di finale di Coppa Italia e strappa il pass per la semifinale contro il Milan grazie ad una prova non facile, decisa dai guizzi dei suoi campioni e che a breve andremo a raccontarvi attraverso le nostre pagelle. Decidono un gol per tempo di Arnautović, con una meravigliosa volée mancina nella prima frazione, e di Çalhanoğlu su rigore nella ripresa. Agli uomini di Baroni non basta averci provato, anche con buone occasioni. L’assenza di un finalizzatore si è però fatta assai sentire.

Zieliński illumina, al vivace Isaksen manca solo il gol, mentre Asllani fatica ancora ad imporsi con personalità. Queste e molte altre valutazioni nelle nostre pagelle di Inter-Lazio.

Le pagelle di Inter-Lazio

Prima di passare in rassegna le pagelle dei giocatori e degli allenatori di Inter-Lazio, proponiamo quella sull’arbitro.

Arbitro: Fabbri 6 – Il fischietto di Faenza dirige il match senza errori gravi, ma con una serie di piccole incertezze, soprattutto nel primo tempo, che lasciano trasparire una certa mancanza di serenità. Più sicuro e attento nella ripresa, sia nell’amministrazione dei cartellini che nella lettura degli episodi salienti.

Pagelle Inter

Josep Martínez 6,5 – Il portiere spagnolo, molto più impegnato rispetto al suo omologo biancoceleste, si fa trovare pronto ogniqualvolta viene chiamato in causa. Alcuni interventi sono decisivi per mantenere inviolata la sua porta, soprattutto per sventare due insidiose iniziative di Isaksen.

Pavard 6 – Va in difficoltà contro i velocisti della Lazio, ma sopperisce con la sua esperienza mettendo spesso un rammendo nelle poche sbavature dei compagni di reparto.

De Vrij 7 – Gara solida del centrale olandese, nonostante debba fronteggiare un attaccante rapido e soprattutto molto mobile come Tchaouna che lo porta continuamente al di fuori del suo recinto di competenza. L’ex di turno però non si lascia condizionare e annulla ogni possibilità dell’avversario di potersi rendere pericoloso.

Bisseck 7 – Non un semplice braccetto, ma un fluidificante che non fa mai mancare il proprio apporto offensivo, accompagnando Dimarco. Quest’atteggiamento propositivo non va a menomare il suo dovere difensivo, affrontando con grande attenzione i duelli con Isaksen o gli scivolamenti esterni su Lazzari.

Darmian 6 – Sufficienza politica per il diligente esterno Inzaghi, costretto ad abbandonare il campo dopo una ventina di minuti. Esce in un momento di stasi della gara, soprattutto per i suoi (24′ Dumfries 6 – Qualche galoppata delle sue per alleggerire la pressione laziale nella ripresa, ma anche un’attenta fase difensiva. Unica sbavatura nel finale contro Nuno Tavares, un giallo alla fine ben speso per fermare una minaccia imminente per la sua porta).

Frattesi 6 – Un paio di accelerazioni a inizio gara per provare a rompere l’impasse, ma senza sortire gli effetti sperati. La manovra a lungo lenta della squadra non lo aiuta a trovare ritmo offensivo con i suoi consueti inserimenti, ma in mezzo al campo aggiunge sostanza. Soprattutto nel tenere a bada Zaccagni, il nemico pubblico numero uno.

Asllani 5 – Partenza al rallentatore tra disordine tattico e difficoltà nel prendere in mano le redini dell’impostazione. Col progredire della partita sparisce dai radar per tornare a dare cenni di un lievissimo miglioramento ad inizio ripresa. Non accantona mai, però, quel timore che lo porta ad accontentarsi di giocate elementari anche quando l’inerzia dell’azione reclama di osare qualcosa in più (63′ Çalhanoğlu 7 – Il turco sta ritrovando la migliore condizione fisica e con essa stanno lievitando anche le prestazioni nelle ultime uscite. Assume il comando del centrocampo e mette in ghiaccio il passaggio del turno col consueto sangue freddo dal dischetto).

Zieliński 7 – Viste le difficoltà interiste nel velocizzare la manovra, è lui a prendere la squadra per mano, trascinandola con una serie di ottime giocate in mezzo al campo. Amministra i ritmi, accelerando quando può con le sue consuete percussioni palla al piede di pregevole fattura, portando a spasso il centrocampo biancoceleste. Infonde grande personalità nel momento di maggior bisogno dei suoi. 

Dimarco 6 – Intraprendente a tratti e senza dispensare la qualità che il suo mancino sa regalare. Una partita sufficiente senza particolari acumi e con qualche inusuale errore di troppo nella gestione del pallone (63′ Bastoni 6,5 – S’immola per proteggere la porta e il suo ingresso da inconsueto terzino è determinante per arginare gli assalti laziali con i neoentrati).

Taremi 4,5 – Un fantasma a San Siro. Sebbene possa sembrare il titolo di un’opera letteraria, in realtà non c’è sintesi migliore per la prestazione dell’iraniano. Per lunghissimi tratti della gara è completamente evanescente e avulso. Nelle rare occasioni in cui si ritrova a giocare il pallone, lo gestisce davvero male, con errori scolastici. La musica non cambia neanche col cambio di partner. 

Arnautović 7,5 – Rompe l’equilibrio del punteggio e spezza il buon afflato laziale con un gol meraviglioso, un perfetto mix di eleganza e stile sublimi. Si mette in evidenza anche per la grinta e il grande impegno profusi nel pressare e rincorre gli avversari. Tanto basta a valergli la palma di migliore in queste nostre pagelle di Inter-Lazio (63′ Correa 7 – Apporta vivacità ed efficacia nelle sue giocate, utili sia per far rifiatare la squadra che per proporre situazioni pericolosi. Si procura il rigore del 2-0 con un bello slalom nella difesa avversaria).

Allenatore: Inzaghi 6,5 – Il massiccio turnover, soprattutto a centrocampo, viene digerito con lentezza della squadra, che soprattutto nel primo quarto di partita è lenta e prende imbucate troppo agevolmente nella dorsale centrale di campo. Piano piano, però, grazie alla personalità di alcuni interpreti, l’Inter riesce a riprendere in mano la gara e con i cambi nella ripresa trova nuova fluidità per legittimare il successo.

Coppa Italia, le pagelle di Inter-Lazio (2-0): nerazzurri in semifinale

Pagelle Lazio

Mandas 5,5 – Incolpevole su entrambi i gol, tutto sommato la sua partita è contraddistinta da una certa inoperosità. La mancata sufficienza, allora, è giustificata da una pessima gestione del pallone. Si attarda nel rinviare, facendo correre parecchi brividi ai suoi, ed è spesso impreciso anche senza pressione.

Pellegrini 5 – Avvio abbastanza timido, poi, con la squadra in svantaggio, comincia ad affacciarsi anche lui in avanti. Ogni suo tentativo, però, è scandito da errori, sia di scelte che tecnici, che vanificano la sua generosità (61′ Nuno Tavares 6 – Per distacco il migliore dei neoentrati di Baroni, il portoghese gioca come sa, in costante proiezione offensiva. Riesce tuttavia a sfondare in una sola occasione, procurando l’ammonizione di Dumfries).

Gigot 5,5 – Il calcione che stende Correa al 75′ macchia una partita che fino a quel momento era piuttosto positiva. Soprattutto nel primo tempo, si distingue per la straordinaria attenzione con cui giganteggia sulle punte interiste. Preciso negli interventi e puntuale negli anticipi. L’episodio della ripresa abbassa la sua valutazione.

Romagnoli 6 – Ordinaria amministrazione per il difensore centrale, che si dimena meno rispetto al partner. Non per questo difetta di concentrazione (46′ Gila 5,5 – Con la squadra in svantaggio e giocoforza più sbilanciata deve provare a contenere prima Arnautović e poi un vivace Correa. Stecca qualche intervento).

Lazzari 5,5 – Parte da terzino, ma di fatto agisce da ala. Sempre alto e largo sulla fascia destra, è molto presente nel gioco laziale, ma nel momento della rifinitura si accontenta di crossare da fermo piuttosto che puntare il diretto avversario e andare sul fondo come gli chiede il suo allenatore. Troppo timido per incidere.

Rovella 6 – L’ultimo a mollare, dopo un buon primo tempo da efficace frangiflutti con diversi palloni recuperati, nella ripresa non riesce a dare quella qualità in più per elevare lo sforzo dei suoi.

Guendouzi 6,5 – Onnipresente, copre il campo con grande generosità, a partire dalla prima impostazione, per poi ritrovarlo a pressare in avanti, a recuperare palloni e a interrompere le trame offensive dell’Inter. Tanta quantità nel momento migliore di partita dei biancocelesti, prima di cedere ad un inesorabile calo fisico.

Isaksen 6,5 – Il migliore tra i giocatori della Lazio in queste nostre pagelle della sfida di Coppa Italia contro l’Inter. Il danese è ispiratissimo e con le sue accelerazioni e i suoi dribbling è l’unico che riesce a costruire delle vere e proprie occasioni da gol, sventate da un attento Martínez. Sprinta costantemente e non lesina energie nell’aiutare il reparto arretrato. Una prova degna di nota che avrebbe meritato a mani basse di condire con un gol (78′ A. Ibrahimović – s. v.).

Tchaouna 5 – Non è facile agire da (finto?) centravanti con De Vrij continuamente alle costole. Gioca sempre spalle alla porta e allora prova a rendersi utile venendo incontro per dialogare coi compagni o per premiarne gli inserimenti con delle sponde. È un attaccante, ma non tira mai in porta (61′ Noslin 5 – S’incarta in tentativi individuali, sbattendo contro il muro nerazzurro. Largo a destra si arena nel traffico difensivo interista).

Zaccagni 5 – Insieme ad Isaksen è l’uomo che sulla carta, per qualità, può dare quel qualcosa in più ad una squadra orfana del proprio bomber. Ciò nonostante, le sue giocate si rivelano inefficaci. Soprattutto perché l’Inter fa un grandissimo lavoro di contenimento (anche falloso) su di lui che alla fine dei conti finisce per stroncare ogni sua iniziativa. Già in partenza a 50 metri dalla porta (61′ Pedro 5,5 – Lo spagnolo non riesce ad aggiungere pericolosità agli attacchi biancocelesti ed entra poco nel vivo del gioco).

Dia 5 – Il franco-senegalese si vede ancor meno dei compagni del reparto avanzato. Qualche buon movimento centrale nelle prime fasi di gioco, ma anche lui chiude con un’inconsistente prova sotto il profilo conclusivo. Si scambia spesso posizione con l’ex Verona, ma ancora una volta senza sortire effetti.

Allenatore: Baroni 5,5 – La Lazio fa il possibile per mettere in difficoltà un’Inter che, con tanto turnover, parte con le marce basse. I biancocelesti riescono anche a costruire occasioni, ma al di fuori di Isaksen, nessuno riesce ad andare alla conclusione. Nemmeno i cambi apportano un po’ di freschezza e imprevedibilità in più. Il tecnico fiorentino non ha ancora trovato un antidoto all’assenza di Castellanos.

Coppa Italia, le pagelle di Inter-Lazio (2-0): nerazzurri in semifinale

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