
Nel calcio le occasioni non sempre arrivano quando si è pronti a coglierle, ma bisogna saperle sfruttare quando si presentano e Pierluigi Gollini sembra aver fatto proprio questo: chiamato a difendere la porta della Roma dopo lo stop di Mile Svilar, il portiere si è ritrovato improvvisamente al centro dell’attenzione, con la responsabilità di garantire sicurezza a una squadra che aveva trovato nel numero 99 uno dei propri punti di riferimento.
Le prime uscite hanno restituito indicazioni incoraggianti. In sei apparizioni complessive, tra Serie A e Champions League, Gollini ha raccolto tre clean sheet, accompagnando il dato statistico a prestazioni spesso decisive. Non si è trattato soltanto di amministrare situazioni semplici: in diverse occasioni è stato chiamato a intervenire nei momenti più delicati delle partite, contribuendo direttamente al rendimento della squadra.
Contro Como e Napoli, ad esempio, alcune sue parate hanno impedito agli avversari di trovare la via del gol, mentre contro il Cagliari è arrivata probabilmente la prova più convincente del suo periodo in giallorosso. Due reti subite non hanno intaccato il giudizio sulla sua prestazione: gli interventi effettuati hanno avuto un peso notevole nella conquista dei tre punti. Una serata da protagonista, certificata anche dal 7 in pagella.
Gollini, una carriera che aspettava una nuova occasione
Il rendimento attuale assume ancora più significato se si considera il percorso degli ultimi anni. Gollini non è sempre stato una seconda scelta. Durante l’esperienza all’Atalanta aveva raggiunto livelli importanti, diventando uno dei portieri italiani più interessanti della sua generazione. Le prestazioni con la squadra bergamasca gli avevano aperto anche le porte della Nazionale, con l’esordio nel 2019.
Successivamente, però, la sua carriera ha perso continuità. La conclusione dell’avventura a Bergamo, segnata anche da alcune divergenze con Gasperini, ha dato inizio a una serie di trasferimenti che non gli hanno permesso di trovare stabilità. Le esperienze con Tottenham, Fiorentina, Napoli e Genoa non hanno prodotto il salto definitivo che ci si sarebbe potuti aspettare da un portiere con le sue qualità.
La concorrenza e il poco spazio hanno progressivamente ridimensionato il suo ruolo, fino all’arrivo nella Capitale. Alla Roma il progetto iniziale era chiaro: affiancare Svilar e rappresentare una soluzione alternativa in caso di necessità. Non c’erano particolari indicazioni che lasciassero immaginare un suo impiego così prolungato. L’infortunio del titolare ha cambiato i programmi e Gollini ha avuto finalmente la possibilità di dimostrare quanto ancora potesse dare.
Il capitolo più interessante di Gollini alla Roma riguarda Gasperini
C’è poi un elemento che rende il percorso di Gollini a Roma ancora più particolare: il rapporto con il suo attuale allenatore. I due si conoscevano già molto bene dai tempi dell’Atalanta, ma non si erano lasciati nel migliore dei modi. Gasperini aveva più volte evidenziato alcuni limiti caratteriali del portiere, soprattutto in relazione alla disponibilità al lavoro e alla voglia di migliorarsi.
Oggi, invece, il giudizio appare decisamente diverso. Il tecnico ha riconosciuto pubblicamente la crescita del classe 1995, spiegando che alcune vecchie questioni sono state chiarite durante la convivenza a Trigoria. Dopo la sfida con il Cagliari, le parole dell’allenatore sono state particolarmente significative: ha ribadito di aver sempre considerato Gollini un portiere di valore.
Il ritorno di Svilar non cancella quanto fatto da Gollini
Adesso l’attenzione si sposta inevitabilmente sulle condizioni di Mile Svilar. Il suo recupero è sempre più vicino e, una volta ristabilito, tornerà a occupare il ruolo di primo portiere. Per Gollini potrebbe quindi arrivare nuovamente il momento di accomodarsi in panchina, ma il suo bilancio personale è già positivo.
La Roma, infatti, ha trovato una risposta concreta a un problema che avrebbe potuto complicare il proprio percorso tra campionato ed Europa. E soprattutto ha recuperato un giocatore che sembrava aver smarrito la continuità dei giorni migliori. Per Gollini queste partite rappresentano molto più di una semplice parentesi: sono la possibilità di rimettersi in gioco e dimostrare di poter ancora essere protagonista.
Svilar rimane il titolare, ma Gasperini adesso ha una certezza in più. E Gollini, dopo aver aspettato a lungo, ha finalmente trovato il modo di far parlare il campo.
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