
Milan, Amorim alla vigilia del derby: “Rabiot, Gila e Moreira pronti”. Poi difende Ramos e lancia la sfida all’Inter
Il derby di Milano si avvicina e Ruben Amorim si prepara a vivere la sua prima stracittadina sulla panchina del Milan. Sabato sera, a San Siro, i rossoneri affronteranno l’Inter in una partita che arriva in un momento particolarmente delicato per la squadra portoghese. La pesante sconfitta per 4-2 contro il Bologna ha lasciato diversi interrogativi, soprattutto sulla tenuta difensiva e sulla condizione fisica del gruppo. A complicare ulteriormente la situazione ci sono i numerosi infortuni, anche se dalla conferenza stampa della vigilia sono arrivate alcune notizie incoraggianti.
Amorim ha infatti aggiornato le condizioni di Adrien Rabiot, Gila e Moreira, tutti potenzialmente recuperabili per la sfida contro i nerazzurri. La decisione sul loro eventuale impiego dal primo minuto arriverà soltanto dopo le ultime valutazioni. Diverso il discorso per Fikayo Tomori, che ha riportato una lesione muscolare e dovrà fermarsi. L’allenatore ha affrontato anche le critiche sulla gestione degli infortuni, assumendosi personalmente la responsabilità dei carichi di lavoro e difendendo apertamente lo staff medico del Milan.
Non sono mancati gli argomenti legati al campo: da Gonçalo Ramos, indicato come possibile protagonista del derby, alle ambizioni scudetto rilanciate da Gerry Cardinale. Amorim ha poi risposto con ironia a una domanda su Cristian Chivu, senza nascondere il rispetto per la qualità e la maturità mostrate dall’Inter.
Milan, Amorim parla di Rabiot, Gila e Moreira recuperati: “Domani vedremo se saranno titolari”
La prima notizia riguarda la situazione degli indisponibili. Il Milan spera di presentarsi al derby con qualche alternativa in più rispetto alla partita contro il Bologna, nella quale Amorim ha dovuto fare i conti con una rosa particolarmente ridotta. Le indicazioni del tecnico sono positive per Rabiot, Gila e Moreira, che potranno tornare a disposizione in vista della stracittadina.
«Sono pronti a essere con la squadra», ha spiegato l’allenatore, precisando però che non è ancora possibile stabilire chi potrà partire dall’inizio. «Dobbiamo vedere domattina se saranno pronti eventualmente per giocare titolari, questo lo vedremo domani». La convocazione sembra dunque alla portata, mentre per quanto riguarda l’impiego dal primo minuto sarà necessario attendere le ultime valutazioni.
La situazione più complicata è invece quella di Fikayo Tomori. Il difensore ha accusato un problema muscolare durante la partita contro il Bologna e gli esami hanno evidenziato una lesione a carico di un muscolo flessore mediale della coscia destra. Per lui è previsto un nuovo controllo tra due settimane.
Amorim è tornato anche sulla scelta di aver impiegato il difensore in una posizione non abituale, chiedendosi se, alla luce dell’infortunio, avrebbe potuto gestire diversamente le energie. «Quando succede, ci pensi, ma sono cose che non puoi controllare», ha ammesso.
Il tecnico ha poi ricostruito la catena di problemi che ha condizionato le sue scelte. Gli infortuni di Saelemaekers e Chukwueze hanno ridotto le alternative sulle corsie esterne, costringendo Moreira a sostenere un minutaggio superiore a quello previsto. In questo contesto, Tomori è stato chiamato a svolgere un lavoro aggiuntivo, con numerosi sprint e compiti differenti rispetto alle sue caratteristiche abituali.
«Nella mia testa, all’inizio, avevo tre opzioni per quel ruolo, e tutte e tre hanno avuto problemi fisici», ha spiegato Amorim. L’allenatore ha riconosciuto di aver corso un rischio, ma ha anche ricordato che la necessità di vincere contro il Bologna ha condizionato le sue decisioni. Una situazione difficile da gestire, soprattutto quando le alternative inizialmente previste vengono meno una dopo l’altra.
Amorim si assume la responsabilità degli infortuni: “Dipende da me”
Uno dei passaggi più significativi della conferenza riguarda proprio il tema degli infortuni muscolari. Negli ultimi giorni si è discusso molto della condizione fisica del Milan e delle numerose assenze che stanno condizionando il lavoro dell’allenatore. Amorim ha voluto fare chiarezza, escludendo responsabilità dello staff medico e di quello che si occupa della preparazione atletica.
«La responsabilità è del sottoscritto, del tecnico e del modo in cui allena la squadra», ha dichiarato senza esitazioni. Una presa di posizione netta, accompagnata da una difesa altrettanto decisa delle persone che lavorano quotidianamente a Milanello.
«Lo staff medico è straordinario, sta facendo un lavoro eccezionale e lavora sodo ogni singolo giorno», ha aggiunto, ribadendo di essere «felicissimo» del lavoro svolto dai collaboratori. Per Amorim, la gestione dei carichi e delle rotazioni rientra direttamente nelle responsabilità dell’allenatore e deve tenere conto di numerosi fattori.
Il portoghese ha spiegato che non tutti i giocatori hanno la stessa capacità di sostenere partite ravvicinate. Bisogna valutare lo storico clinico, il numero di incontri disputati consecutivamente, i metri percorsi ad alta intensità e la tipologia degli sforzi richiesti dal sistema di gioco. «È la combinazione di tutti questi fattori a generare gli infortuni», ha osservato.
Amorim su Chivu e l’Inter: “Sono al Milan, non all’Inter”
Non poteva mancare un passaggio sull’avversario di sabato e sul suo allenatore. Alla domanda su cosa invidi a Cristian Chivu, Amorim ha risposto con una battuta destinata a far sorridere i tifosi rossoneri: «Ho zero invidia nei confronti di Chivu, perché sono nel posto giusto: sono al Milan, non all’Inter».
Il tecnico ha poi raccontato di aver scambiato qualche parola con il collega in occasione di un recente appuntamento legato alla presentazione del nuovo stadio. «È molto simpatico», ha spiegato, ricordando anche una piccola differenza di umore tra i due: Chivuarrivava da una vittoria, mentre lui aveva una partita da preparare.
Quando si è trattato di analizzare il valore dei nerazzurri, però, Amorim ha utilizzato parole di grande rispetto. «L’Inter è una squadra che può giocare a occhi chiusi», ha osservato, sottolineando la capacità dei giocatori di mantenere gli stessi automatismi anche quando cambiano gli interpreti.
Il portoghese ha apprezzato soprattutto la maturità della formazione nerazzurra, capace di leggere i diversi momenti della partita e di non perdere la propria identità anche in situazioni complicate. «Hanno una straordinaria capacità di leggere i momenti della partita», ha aggiunto.
Secondo Amorim, questa consapevolezza nasce anche dall’abitudine a vincere: «È una consapevolezza che acquisisci quando vinci tante partite e tanti titoli». Il Milan, però, non ha intenzione di presentarsi alla stracittadina con un atteggiamento rinunciatario: «Hanno tantissimo talento in rosa, ma noi siamo lì per combattere anche contro questo e ci faremo trovare pronti per la partita».
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