
La compagine femminile della Vecchia Signora sta attraversando una nuova fase di transizione storica e tecnica, con tutte le conseguenze negative che possono derivare da tale situazione. La formazione di Guerrero non ha ancora trovato la propria fisionomia tattica e di gioco definitiva e continua a collezionare prestazioni interlocutorie e risultati altalenanti. Tuttavia, qualche raggio di sole che aiuti la Juventus Women a guardare con maggiore ottimismo al futuro prossimo in vista di una possibile (e necessaria) crescita, c’è e porta il nome di Alba Redondo. L’attaccante spagnola, arrivata dal Real Madrid durante la scorsa sessione estiva di calciomercato, sta impressionando l’ambiente bianconero, sfuggendo alla precarietà del momento grazie ad una serie di numeri realizzativi impressionanti. A suon di gol, si sta caricando la squadra sulle spalle, divenendone una leader e protagonista imprescindibile. Tanto in Italia quanto in Europa. Scopriamone di più.
Alba Redondo: il barlume di speranza della Juventus Women
Dopo una lunga carriera ultradecennale in Spagna, suo Paese natale, Alba Redondo ha scelto di sposare il nuovo progetto tecnico della Juventus Women quest’estate, andando a rimpinguare la colonia iberica che costituisce uno degli assi portanti della squadra bianconera. Con sé, la trentenne nativa di Albacete ha portato a Torino la sua dote più importante: i gol. Anzi, caterve di gol, visti i 146 centri in tutte le competizioni con le maglie di Levante e Real Madrid e i 24 con le varie selezioni della Nazionale delle Furie Rosse.
Pur avendo cambiato aria, nazione e contesto calcistico, l’attaccante non ha perso il fiuto del gol. Lo stesso che l’ha portata a chiudere per 6 volte La Liga in doppia cifra, con un picco massimo di 27 reti in 30 partite nella stagione 2022/2023, che le ha permesso di laurearsi capocannoniera del campionato. Anche in Italia, Redondo sta dimostrando quelle caratteristiche che l’hanno resa una delle giocatrici più prolifiche tra le principali leghe continentali. Grande istinto, senso del gol e, ovviamente, un’ottima tecnica di base che le consente di trovare la porta praticamente in ogni modo. Letale in area di rigore (dove sembra avere una vera e propria calamita per il pallone), bruciante in contropiede e – in generale – fredda davanti allo specchio, l’ex Real Madrid rappresenta uno dei migliori acquisti degli ultimi anni della Juventus, nonché la degna erede di Cristiana Girelli come bomber in bianconero.
I numeri della prima parte di stagione alla Juventus
Anche in questa sua primissima esperienza alla Juventus Women, lo score di Alba Redondo è logorroico. Nelle 18 partite disputate fino a questo momento in tutte le competizioni, la spagnola ha messo a referto 12 marcature (più 3 assist). Di queste, diverse sono state già decisive. Ad esempio, la doppietta nella finale di Serie A Women’s Cup, grazie alla quale la squadra di Guerrero è arrivata a contendersi il trofeo ai calci di rigore dopo essere andata sotto di 2 gol.
Oppure la rete del pareggio all’Hammarby ad agosto, nella sfida valevole per il secondo turno preliminare di Champions League per tenere in piedi la baracca dopo un avvio impaurito delle bianconere. Anche in campionato, non ha fatto mancare la sua firma. I centri fin qui sono già 5 in 6 giornate, di cui 4 consecutivi nelle ultime 4. Non da ultimo, quello al Sassuolo, proprio in questo weekend. Ancora una volta, un gol per riequilibrare un match partito male.
Al di là dei numeri straordinari – che testimoniano la qualità di questa attaccante, in grado di adattarsi immediatamente a qualunque contesto e situazione senza mai snaturare la sua indole di implacabile cannoniera – Redondo, dunque, sembra avere un impatto molto forte anche dal punto di vista emotivo, oltre che tecnico. Come se dovesse essere lei a scoccare la prima scintilla necessaria per accendere una squadra altrimenti troppo apatica e passiva. Insomma, con la spagnola forse la Juventus non parte sempre da 1-0 come si suol dire in questi casi (a causa delle continue amnesie difensive e degli approcci rivedibili), ma almeno è certo che c’è una leader su cui fare affidamento per ricevere la scossa che avvii la reazione.
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