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Le pagelle di Bayern Monaco-Real Madrid (4-3): tra gemme ed errori, passano i bavaresi

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Le pagelle di Bayern Monaco-Real Madrid (4-3): tra gemme ed errori, passano i bavaresi

Dopo una partita spettacolare, disseminata di gemme di alta qualità e di errori clamorosi per delle squadre così zeppe di campioni, che tra poco andremo a raccontarvi attraverso le nostre pagelle, il Bayern Monaco vince in rimonta nel finale contro un ottimo Real Madrid e accede alle semifinali di Champions League. A salvare i bavaresi ci pensano Luis Díaz e Olise con due conclusioni da fuori che sanciscono il definitivo 4-3, dopo ben 5 reti segnate nel primo tempo. La doppietta di Güler, intervallata dal gol di Pavlović, dà una prima illusione ai Blancos, poi cancellata da Kane e nuovamente riaccesa da Mbappé. Nel momento cruciale, l’espulsione del subentrato Camavinga all’86’ mette in bilico la resistenza madrilena, definitivamente affondatasi di fronte alle prodezze del colombiano e del francese. Ad attendere ora i tedeschi nel prossimo turno c’è il Paris Saint-Germain.

Serata da dimenticare per i due portieri, Bellingham dà sostanza, Kane totale. Questo e molto altro nelle nostre pagelle di Bayern Monaco-Real Madrid.

Le pagelle di Bayern Monaco-Real Madrid

Prima di passare in rassegna le pagelle di giocatori e allenatori di Bayern Monaco e Real Madrid, presentiamo quella sull’arbitro. 

Arbitro: Vinčić 4,5 – Bravo ad inizio partire a far capire di voler tenere sotto controllo i nervi, evitando che la partita gli sfugga di mano emotivamente. Poi, però, inanella una serie di errori tecnici dovuti ad un metro scostante nella valutazione dei contatti (ad esempio quello da cui ha origine la punizione segnata da Güler). Pietra tombale sulla sua prestazione è il secondo giallo a Camavinga, apparso fin troppo severo rispetto a ben altri comportamenti antisportivi ampiamenti più tollerati.

Pagelle Bayern Monaco

Neuer 4,5 – Il capitano, nonché uomo più esperto in campo, incappa in una delle peggiori serate della sua gloriosa carriera. Incerto come non mai con i piedi, ma anche goffo e pigro sulla punizione del giocatore turco. Riscatta solo parzialmente una gara da dimenticare con qualche gran intervento.

Laimer 6 – A sinistra, si limita a sovrapporsi per liberare l’uno contro uno di Luis Díaz. Quando passa a destra, però, si nota una maggiore congenialità. Spinge con insistenza e volontà, non sempre accompagnata però da altrettanta qualità.

Upamecano 6,5 – Il mismatch in velocità contro avversari del calibro di Vinícius e Mbappé è evidente, ma il francese riesce a sopperire con l’esperienza e con la fisicità alla sua lacuna. Impreziosisce la sua prova con l’assist per Kane, dimostrando ottima visione di gioco.

Tah 5,5 – Rispetto al collega di reparto, deve letteralmente arrangiarsi contro il numero 10 del Madrid, sperando che sia lui a commettere qualche errore. Spesso fuori posizione, vive una serata di grande incertezza e preoccupazione.

Stanišić 5,5 – Come Laimer, anche lui ha compiti più tattici che di reale incisività all’interno del set offensivo dei bavaresi. Prova a svolgere diligentemente il suo compito, ma senza lasciare tracce significative al suo passaggio (46′ Davies 6,5 – Tutt’altra musica sulla fascia sinistra con suo ingresso, essendo in costante proiezione offensiva. I suoi continui affondi ridanno vivacità ad una corsia troppo a lungo sterile).

Kimmich 7 – Domina il centrocampo, gestendo i ritmi, sia di gioco che del pressing. Sempre nel vivo dell’azione, dispensa sventagliate millimetriche da una parte all’altra per aprire la difesa spagnola, cercando sempre la giocata più efficace. Temibilissimo anche sui calci piazzati, in cui la precisione del suo calcio fa spesso la differenza.

Pavlović 6 – Giocatore che incarna perfettamente il concetto di uomo al posto giusto al momento giusto. Non soltanto in occasione del gol dell’1-1 in area piccola, ma anche in fase di non possesso. Dà copertura alle discese del terzino sinistro, si batte e non teme di aggredire in avanti. Ogni tanto, però, palla al piede gestisce male situazioni semplici, esponendo la squadra a qualche ripartenza di troppo.

Olise 7 – In una serata in cui le sue proverbiali giocate convergendo sul piede forte non gli riescono neanche pregando, incastona la gemma del definitivo 4-3 nel finale, quando finalmente la sua qualità comincia a dare segni di vitalità. 

Gnabry 5 – La transizione da talento sulla trequarti a uomo tattico è ormai completa e il suo continuo abbassarsi per aiutare i mediani in fase di impostazione è lodevole, così come lo sono diversi ripiegamenti difensivi. Il problema è che poi è totalmente avulso davanti, perdendo incisività e giocando anche con fin troppa sufficienza dal punto di vista tecnico (61′ Musiala 6,5 – Pochi palloni toccati, anche perché in mezzo non ci sono spazi neanche per uno spillo. Lui comunque si fa trovare pronto non appena il Real concede un buco, dispensando la consueta classe. Come l’assist alle sue spalle per Díaz).

Luis Díaz 7 – Come per Olise, è il gol (decisivo) a far impennare una prestazione altrimenti insufficiente. Martella sulla sinistra con la consueta frenesia, ma senza quella cattiveria necessaria per affondare il colpo. Alla fine, però, come accaduto all’andata, anche in una partita non entusiasmante, nel momento del bisogno, il colombiano c’è.

Kane 7,5 – Il giocatore totale e migliore in campo per il Bayern Monaco in queste nostre pagelle della sfida col Real. Ennesima partita giocata ad altissimo livello con qualità, abnegazione e intelligenza sui due lati del campo, nonostante l’opposizione dell’esperto Militão crei qualche grattacapo anche a lui. Il 50° gol stagionale è la ricompensa per un’altra prestazione da urlo.

Allenatore: Kompany 6,5 – Il Bayern è una squadra fortissima grazie alla sua mentalità. I bavaresi trovano, infatti, la forza di rialzarsi dopo una serie di errori individuali del loro capitano che rischiavano di far degenerare un clima di ansia in un contesto già teso di suo. E invece, la formazione del belga non si snatura, fa la sua partita per tutti i 90 minuti e la porta a compimento. C’è da capire ora se questo doppio confronto ha insegnato qualcosa sotto il profilo tattico, visto che sia all’andata che al ritorno il numero di ripartenze concesse è stato eccessivo a questo livello e contro avversari così forti.

Le pagelle di Bayern Monaco-Real Madrid (4-3): tra gemme ed errori, passano i bavaresi

Pagelle Real Madrid

Lunin 4,5 – La sindrome dell’incertezza di Neuer contagia anche il portiere ucraino. Lui, però, viene affetto nelle situazioni di palla alta: non trova mai né il tempo giusto né la coordinazione utile ad opporre una solida risposta sulle palle inattive. Spesso goffo o in ritardo, non fa una bella figura.

Alexander-Arnold 4 – Altra grave insufficienza sponda Real Madrid in queste nostre pagelle della sfida con il Bayern. Soffre tantissimo Luis Díaz, concedendogli sempre troppa libertà per ricevere e stentando in ogni tentativo di anticipo. Come se non bastasse, si fa cogliere impreparato in marcatura su Pavlović in occasione dell’1-1 e sparisce, anziché chiudere su Kane, sul 2-2. Un disastro (90′ Pitarch – s. v.).

Rüdiger 6 – Tiene sempre alta la temperatura emotiva dei suoi con l’atavica vistosità di interventi e movenze. Oltre al temperamento, però, c’è anche una strenua difesa della propria porta.

Militão 6,5 – Rispolverato titolare in una grandissima occasione, profonde tutte le proprie energie e la sua saggezza difensiva al meglio per concedere meno occasioni e conclusioni possibili ai bavaresi. Fa quello che è umanamente possibile su Kane, anche usando le maniere forti.

Mendy 6 – Tiene bene su Olise, anche grazie ai continui raddoppi e aiuti da parte di Güler. Davanti lo si vede poco, anche se non manca qualche sortita pericolosa, ma improduttiva. Attento comunque dietro.

Güler 8 – C’è un nuovo mancino che comanda in Baviera prima della rete di Olise. Due gol da antologia, nonostante siano propiziati dalla serata no di Neuer. Oltre ad un’immensa qualità, non nega mai il proprio supporto dietro, abbassandosi subito per aiutare un Alexander-Arnold in evidente difficoltà. L’espulsione nel finale macchia una prova straordinaria (90′ Mastantuono – s. v.).

Bellingham 7 – Partita di grandissima sostanza dell’inglese, che si vede poco, ma si fa sentire tanto. Dà sostanza al centrocampo proteggendo la difesa e sventando ogni pericolo che si palesa nelle terre di mezzo. In più, quando la squadra è in difficoltà, con la sua energia riesce a strappare la mediana del Bayern.

Valverde 6,5 – Anche lui molto sacrificato in fase di non possesso e pressoché nullo davanti, se non fosse per una conclusione velenosa nel finale dopo essere stato spostato sulla destra. Tanto lavoro tattico e sempre pronto a mettere una pezza per rimediare all’errore di un compagno.

Brahim Díaz 6,5 – L’uomo di raccordo tra la grande fase difensiva e la necessità di avere qualità per imbeccare i velocisti davanti. Precisione e tempismo perfetti nei suggerimenti in verticale e anche un proficuo lavoro di sacrificio in ripiegamento (62′ Camavinga 4,5 – Entrato per dare fisicità ed energie fresche al centrocampo, approccia con buona applicazione, anche se il primo giallo preso su Musiala lascia intendere che la sua concentrazione non sia ancora al massimo. Vinčić sarà stato anche fin troppo severo nell’irrogare la seconda ammonizione, ma lui non doveva comunque dargli adito per farlo. A rimetterci, infatti, è stata la squadra).

Vinicius 6,5 – Il solito atteggiamento da bambinone non lo aiuta ad entrare nel giusto ritmo della partita. Si intestardisce, provoca gli avversari, cerca giocate che non gli riescono. Un primo tempo complicato, ma salvato dall’assist per Mbappé, che – finalmente – lo riporta sui giusti binari, per sprigionare poi nella ripresa la sua euforia in campo aperto.

Mbappé 7 – Un gol con una cattiveria e una velocità uniche nell’attaccare l’area di rigore e uno sfiorato per un grande intervento di Neuer. Il francese è il più lucido tra gli attaccanti madrileni, sia nelle giocate, che soprattutto nelle letture, con i suoi inserimenti mortiferi nei buchi della difesa bavarese. Tanto sforzo, che però non basta: anche quest’anno dovrà guardare gli altri alzare la coppa.

Allenatore: Arbeloa 6,5 – Grande prova dei suoi uomini su un campo difficilissimo e contro una delle squadre più forti al mondo. Esattamente come all’andata, tiene testa nei momenti difficili, agendo con cinismo e malizia (sportiva) per insinuarsi nei meandri delle lacune dell’avversaria e quasi riesce nell’impresa di continuare a giocarsi la qualificazione ai supplementari.

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